Una Regione Lazio senza larghe intese #èpossibile

Lazio Possibile_1Noi non ci arrendiamo alle larghe intese, non vogliamo allearci con gli Alfano della Regione Lazio, vogliamo ricostruire la sinistra e al centrodestra preferiamo il centrosinistra sempre e ovunque. Noi non ci arrendiamo, non fatelo neppure voi. #èpossibile

Ringrazio i compagni e le compagne di Frosinone per aver lavorato a questo odg ed i tanti compagni e compagne del Lazio che l’anno condiviso.
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ORDINE DEL GIORNO su Elezioni di Secondo Grado Provinciali presentato in Direzione Regionale PD Lazio del 12/09/2014

Un clima di vera e propria emergenza nazionale politica ed economica dal 16 novembre 2011 ha portato, a nostro avviso sbagliando, il Partito Democratico assieme alle destre al governo del nostro Paese.

Tuttavia, il 27 febbraio 2014, il Partito Democratico dando in Direzione nazionale una rara dimostrazione di compattezza con 121 SI su 125, ha votato la propria adesione al PSE, collocandosi in modo chiaro all’interno della realtà progressista europea.

Quest’ultima decisione confina nell’ambito delle equivoche strategie non politiche volte solo a porre rimedio alla non autosufficienza parlamentare, la scelta, a nostro modo di vedere sbagliata, di convivere al governo con forze che esplicitamente si richiamano al centro destra.

La natura dell’alleanza con cui Nicola Zingaretti governa la Regione e la scelta progressista europea operata dal Partito impongono comportamenti conseguenti su tutte le realtà del Lazio chiamate alle urne nelle elezioni di secondo grado provinciali del 12 ottobre 2014. Realtà del Lazio in cui la prospettiva di centro sinistra è generalmente largamente maggioritaria ed autosufficiente a sostenere una propria candidatura.

Su queste premesse SI CHIEDE al Segretario regionale Fabio Melilli, che il Partito Democratico:
a) si faccia parte attiva di candidature che sostengano una prospettiva di governo progressista, di centro sinistra che, conseguentemente, escludano alleanze con forze politiche che si richiamano alla destra ed al centrodestra.
b) presenti in tutte le province chiamate al voto una propria lista unitaria.

La 194 si difende, applicandola.

Aborto-194La promessa era che sarebbe “Cambiato Tutto” in Regione con Nicola Zingaretti.
Le promesse si mantengono , mantenendole. Anche sulla 194, abbiamo cancellato vergognose e distorte pratiche applicative della legge nel Lazio. Il decreto della Regione Lazio segna un passo decisivo nella tutela delle donne attraverso una corretta applicazione della 194.

“Il ginecologo obiettore non potrà più sottrarsi al dovere di garantire a chi ne ha bisogno tutti i certificati necessari per abortire. E dovrà prescrivere i farmaci per la contraccezione, inclusa la pillola dei cinque giorni dopo.”

Così parte il riscatto

Innovativo nel format, nei contenuti. Giovane, giovanissimo, perché organizzato da una cooperativa sociale di under 25. È il primo nel Lazio. Che aggiungere, niente, se non invitarvi a partecipare, diffondere e visitare per tutte le info http://www.campoantimafia.org

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Indagine Legalità Sud Pontino

E’ la prima indagine demoscopica sul fenomeno criminale e mafioso nel Basso Lazio, e in particolare nel territorio del Sud Pontino.

Sono stati intervistati 1.873 studenti, su un totale della popolazione studentesca di riferimento di 6.364. Le scuole superiori interessati dallo studio sono situate nei Comuni di Gaeta, Formia, Itri, Minturno, Castelforte, SS. Cosma e Damiano e Spigno Saturnia.

L’iniziativa è stata promossa dalla Cooperativa Sociale Programma 101 ONLUS in collaborazione con lo SPI CGIL, La Rete degli Studenti Medi e ARCI.

Personalmente, sono orgoglioso di aver offerto il mio piccolo contributo (tecnico, da analista) per la realizzazione di questa prima Indagine sulla Legalità nel Sud Pontino.

