Capro espiatorio?

ministro guidiUn emendamento escogitato per deprivare del controllo gli Enti Locali e consentire al Ministero dello Sviluppo Economico, in perfetta solitudine e senza alcuna valutazione ambientale, l’inserimento nelle opere strategiche di tutte le infrastrutture collaterali alla produzione energetica. L’emendamento serviva a mettere fuori gioco Comuni e comunità locali, così da rendere qualsiasi opera soggetta esclusivamente all’autorizzazione del Ministero della Guidi. La Ministra si è dimessa, ma l’emendamento dello scandalo resta. La questione è semplice, se quel cavolo di emendamento non verrà cancellato, la Giudi non rappresenterà solo la cacciata della prima responsabile ma in parte anche il solito e dannatissimo capro espiatorio.

Raccolta Firme a Gaeta per Abrogare la Legge Porcata

Raccolta Firme per Abrogare la Legge Porcata Anche Sabato prossimo 24 settembre a partire dalle ore 17 NOI DEMOCRATICI sarà presente con un gazebo in c.so Cavour,a Gaeta, per sostenere la raccolta firme per il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale(il cosiddetto Porcellum). Riteniamo che sia molto importante partecipare a questa iniziativa in quanto,se si raggiungesse il numero necessario di firme per indire il Referendum,finalmente noi tutti avremmo di nuovo la possibilità di … Read More

via NOI DEMOCRATICI GAETA

Uniti Contro Acqualatina, la Mozione Consiliare

La gestione dell’acqua deve tornare pubblica. Il risultato del Referendum ora impone risposte chiare da parte del PD Provinciale e di tutti noi amministratori locali. In Provincia di Latina l’affluenza è stata altissima, a pesare sicuramente l’effetto Acqualatina. Sottoscrivo in toto le parole del nostro segretario provinciale Enrico Forte che, in un’intervista pubblicata oggi, parla della necessità “di scardinare il sistema di potere UDC-PDL”. Bene, penso che sia necessario passare (subito) dalle parole ai fatti, per una volta. Per questo, ho deciso di scrivere una mozione consiliare. Obiettivo, rilanciare l’iniziativa politica del PD provinciale su un tema fondamentale, come la Gestione dell’Acqua, che in Provincia di Latina significa anche provare ad affossare una delle architravi su cui poggia l’asse (politicamente perverso) di potere Fazzone-Forte-Cusani.
Spero, anzi ne sono sicuro, che questa mozione possa essere raccolta e presentata in tutti i consigli comunali della Provincia di Latina dove sono presenti nostri rappresentanti.

DI SOTTO LA MOZIONE CONSILIARE CHE VERRA’ DEPOSITATA A GAETA.

Alla cortese attenzione:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GAETA

SEDE

Gaeta, lì_XX/06/2011

Oggetto: Mozione per Ripubblicizzazione Servizio Idrico Integrato

Premesso che

• Acqualatina S.p.A. è il gestore del Servizio Idrico Integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale n.4 Lazio Meridionale;

• Acqualatina S.p.A. è una società mista dove il 49% del capitale è detenuto da soggetti privati e il restante capitale è detenuto dai Comuni dell’ ATO4 in proporzione alla popolazione residente;

• Il Comune di Gaeta fa parte dell’Ambito Territoriale n.4;

Considerato che

• L’acqua rappresenta un bene dell’umanità, un bene universale e un bene comune pubblico, che deve essere accessibile a tutti;

• Nel Nostro ordinamento giuridico le società per azioni sono vocate alle remunerazione del capitale, secondo criteri e modalità stabilite dal codice civile agli artt. 2423 – 2435;

• Con il Referendum del 12 e 13 Giugno 26.000.000 cittadini italiani hanno espresso, senza possibilità di dubbi interpretativi, la loro volontà che la ”Gestione dell’Acqua” torni pubblica;

• L’affluenza in Provincia di Latina è stata del 54.86% e nella sola Città di Gaeta circa 10.000 cittadini si sono recati alle urne esprimendo il proprio consenso al secondo quesito referendario che ha sancito l’abrogazione della «remunerazione del capitale investito» nella determinazione della tariffa del servizio, prevista al comma 1 dell’art. 154 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152;

