Baci & Stracci

La Boschi avrebbe fatto bene a contenersi, per tre motivi.

Il primo, la riforma approvata fa discretamente pena e con gli esponenti di Forza Italia una stretta di mano poteva pure bastare.

Il secondo, scambiare un voto parlamentare in una rimpatriata di vecchi amici in pizzeria è una roba inguardabile.

Il terzo, salta all’occhio il paradosso delle relazioni rovesciate: esponenti del proprio partito trattati come stracci ed invece i gesti affettuosi riservati a Romani, Quagliariello, Razzi, e così andare.

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Il Ritorno di Tina

TINAQuando mi spiegano che non c’è più tempo, che sulle riforme dobbiamo accelerare, che bisogna farle di corsa e non frega niente a nessuno di “quali” e “come”, altrimenti casca tutto. Un brivido mi corre sempre lungo la schiena. Perché ho capito una cosa semplicissima, in questi anni di larghe intese, che quando prende quota TINA (There is no alternative) e il suo linguaggio terminale, da ultima spiaggia, dietro l’angolo c’è sempre una scempiaggine, tipo: una riforma Fornero.

101 Andata e Ritorno?

Con lo scrutinio segreto passa un emendamento che conferisce al Senato competenze su temi etici, famiglia e matrimonio. E qualcuno nel PD ritorna a parlare dei 101, diciamo così, in modo improprio, per usare un eufemismo. Una roba micidiale, per assurdità. Proveremo con disegni e cartelli, anche perché ci dovrà essere pure un limite allo stravolgimento dei fatti e alla curvatura della realtà, o no? Per capirci, i 101 volevano fare le riforme e un Governo con la destra, e ci sono riusciti. Sono quelli che hanno probabilmente spinto per un patto per le riforme con Berlusconi e sono entusiasti che sia pure segreto. Nessuno, almeno immagino, pensa che i 101 siano figli di un colpo di sole, ma architetti di un precisissimo disegno politico. Allora, la domanda è semplice. Perché dovrebbero votarsi contro?

Dissentire, si può?

Chi dissente è fuori. Chi si oppone a un disegno di riforma costituzionale assai discutibile va allontanato.

La possibile sostituzione di Corradino Mineo come componente della commissione Affari Costituzionali del Senato è preoccupante, per non dire che sarebbe scandalosa. Il messaggio che porterebbe con sé sarebbe poi molto grave, un tentativo di mettere a tacere chiunque coltivi la bellezza del confronto democratico. Se siamo democratici, se siamo il partito democratico questa roba deve esser OUT. Punto.

PS: a proposito di senato e commissioni parlamentari, direi di occuparci di altro, e visto il livello rasoterra del dibattito, a cui a malincuore mi adeguo, per esempio, mi domando, se sia possibile che un partito come NCD abbia più presidenti di commissioni a Palazzo Madama che voti nel Paese.

Li cambiamo?

Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione: Antonio Azzollini (NCD)

Commissione Territorio e Ambiente: Giuseppe Marinello (NCD)

Commissione Lavoro e Previdenza sociale: Maurizio Sacconi (NCD)

Commissione Agricoltura e Produzione agroalimentare: Roberto Formigoni (NCD)

Caro Roberto, ti scrivo…

Roberto-GiachettiPer fare le riforme, Roberto Giachetti consiglia Renzi di affidarsi al popolo. A parte che  non si capisce bene a chi siano rivolte le sue parole (le minoranze di cui parla sono tutte trasmigrate in maggioranza,  da un pezzo).  L’unica strada possibile è il voto, certo. Era la posizione dei pochi, vera minoranza,  sostenuta nella direzione nazionale del PD  in cui si è invece deciso di trucidare Enrico Letta e sostituirlo con i voti di quella stessa (altra minoranza, oggi maggioranza nel PD), a cui molto probabilmente il tuo messaggio è diretto.

E’ ora di smetterla di usare il voto come spauracchio a buon mercato. Perché fare delle riforme utili al Paese con Berlusconi è un’impresa impossibile, non da oggi, ma da sempre. Tutto il resto, caro Roberto, a te certo non sfuggirà , è cinismo politico e basta. Non insistiamo, anzi smettiamola per favore, soprattutto quando si parla di costituzione.

La carta costituzionale non si può riformare, come ha già provato a fare Berlusconi, a colpi di sondaggi sulla popolarità di un leader o minacciando le urne. Andiamo oltre e se possibile torniamo seri, magari chiedendo il ritorno al voto per cambiare davvero l’Italia,  non perchè non si riesce ad approvare una riforma pessima. Che non piace a nessuno.

Dura lex, sed lex

La decadenza di Berlusconi non ammette rinvii, gli esponenti del PD della Giunta del Senato devono solo applicare la legge. La difesa scelta dal pregiudicato Berlusconi ha pure un impianto grottesco  e argomentazioni risibili, al limite dell’offensivo. Per una banale proprietà transitiva  è offensiva quindi anche la posizione di Violante, per dire.

L’incostituzionalità della legge Severino o la sua irretroattività sono delle balle spaziali,  per intenderci,  è una legge che applica la costituzione e che prima di B è già stata applicata ad altri politici ed amministratori locali. Siamo dinanzi, mi pare così lapalissiano,  a uno squallido tentativo di raggirare la legge e prendere ancora a pedate per conto di Berlusconi l’Art.3 della Costituzione. Se cedessimo ai ricatti di Berlusconi a finire non sarebbe forse la legislatura, ma il PD e con esso la speranza di ritornare ad essere un Paese normale, dove la legge è davvero uguale per tutti ma proprio tutti.

Caro Beppe, domani si scoprono le carte.

Vaffa di GrilloSono sicuro  (o almeno spero) che una riflessione su questa eventualità anche tu l’abbia fatta. Il “non dare” la fiducia al Governo Bersani rischia di far passare (ingiustamente, aggiungo) i cittadini eletti in parlamento del M5S per oppositori del cambiamento. Un cambiamento che voi dovreste interpretate obtorto collo per un mandato elettorale ricevuto da milioni di italiani.

E poi….

Con Bersani o senza,  sappi, Signor Beppe, che esiste un limite a tutto, anche alle più stravaganti strategie politiche. Negare la fiducia a qualsiasi Governo del Cambiamento, sperando di spingere il Partito Democratico verso un governissimo con Berlusconi e il PDL , è un azzardo  gigantesco a danno dell’Italia. Non te lo puoi permettere e soprattutto non se lo può permettere il Paese, di nuovo.

Ricambio. Adesso tocca ai Capigruppo!

ParlamentoParto citando Bersani: “Farò girare la ruota”.

Giustissimo. Ma……

La ruota deve continuare a girare, il rinnovamento non si fermi alle cariche istituzionali. Adesso, tocca ai capogruppo di Camera e Senato. Cambiare solo un po’ e non tutto potrebbe essere – addirittura (eh, già) –  un boomerang.  Il PD vada fino in fondo sulla strada del rinnovamento, con coraggio e senza girarsi indietro, e soprattutto evitando operazioni di cosmesi, perché il vero ricambio è l’opposto della cooptazione. Per dire.