Larghe Intese 2° Ristampa

Da Letta nessun segnale di discontinuità e col rientro dalla finestra di Berlusconi, nulla cambia. Nessun impegno per cambiare il Paese e la legge elettorale. Non siamo ad una riedizione delle larghe intese deberlusconizzate, ma alla sua ristampa con in allegato gli immancabili guai giudiziari del Cav.

Annunci

Estate bestiale

Abbiamo passato un’estate a parlare di agibilità politica, di falchi, colombe e pitonesse, ovvero del nulla assoluto. Abbiamo assistito allo sputtanamento di magistrati da parte dei giornali di Berlusconi, nel tentativo di politicizzare il destino di un pregiudicato e far dipendere dalla sua impunità il governo di tutti gli italiani. Si, ma il PD? E’ stato immobile e silente perché guidato da un gruppo dirigente che ha suicidato il partito con le larghe intese e che divora da mesi energie mentali per ingarbugliare il percorso congressuale. Poteva andarci peggio, ma anche no. Forse.

Alfanistan

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Fare chiarezzza, verificare le responsabilità fino in fondo, certo. Ma come ricordato dall’ottimo Felice Casson non può essere Alfano (il sospettato numero uno, ndr) ad accertare fatti e responsabilità. Al netto delle indagini che ci saranno, il caso dell’espulsione dall’Italia della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov fa’ passare nella comunità internazionale, ancora una volta, l’Italia come un piccolo Paese, poco affidabile e amico pure dei dittatori. Ottimo, direi.

La scia sbagliata di Matteo

Fioroni-Renzi-Ballantini-2Lui vuole rottamare le persone ma lasciare il PD così com’è, più o meno. Noi vogliamo rinnovare e cambiare il PD, partendo dal basso verso l’alto, ascoltando la base, gli elettori democratici e la sofferenza del Paese. Lui vuole il governissimo con il PDL e con i traditori di Prodi, che magari tra qualche ora diventeranno pure Ministri di questo o quel dicastero. Noi No, vogliamo insistere su un Governo del Cambiamento con chi ci stà e che parta dagli 8 punti di Bersani e non dagli 8 punti di Berlusconi o dalle proposte fumose dei 10 saggi di Napolitano. Allora, perchè mettersi in scia?

A.A.A. CUOCO CERCASI, bastano anche 3 Stelle.

cuochi-incontra-napolitanoLa palla, abbastanza avvelenata,  è ritornata nelle mani del Presidente della Repubblica. Difficilmente potrà scongelare l’incarico di Bersani, ma non sarà neanche facile trovare una personalità in grado di recuperare una situazione politica, che sembra quasi una maionese impazzita. Di chi è la colpa? del troppo olio tutto insieme? del troppo olio? della temperatura?  Unica certezza è che tutti escludono di volere un Governo Tecnico, almeno a parole. Per il resto il caos regno sovrano, ognuno propone qualcosa di cui è consapevole della irricevibilità da parte del destinatario. Assurdo, ma vero, purtroppo.

Berlusconi propone un Governo Politico tra forze, che hanno tra loro distanze antropologiche siderali prima ancora che politiche. Mettere insieme PDL e PD, con o senza Lega e SEL,  con Bersani Premier e Alfano Vice è una specie di attentato alla costituzione repubblicana e al buon senso.

Grillo e il M5S sembrano proporre invece nelle ultime ore un Governo di Psuedo-Tecnici,  una novità che prima di essere realizzata andrebbe studiata per mesi da un team di scienziati della lingua italiane per decriptarne il significato.

Al di là del formule nuove e vecchie, degli insulti di Grillo, dei baratti istituzionali proposti da Berlusconi: un Governo va fatto, ma non a tutti i costi. Deve essere un Governo del Cambiamento, che deve lavorare nel interesse del Paese. Altrimenti meglio far cessare l’agonia, torniamo alle urne, con la consapevolezza però di aver buttato nel water un’occasione storica per cambiare l’Italia.

NO al PDL SI al cambiamento, sottoscrivi l’appello di #ProssimaLatina

silvio-berlusconi-in-copertina-su-the-economist-238297Il nostro Paese è in una situazione politica tra le più drammatiche della storia repubblicana. L’esito del voto ha sancito l’esistenza di tre blocchi contrapposti che, sostanzialmente, si annullano l’uno con l’altro, ma il voto degli elettori ha anche certificato, semmai ce ne fosse stato bisogno, la necessità impellente e non più procrastinabile di un cambiamento radicale e definitivo della scena politica italiana in quanto a metodi e persone. I tentativi in atto da parte del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani vanno in questa direzione, e riteniamo incomprensibile la posizione dei parlamentari del M5S che, oggi, hanno la possibilità concreta di realizzare quel cambiamento in nome del quale sono riusciti ad essere eletti come rappresentanti della seconda forza politica del Paese. Come tutte le forze politiche dovranno risponderne anche loro ai propri elettori.