Lo studio è stato articolato in 4 prospettive, che hanno consentito non solo di indagare a fondo quali sono le percezioni, la conoscenza e le valutazione degli impatti determinati dalla presenza della criminalità organizzata nel territorio,  ma di fornire valutazioni anche di aspetti positivi come: l’interesse e la sensibilità dei ragazzi al tema e alla cultura della legalità.

Per leggere, scaricare e diffondere i risultati dello studio CLICCA QUI

Indagine Legalità 1

Primo Campo Antimafia nella Regione Lazio

Lavoro, Legalità, Giovani, Impresa Cooperativa. Quattro cose che rendono il primo campo antimafia nella Regione Lazio, una storia bellissima da raccontare.

PROGRAMMA 101, STARTUP ANTIMAFIA UNDER 25: PRESTO, IL PRIMO CAMPO DELLA REGIONE LAZIO

Programma 101 era il primo personal pc della Olivetti ma per un gruppo di startupper cooperativi è molto di più: è l’emblema dell’innovazione che può essere apportata anche nel sociale, attraverso il rifiuto del malaffare e il rispetto dell’ambiente. “Ispirandoci ai valori di Olivetti, abbiamo deciso di costituire una coop che intende recuperare i territori confiscati alle mafie. Presto nel Lazio daremo vita ad un campo antimafia sui territori confiscati alla camorra”.

Una cooperativa che appartiene alla collettività. “La paura può diventare incoscienza se non è consapevolezza, bisogna imparare a conviverci senza farsi condizionare: seguiamo l’insegnamento di Falcone. Abbiamo paura ma è fisiologico. Non siamo però soli; sentiamo la vicinanza della gente e delle Istituzioni. Abbiamo concepito la Cooperativa come un qualcosa che non ha confini. Non siamo solo in dieci, ma in molti di più perché coinvolgiamo i ragazzi nelle scuole, i cittadini e non solo. E’ una gioia quando le persone che ci aiutano nelle iniziative si presentano come cooperatori della Programma 101, ci emoziona! Siamo orgogliosi di aver fatto della nostra impresa cooperativa una piattaforma democratica a disposizione di tutti”.

Così, Alessandra Arena– classe 1990 – presidente della start up cooperativa Programma 101, racconta l’esperienza della sua impresa che opera nel territorio del Basso Lazio sui territori confiscati alla mafia. La giovane donna alla guida della coop in cui sommando le età dei componenti del CDA non si raggiungono neppure gli anni del Presidente della Repubblica, ci dice: “L’antimafia non è un lavoro ma crediamo fermamente che il lavoro possa nascere dando nuova vita ai patrimoni sottratti alle mafie: è questo che vogliamo far capire alla gente”.

E ci stanno riuscendo. Recupero e manutenzione dei terreni, organizzazione di eventi che promuovano la legalità e il rispetto dell’ambiente e – prossimamente – la sfida più grande: l’organizzazione di un campo antimafia nel Lazio. “Legacoop Lazio sarà nostro partner. L’evento sarà patrocinato dalla Regione Lazio e si terrà sia a Gaeta che a Formia su due terreni che saranno riqualificati – ha detto -. Metteremo in atto il ripristino dell’area che verrà messa in sicurezza e poi faremo tornare i terreni ad una nuova vita produttiva, li reinseriremo in un circuito economico e nel tessuto sociale. Pensiamo ad una vera e propria filiera corta con prodotti bio a km 0. Speriamo che altri giovani si appassionino a questo lavoro!”

LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO QUI: http://goo.gl/IZPZmU

Per informarsi e partecipare alle attività del campo, vista il sito:  www.campoantimafia.org

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Un Nuovo Inizio

ZingarettiCon la vittoria di Nicola Zingaretti ci sarà un nuovo inzio nel Lazio e noi ci saremo comunque, al fianco di Nicola.

Non ce l’abbiamo fatta. 1167 voti è un buon risultato, un risultato da cui ripartire, ma non sufficiente per la mia elezione.

Grazie a tutti voi, alle volontarie e ai volontari, agli amici, alla mia famiglia e ai tanti cittadini che hanno creduto in me.