• Il secondo quesito referendario del 12 e 13 giugno che la gestione del servizio idrico integrato da parte di Acqualatina S.p.A non possa più generare la remunerazione del capitale attesa dai soci;

• La determinazione delle tariffe è attualmente ancora in capo alle Autorità d’Ambito;

Ricordato Altresì

• L’impegno civico profuso da parte dei comitati popolari e associazioni per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della democrazia diretta e in particolare sull’esercizio del diritto di voto in occasione dei Referendum del 12 e 13 Giugno;

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi in sede di Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell’ATO4 affinché venga realizzato nelle more di un intervento legislativo chiarificatore:

• Uno studio di fattibilità per l’affidamento del Servizio idrico integrato ad una società totalmente pubblica;
• Lo scorporo immediato della “componente remunerativa del capitale investito” dalle tariffe applicate dal Gestore Acqualatina;

Si chiede di inviare il presente atto a tutti i Comuni Soci di Acqualatina S.p.A.

Chi Paga per L’Acqua

E’ la domanda che si pone Carlo Scarpa nel suo articolo di oggi pubblicato sul sito voce.info (qui). Non condivido le sue preoccupazione per il blocco dei programmi d’investimento. E’ evidente che a pagare il servizio e finanziare gli investimenti saranno sempre i cittadini, come avveniva prima del Referendum. Se gli italiani pagheranno di più o di meno lo vedremo. La sostanza vera e’ che 25.000.000 cittadini italiani vogliono che la ”Gestione dell’Acqua” torni pubblica. Come? Le soluzioni certo non mancano, per fortuna.

AcquaLatina KO dopo il Referendum?

Il Governo Berlusconi ha cercato di sabotare fino all’ultimo il Referendum e con le urne ancora aperte, il Ministro Maroni e il Presidente del Consiglio Berlusconi hanno annunciato che il quorum era stato raggiunto, provando con questa mossa a seminare disimpegno nell’elettorato. È stata una campagna referendaria difficilissima, un referendum costato tantissimo agli italiani per colpa del mancato accorpamento con le elezioni amministrative. Per non parlare delle moratorie truffa di Berlusconi o del TG1 di Minzolini che è riuscito a sbagliare le date del referendum e le previsioni meteo di domenica 13. Ma il vento è davvero cambiato e il quorum è stato raggiunto lo stesso. Gli italiani si sono stancati di essere stanchi e vogliono cestinare questa politica, che non decide e pensa solo alla sua autoconservazione. Con il Referendum ha vinto la partecipazione, la democrazia diretta, i cittadini. Per il legittimo impedimento e il nucleare il referendum ha messo dei punti fermi, ma per l’acqua arriva ora la parte più difficile, ovvero come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Suez, Smat e Veolia. Appunto Veolia, il socio privato della società mista AcquaLatina gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Latina.
Chiariamo subito, che dopo il referendum in materia di gestione dell’acqua esiste un vuoto normativo. Ora la politica ha il compito di legiferare in materia tenendo ben presente il contenuto sostanziale della volontà degli italiani.
Ma ritorniamo ad AcquaLatina. Se il primo quesito referendario sulla privatizzazione forzata non aveva alcun impatto su AcquaLatina, perché la società mista era già partecipata da azionisti privati per un valore del capitale superiore a quello previsto dal Decreto Ronchi. Il secondo quesito invece in linea teorica dovrebbe rendere impossibile la partecipazione di un azionista privato ad società mista dove non è più remunerabile il capitale investito. I 2 referendum dell’acqua hanno, a mio avviso, per ora abrogato solo il modello delle società miste, ma non escludono in assoluto la partecipazione dei privati dalla gestione del servizio. Bisogna formulare un riassetto complessivo della gestione del servizio idrico integrato ispirato ai principi di fondo affermati dagli italiani con il referendum. C’è bisogno dunque di un nuovo paradigma, direbbero gli economisti. Occorre uscire obbligatoriamente dal modello delle SPA e delle società di capitali in generale, che per loro natura giuridica devono remunerare i capitali investiti e distribuire utili agli azionisti.
Il nuovo paradigma gestionale, a prescindere della partecipazione diretta o indiretta dei privati, se vuole garantire il rispetto della volontà popolare non può prescindere da alcuni capisaldi, che riguardano: gli strumenti di finanziamento, la governance e gli organismi di controllo del servizio. Se per quanto riguarda la c.d. Authority è opinione generalmente accettata che debba essere di dimensione nazionale, indipendente dalla politica, autorevole e dotata di poteri sanzionatori efficaci, e va bene così. Diversamente sui meccanismi di finanziamento necessari a rendere efficiente la nostra malconcia rete idrica e utili a garantire concretamente l’accesso ad un bene comune essenziale per la vita, si è invece scritto davvero poco. La gestione pubblica dell’acqua di domani esclude la remunerazione del capitale, ma deve comunque porsi il problema dell’acquisizione dei capitali necessari per gli investimenti. Nel caso di AcquaLatina molti investimenti infrastrutturali sono stati in realtà finanziati da sussidi pubblici (contributi a fondo perduto erogati dalla Regione Lazio) in violazione della normativa comunitaria che vieta questa forma di finanziamento e impone la regola del “full cost recovery”. La parte restante degli investimenti, la copertura dei costi di gestione e la remunerazione del capitale è stata invece finanziata attraverso le tariffe pagate dai cittadini e il ricorso all’indebitamento bancario. Indebitamento, il cui costo (rimborso capitale + interessi) viene naturalmente inserito quota-parte in bolletta, ipotecando così, vista la durata pluridecennale dei prestiti, anche il costo del servizio per le future generazioni.
Ritengo che la proposta di finanziamento del servizio idrico avanzata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua che prevede l’impiego di strumenti classici di finanza pubblica (es. BTP, BOC, BOR e BOT di scopo) e di fiscalità generale sia adeguata a contribuire a un cambio di paradigma nella governance del servizio idrico. È evidente che per riequilibrare una situazione diversificata della qualità del servizio e della rete idrica nelle diverse aree del Paese c’è bisogno di meccanismi perequativi finanziati dalla fiscalità generale, se si vuole realmente garantire accessibilità universale al bene e uno standard minimo del servizio. Questa proposta però deve essere accompagnata, a mio modesto parere, da una gestione totalmente pubblica della rete idrica. La gestione della rete idrica finanziata con le bollette pagate dai cittadini, la finanza pubblica e la fiscalità generale deve essere integralmente pubblica. Il contributo dei privati nella gestione del servizio può esserci, ma deve avvenire su una dimensione operativa e riguardare esclusivamente componenti accessorie del servizio. L’assistenza, la comunicazione o altri processi amministrativi potrebbero essere anche affidati a società private attraverso bandi di gara pubblici, non credo questo snaturi il principio di gestione pubblica del servizio.

