Chi esulta vuole male al PD.

civati -3Una scelta sofferta, soppesata mille volte, ma alla fine coraggiosa. Oggi con Pippo è andato via non un pezzo di storia ma una visione di sinistra, di futuro. Da oggi il PD è una comunità più povera, chi esulta vuole male al PD. Non vuole battere la destra, ma più semplicemente e sempre più prenderne il suo posto. La strada è in salita, si scollinerà se in campo ci sarà un progetto nuovo, una sinistra che guarda al futuro, che si scrolla definitivamente di dosso ricette sbagliate e tutti i protagonisti dei fallimenti del passato.

GRAZIE ILARIA!!

E’ mancata solo l’elezione di Ilaria Bonaccorsi. Il resto è stato perfetto, entusiasmante, appassionante.

Gli oltre 53.000 voti complessivi nella circoscrizione centro e le 39.000 preferenze nel Lazio sono un risultato straordinario, un fiume di consensi conquistati a mani nude, strada per strada, ‪#‎unoxuno‬.

Un ringraziamento speciale a ILARIA e a TUTTI quei compagni e compagne che in questa campagna elettorale hanno messo il cuore, tempo, impegno, passione.

Alla prossima sfida. Adelante!!

Viva il Partito Democratico!!

GRAZIE iLARIA

Piazze Democratiche

Perché è stata una serata magnifica. Perché Pietro è stato bravo, a tratti entusiasmante. Perché ieri la buona politica ha riconquistato la piazza e la piazza per certi versi ha riconquistato se stessa, la sua funzione antica di agorà, di spazio aperto ai cittadini. Un luogo d’incontro, di socialità, di dialogo, di scambio culturale e politico.

Il Partito Democratico di Civitavecchia e i tantissimi cittadini che hanno partecipato all’iniziativa di ieri sera con Ilaria e Pippo a Piazza Fratti ci sono riusciti, hanno dimostrato che la piazza non è condannata a essere solo megafono di chi urla, degli sfascisti, dei denigratori di professione. Perché la metto giù così, lo dico chiaro, io non ci sto’ a passare dopo vent’anni dai venditori di fumo ai distributori automatici d’insulti. Sarebbe un saltare dalla padella alla brace. Una vera tragedia, per tutti.

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Domenica 25 Maggio Preferiamo L’Alternativa

Una settimana ci separa dalle elezioni europee del 25 maggio.

ILARIA ha percorso migliaia di chilometri, attraversando – animata da straordinaria passione – le 4 Regioni dove è candidata (Toscana, Lazio, Umbria, Marche), toccando tantissime Città, partecipando a centinaia di iniziative, incontri, dibattiti. Anche le iniziative a Roma e in tutta la Regione Lazio sono state tantissime.

A Roma, come in tutte le Province del Lazio è stato un viaggio lunghissimo da Nord a Sud, da Tor Bella Monaca all’Alberone, da Formia a Tarquinia passando per Frosinone, Latina, Anagni, Albano Laziale, Velletri, Priverno, Vetralla, Sora, Cassino, Cerveteri, Velletri, Allumiere e Civitavecchia (dove andremo martedì 20 Maggio).

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Abbiamo scelto di candidare Ilaria Bonaccorsi non per marcare una presenza, mettere la solita ed inutile bandierina nel PD, ma per mandare avanti un progetto iniziato con la candidatura di Pippo Civati alle Primarie del Partito Democratico. Un progetto per nuova sinistra che, a partire dai valori fondamentali di libertà, laicità, uguaglianza e giustizia sociale, sia capace di cambiare il PD dal di dentro, facendo ritornare in Italia una dialettica politica dell’alternanza ed una distinzione netta tra destra e sinistra.

Abbiamo scelto di fare campagna elettorale per Ilaria nelle strade, nei circoli del PD, tra i cittadini, parlando e ascoltando le persone che questo Paese lo abitano e lo soffrono, senza lavoro, senza diritti, che hanno smarrito la speranza nel futuro. Ci siamo riusciti anche grazie al contributo di molti di voi, che ci avete aiutato a organizzare – con straordinaria generosità – una delle campagne più difficili, ma anche tra le più appassionanti ed emozionanti a cui abbiamo mai partecipato.

Il traguardo è vicino, e l’ultima settimana come in tutte le campagne elettorali è decisiva, in cui ogni singolo voto può fare la differenza, in cui vale la pena non lasciare nulla di intentato. Perché Il 25 Maggio, scrivere BONACCORSI sulla scheda rossa non sarà solo scrivere un nome, sarà scrivere una nuova pagina per un’altra Sinistra, per un altro PD e per un’Italia e un’Europa diversa.

 

Qui trovate il link a molte cose utili per questi ultimi giorni di campagna elettorale:

  • MATERIALI (Manifesti, volantini, santini, brochure) – CLICCA QUI
  • COME VOTARE (Fac-Simile) – CLICCA QUI

#PerchéSinistra #PerchéEuropa #PerchéAlberone

VIDEO dell’incontro con Ilaria Bonaccorsi e Pippo Civati al Pd Alberone di mercoledì scorso.
https://www.youtube.com/watch?v=KRNFu0K8LkI
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Pierluigi Vattelapesca

bersanicarta1jpgUna situazione in cui ho assistito anche a un botta e risposta surreale tra due delegati in sala. Alla domanda:  dov’è Bersani? Un altro delegato risponde sornione: Bho, vattelapesca!