Consentitemi un ringraziamento speciale per la mia compagna Alessandra che mi ha incoraggiato ogni giorno, ma che ha dovuto anche sopportarmi in questa lunga campagna elettorale.

Crisi Panapesca – La proprietà salvaguardi l’occupazione e rispetti i lavoratori

Si è svolto ieri l’incontro programmato tra sindacati ed Amministrazione Comunale di Gaeta sulla vertenza Panapesca. Voglio esprimere la mia personale soddisfazione per l’impegno che il Sindaco e le organizzazioni sindacali stanno profondendo per arrivare ad una soluzione positiva della crisi. Il periodo che stiamo vivendo, che mette a dura prova le famiglie per la difficile situazione economica del Paese e del nostro territorio, impone di percorrere ogni strada possibile pur di salvaguardare il lavoro e i livelli occupazionali. Ben venga, quindi, il percorso messo in atto dall’Amministrazione per bloccare la procedura di mobilità  prevista per 31 dipendenti della Panapesca. E ben venga, soprattutto, l’ipotesi di congelare la recente delibera Comunale con la quale si stabiliva la conversione urbanistica di uno dei lotti sul quale insiste il sito industriale della Panapesca. Tale decisione sia di monito alla proprietà affinché capisca che non possono esistere territori di conquista sui quali speculare a danno dei lavoratori: il nostro territorio, Gaeta e la Regione Lazio hanno bisogno di imprenditori seri che fanno impresa rispettando i lavoratori e le comunità in cui svolgono la loro attività produttiva. Invito, infine, tutte le forze politiche e sociali della nostra città ad intraprendere azioni comuni affinché sia garantito il diritto al lavoro per i dipendenti della Panapesca in mobilità e un’esistenza dignitosa per le loro famiglie, già provate da mesi di cassa integrazione.

Per cambiare tutto, ricambio totale.

Un rinnovamento di cui non può farsi carico solo il PD, ma serve il contributo generoso di tutta la coalizione. Esentati solo i radicali, of course!Rinnovamento_La Provincia_FL_Dic2012

Regione Lazio, polverizzato il diritto allo studio

regione_lazio1Nel Lazio i tagli orizzontali all’università realizzati dalla Gelmini e non temperati dall’attuale Governo dei tecnici, sono stati sicuramente anche aggravati da una Giunta Polverini insensibile al tema e in tutt’altre faccende affaccendata.

Il diritto allo studio è un diritto fondamentale sancito dal comma 3 e 4 dell’art. 34 della Costituzione, che affermano: « I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».

Le responsabilità della Regione Lazio sono oggettive, basti pensare che Il fondo per il diritto allo studio viene erogato dal MUIR direttamente alle Regioni, le quali però dovrebbero provvedere ad integrarlo con fondi propri e con le risorse provenienti dalle tasse regionali per il diritto allo studio universitario. Insomma, il diritto allo studio ha trovato forti limitazioni in tutte le Regioni, ma nel Lazio la situazione è degenerata,  siamo prossimi alla (quasi) cancellazione di un diritto costituzionale.

E allora se, come risulta dalle graduatorie appena pubblicate da Laziodisu, la percentuale degli studenti universitari meritevoli a cui verrà negata la borsa di studio per insufficienza di fondi (i c.d. idonei non vincitori) è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, siamo di fronte a una situazione inaccettabile e per certi versi inspiegabile per una Regione che risulta la seconda più ricca del Paese. Saranno necessarie priorità della prossima Giunta e Consiglio Regionale ripristinare stanziamenti pubblici adeguati e riformare, come affermato dal nostro candidato Nicola Zingaretti, una legge per il diritto allo studio ormai obsoleta e inattuale.

Infine, consentitemi quest’ultimo piccolo inciso.

Bersani nelle ultime settimane ha più volte ricordato quanto sia deleterio, illiberale e ingiusto scindere la parola “merito” dalle parole “pari opportunità” e “parità di accesso”. La polverizzazione del diritto allo studio nella nostra Regione è un esempio concreto e triste degli effetti nefasti prodotti da tale separazione, per dire.