In sintesi, la proposta per una una governance pubblica dell’acqua potrebbe essere la seguente:
1. La trasformazione degli attuali ATO in “Soggetti di Diritto Pubblico” per la gestione operativa e infrastrutturale della rete idrica, ossia un soggetto che si occupi delle attività di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue
2. Il Finanziamento degli investimenti infrastrutturali e dei costi di gestione della rete da realizzarsi attraverso le tariffe, gli strumenti di finanza pubblica e la fiscalità generale.
3. L’istituzione di un’Authority Nazionale autorevole ed indipendente che abbia la facoltà di fissare le tariffe minime e massime, premiare comportamenti virtuosi di risparmio della risorsa e che vigili sulla gestione efficiente del servizio e il rispetto dei programmi d’investimento di manutenzione e miglioramento della rete dei diversi gestori pubblici.
4. Limitare il coinvolgimento potenziale dei privati ad attività no-core, ovvero restringere la partecipazioni dei privati ad attività c.d. di supporto all’erogazione del servizio.

Se queste proposte rappresentassero sul serio il nuovo quadro normativo nazionale di riferimento in materia di gestione del servizio idrico integrato, potremmo con discreta approssimazione affermare che l’acqua tornerà pubblica e che è davvero finito nella nostra Provincia l’incubo AcquaLatina. Dobbiamo essere fiduciosi e per adesso accontentarci del colpo micidiale inferto con il referendum alla privatizzazione selvaggia e alla società mista emblema in Italia della mercificazione più distorta del bene comune “Acqua”.