Ieri la sua assenza alla convezione nazionale rischiava di non far rumore. Di passare in silenzio, o di limitarsi a qualche battuta tra delegati,  come se l’assente fosse un Pierluigi  qualunque.

Civati ha però rotto questo silenzio, penoso, assordante, quello che solitamente accompagna l’uscita di scena del sacrificato, del martire, del capro espiatorio. Bersani ha pagato per tutti, ingiustamente. C’è qualcuno nel PD che vorrebbe confinarlo ad un oblio politico e delle coscienze, aspettando che la storia scarichi su di lui tutte le responsabilità della non vittoria alle elezioni,  del tradimento dei 101, del parricidio di Prodi e di un Governo con Berlusconi.

Le cose non devono andar così, il congresso del PD serva anche a questo, a ripristinare la verità storica, a disvelare gli inganni, i tradimenti e le responsabilità di chi ha manovrato nelle segrete stanze per costruire questo quadro politico disastroso. Altrimenti questa pagina buia del PD ci accompagnerà per sempre, e loro, i responsabili , continueranno a lucrare sulla pelle degli elettori e dettare la linea politica a tutti.

La trasposizione delle responsabilità

Un principio pericoloso per la politica: la trasposizione delle responsabilità. Le responsabilità individuali diventano di un intero governo. Si consolida uno schema che svuota le funzioni di un partito, di un parlamento. Tutti responsabili, nessuno responsabile. Le telefonate privilegia-Ligresti, le amicizie discutibili di un Ministro, in nessun Paese (vagamente) democratico devono trasformarsi in una questione di fiducia nei confronti di un Governo o del Capo dello Stato. E questo è già accaduto, e accade di nuovo. Ahinoi. Spiace che Renzi abbia chiesto a Letta proprio questo. Cambiando posizione sulle dimissioni della Cancellieri senza dirlo, con furbizia e sollevandosi da ogni responsabilità. Di Gianni Cuperlo ho apprezzato la linearità e coerenza della sua posizione politica, è il candidato per le larghe intese e tutto torna.

La posizione del nostro affezionatissimo.

ROMA –  Ci ha provato fino alla fine Pippo Civati a racimolare i voti necessari per presentare la sua mozione al Pd. La mozione che chiedeva le dimissione del Ministro Cancellieri. “I miei compagni di partito hanno deciso diversamente, accogliendo l’ennesimo, impolitico, ricatto: o così, o nulla”. È vero, aggiunge il candidato alla segreteria Pd, che il Paese affronta drammi più gravi: il lavoro, le carceri, la giustizia, l’inquinamento e il rischio legato all’incuria del territorio. Ma è altresì vero che tutto questo nasce da una politica che non decide più eccetto quando decide male, con una ignavia che il caso Cancellieri rivela oltre ogni ragionevole dubbio”.

“Che devono pensare gli italiani di gente” dice riferendosi ai suoi compagni di partito “che dice: « Penso una cosa, ma ne voto un’altra»?. Quante volte si può commissariare la questa democrazia? Io sono stufo di una politica che pensa solo agli equilibri interni, solo all’amicizia con i poteri forti, sono al sodalizio con i massimi vertici della Repubblica senza mai pensare ai milioni che stentano, perdono fiducia, muoiono, avvelenati, suicidi, travolti dai disatri che l’incuria del territorio ingigantisce. È mai possibile vivere sotto l’eterno ricatto di una governabilità che non governa altro che la sua sopravvivenza? Per quanto dobbiamo sentirci dire: o così o nulla. Io non mi più riconosco in un Pd che considera ‘interesse superiore’, tutto eccetto quello che sente e importa alle persone. Per questo mi sono candidato per cambiarlo. Dopo questo ennesima prova deludente di questo partito-apparato governativo, lo farò con ancora più energia e determinazione. È e deve rimanere il Pd la speranza per il futuro. Non può rimanere Grillo l’unico a dar voce allo scontento di milioni di persone”.

Congresso PD, non sarà una sfida tra filogovernativi.

Tutti i sondaggi lo confermano da mesi.  La sfida sarà tra Renzi e Civati. Sarà un confronto tra modelli di rinnovamento alternativi. Tra radicale discontinuità e continuismo a targhe alterne con il Governo Letta-Alfano. Tra una sinistra moderna e la versione 2.0 del Lingotto. Tra una leadership collettiva e una carismatica. Un confronto tra proposte decisamente diverse, che faranno il bene del PD e di tutti quei giornali che, come ha fatto il Corriere della Sera oggi,  scopriranno quanto sia meno scontato e noioso del previsto (o preordinato) il congresso del partito democratico.

La partita del secolo, per dirla con una metafora calcistica, non si giocherà  tra i due filogovernativi Renzi e Cuperlo. La partita vera sarà tra Matteo e Pippo, in un campo per nulla neutro al governissimo. Un congresso dove non ci saranno scontri generazionali, ma si parlerà del merito delle proposte e di sicuro la durata e il programma del Governo saranno due temi di confronto fino al 8 Dicembre.

Evviva.