Cronaca 2.0 del Referendum

Hanno vinto gli elettori, i cittadini e lo spirito nazionale di un Paese che è sempre venuto fuori quando sembrava tutto perduto. Si era raggiunto il fondo, anzi lo si stava scavando da un po’. Prima le Amministrative e ora il Referendum, il vento profondo del cambiamento è finalmente arrivato . La campana della storia suona “a morto” per il Governo Berlusconi, certo. Guai però, come centrosinistra, a sentirci al riparo dalla riscossa civica degli italiani, il messaggio è generalizzato e riguarda tutti, nessuno escluso. Bisogna cambiare registro e dare una prospettiva vera al Paese, iniziando proprio dai temi oggetto del referendum, altrimenti dall’onda saremo travolti anche noi.

La mia facebook-cronaca del 12 e 13 Giugno. 24 aggiornamenti di stato tra esortazioni, ottimismo e battute.

12 Giugno
• Oggi si VOTA…non sono ammessi legittimi impedimenti 🙂
• Parziale nazionale 11,4% e mancano ancora i dati di Napoli, Milano e Roma.
• Gaeta Rilevazione Affluenza ore 12: 11,09%. La sezione 3 ha già superato il 15%. Per chi e’ in spiaggia e non l’avesse ancora fatto, dopo il mare, mi raccomando, Tutti a Votare 🙂
• Battere il quorum, si puo’ fare!! Alle 19 affluenza al 27 %
• Si puo’ fare!!!Dato aggiornato, Alle 19 l’affluenza e’ sopra al 30%
• Ultimo sforzo, Contattiamo Tutti i nostri amici, conoscenti e parenti per chat, email, sms e chiediamogli se hanno votato…
• Gaeta Rilevazione Affluenza ore 19: 27,83%. La sezione 3 ha già superato il 34%. La sezione più indietro e’ la 18, ferma ancora al 21,46%.
• Ore 22, affluenza al 38,7% Scrutinati 1414 comuni su 8092. Dai che superiamo il 40%…
• Affluenza ore 22 al 40,3% Scrutinati 3477 comuni su 8092…e mancano ancora i voti degli italiani all’estero, che saranno comunicati domani.
• Affluenza ore 22: migliora ancora il dato siamo al 40,7%. Scrutinati 4636 comuni su 8092
• Gaeta Rilevazione Affluenza ore 22: 39%. La mia sezione (n.14) ha già superato il 44%, sono (piccole) soddisfazioni.
• Affluenza ore 22: siamo al 41%. Scrutinati 7580 comuni su 8092.
• Il Quorum è già stato raggiunto a Livorno (53.96), Modena (53.87), Trento (50.86) e Firenze (50.72).

13 Giugno
• Vai dove ti porta il quorum….si può ancora votare fino alle ore 15.
• Per chi non l’avesse ancora fatto. Carmine Glifone, nuovo capo di gabinetto allo Sviluppo dei Responsabili, dichiara ”Non è vero che tutti gli italiani sono contro il nucleare. L’orientamento del Governo in caso di mancato raggiungimento del quorum sarà quello di individuare i siti per le centrali nucleari nelle regioni con minore affluenza alle urne”.
• Non pensate che il quorum verrà raggiunto grazie agli altri, gli altri siamo NOI. Si Vota fino alle 15.
• Facciamogli il ”quorum”, fino alle 15 🙂
• Stima di Termometro politico: affluenza al 55%. Calmi, aspettiamo i dati ufficiali.
• il legittimo impedimento avrà il quorum più alto di tutti, che figata!!
• Referendum, istant poll: quorum oltre il 54,5%.Gaeta, Legittimo Impedimento: SI al 96%.
• ok, adesso si può dire. Oggi, 13 Giugno 2011, l’ITALIA e’ ufficialmente una REPUBBLICA BERLUSCONIZZATA.
• I SI a tutti e 4 i referendum supereranno il 95%!!!
• Affluenza Gaeta intorno al 56%
• AcquaLatina?? ABROGATA!!!!!!!

Benedetto Referendum del 12 e 13 Giugno

Una valanga d’iniziative e continue esortazioni ad andare a votare domenica e lunedì prossimi per “centrare l’obiettivo del quorum”. Il mondo cattolico si è mobilitato e come per i referendum del 12 e 13 Giugno.
Ieri è arrivata anche la Benedizione di Papa Ratzinger che ha bocciato pubblicamente la tecnologia nucleare ricordando le “innumerevoli tragedie che hanno toccato la natura, le tecnica e i popoli” in questi primi mesi del 2011 e specificando: “che bisogna adottare stili di vita rispettosi dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie che in grado di salvaguardare il patrimonio del creato ed essere senza pericolo per l’uomo, devono costituire – ha scandito – priorita’ politiche ed economiche”.

Le Giravolte Nucleari del PDL di Gaeta

Dire tutto e il contrario di tutto, sempre. Il Berlusconismo è anche questo. Annunciare, illudere e poi fare altro o il perfetto contrario, tanto sono abituati a smentire pure se stessi. A Gaeta il berlusconismo nel PDL abbonda e trova forse una delle sue interpretazioni più grottesche. Sul Referendum non si sono smentiti, ancora una giravolta politica.
Il PDL fazzoniano di Gaeta invita i suoi elettori ad andare a Votare “SI” al Referendum sul Nucleare, oggi . Qualche mese fa sul nucleare avevano una posizione diversa, ma lievemente diversa. Prima dell’incidente di Fukushima e precisamente il 26 febbraio 2011, il Coordinatore del PDL di Gaeta invece spiegava che «l’utilizzo della tecnologia nucleare diviene necessaria se il fabbisogno nazionale non cambia e il nostro paese arranca perché ultimo in Europa in quanto a costi dell’energia sia per le famiglie che per le imprese. già oggi l’Italia acquista energia nucleare dalle vicine centrali francesi e che Germania ed Inghilterra adottano tale tecnologia da oltre trent’anni».

Un Referendum per Abrogare AcquaLatina

Se dovesse vincere il Si al Referendum finirebbe anche l’incubo Acqualatina. Per la società che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Latina non sarebbe più possibile percepire utili. Diremmo finalmente basta ad una gestione privatistica dell’acqua fondata sul clientelismo e sul binomio speculativo “tariffe crescenti a investimenti zero”. In particolare, la gestione dell’acqua non risultando più remunerativa implicherebbe progressivamente lo scioglimento della società mista e la necessità dell’ATO4 di riacquistare le quote della Multinazionale Veolia.
Liberiamoci da AcquaLatina. Andiamo a Votare il 12 e 13 Giugno.

4 SI per la Provincia di Latina

Quelli del referendum sono temi di fondo dove si confrontano politiche alternative e visioni opposte. La nostra base e soprattutto il Paese si attendeva da Noi, partito popolare, non solo un indicazione di voto chiara, ma in primis un’energica mobilitazione per battere un astensionismo costituzionalmente tutelato, ma che viene negli ultimi 20 anni sistematicamente cavalcato da una politica autoreferenziale ostile all’istituto referendario e allergica a qualsiasi forma di democrazia diretta.
Quesiti su Nucleare e Acqua Pubblica che sembrano poi, per ironia della sorte, quasi sfacciatamente tagliati per la Provincia di Latina, che registra ancora la presenza di 2 Centrali Nucleari in decommissioning (la centrale del Garigliano è situata sul confine Campania-Lazio) e di una società AcquaLatina, che con la sua gestione sgangherata e clientelare, rappresenta un esempio estremo di come la risorsa idrica non debba essere svenduta e privatizzata.
Per questo il sottoscritto, Raffaele, Fabrizio, Momo, Alessandra, Claudio, Assunta e Nicoletta e altri Dirigenti chiedemmo qualche mese fa alla direzione provinciale del Partito Democratico di Latina di approvare un ODG per sostenere i Referendum. La segreteria nazionale del PD non aveva ancora ufficializzato la sua posizione sui 4 quesiti referendari. Eravamo convinti, come tanti nel partito, che non era il momento dell’incertezza o della libertà di coscienza. Il nostro Ordine del Giorno ha sicuramente rappresentato un elemento di stimolo importante, anche se speravamo in una discussione immediata in direzione provinciale e soprattutto in una posizione del PD a livello nazionale lievemente più celere. Ma tra una spallata parlamentare e un’alleanza terzopolista non potevamo chiedere molto più. Ma va bene così, chi se ne frega, ora pensiamo solo a mobilitarci, TUTTI, per superare il quorum.