In queste ore si conoscerà l’esito del tentativo (esito negativo, lo apprendiamo in questi minuti) di Bersani al quale va tutto il nostro sostegno, ma riteniamo inaccettabile qualsiasi soluzione che sia altra rispetto ad una collaborazione tra la coalizione Italia Bene Comune e M5S e che, magari, preveda baratti indecenti di cariche istituzionali che vanno preservate e tutelate come un bene prezioso  di tutti i cittadini. Ci opponiamo con forza, quindi, ad un’ipotesi di governo con il PDL e con altre forze politiche con le quali, invano, il Partito Democratico ha cercato di riformare le istituzioni del nostro Paese durante la passata legislatura.

Tale soluzione sancirebbe l’abbandono definitivo di qualsiasi speranza di cambiamento e risulterebbe essere la mazzata definitiva per il Partito Democratico, già in notevole sofferenza dal punto di vista del consenso tra i cittadini. Mai come stavolta i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico hanno l’obbligo di ascoltare la voce dei propri elettori, nettamente contrari a qualsiasi ipotesi di governissimo, piuttosto che assumere posizioni o, peggio, decisioni senza aver tenuto conto del sentire di chi li ha eletti in Parlamento su ciascun territorio di riferimento.

Il Partito Democratico della provincia di Latina, eternamente squassato dalle solite lotte intestine che si ripropongono puntualmente ad ogni tornata elettorale, non può più permettersi di parlare con la voce dei singoli, a maggior ragione se sostanzialmente privo di una guida che si dedichi al partito a tempo pieno. Tra l’altro non possiamo fare a meno di notare come la mancanza di una linea politica chiara e riconoscibile a livello provinciale crei notevoli  problemi nelle realtà che a maggio saranno chiamate a scegliere i propri amministratori, soprattutto laddove l’attivismo dei singoli fa si che vengano prese decisioni che passano sopra la testa stessa dei circoli e in spregio a quanto definito in sede di direzione regionale.

Chiediamo quindi la convocazione urgente degli organismi dirigenti affinché il partito provinciale, nella sua interezza, possa discutere ed esprimersi in merito alle vicende politiche nazionali e affinché anche i tanto decantati territori possano far sentire la propria voce in una situazione tanto delicata per il futuro di noi tutti.

Chi volesse aderire a questo appello può scrivere all’indirizzo e-mail:

prossimalatina@gmail.com

Presidiamo la Democrazia nel Lazio

Dopo Batman Fiorito….Super Attak Polverini

La Polverini vuole mantenere in ostaggio la Regione Lazio fino ad Aprile. Doveva esser lei a mandare “tutti a casa”, ma poi è lei stessa a spalmare una quantità industriale di super attak  sulla poltrona.

Una coerenza impareggiabile, direi.

E’ evidente come per la Polverini gli interessi dei cittadini vengano dopo i suoi poco chiari interessi di bottega.

Il PD non assisterà silente al massacro di un’istituzione, ma organizzerà una grande mobilitazione democratica e di popolo. Faremo piazza pulita!!

Auto-intervista sulle mancate dimissioni della Polverini.

Domanda 1.

Perché la Polverini ancora non ha formalizzato le proprie dimissioni?

Risposta 1.

Presumo che stia tentando di far cadere il termine dei 90 giorni per indire nuove elezioni dalle sue dimissioni (previsti dallo statuto regionale) tra natale e capodanno, rendendo fortemente opportuno l’Election Day e favorendo de facto  il rinvio del voto di qualche mese.

 

Domanda 2.

D’accordo, ma perché vuole posticipare il voto? Per far risparmiare dei soldi agli italiani?

Risposta 2.

La Polverini? Vabbè, siamo onesti, a questa ipotesi non ci credono neanche i sassi di Matera.

E allora? Di nuovo, perché rinviare?  

Ok, provo a rispondere……

First of all tenete conto che, la Polverini, fino a insediamento del nuovo presidente sarebbe in carica per l’ordinaria amministrazione, ma disporrebbe comunque dei fondi di un bilancio in regime di dodicesimi.

Domanda 3

Va bene, ma cosa potrebbe fare… o meglio combinare?

Risposta 3

Nulla di buono,  direi. I precedenti almeno non lasciano scampo.

Domanda 4

Può essere un po’ più preciso, quali sono le ragioni per cui dovremmo preoccuparci?

Risposta 4

Ci sono altri aspetti, ancora più preoccupanti, purtroppo. Immaginate che, La Polverini,  si troverebbe a gestire decisioni cruciali per cittadini (tipo su sanità, trasporto pubblico, diritto allo studio, ect..) e ingenti stanziamenti di bilancio in totale solitudine. Lo farebbe in aggiunta da dimissionaria che ha annunciato di non volersi neppure ricandidare. Potrebbe  osare ancora di più. Potrebbe essere  ancor più  spregiudicata e insolente nei confronti degli elettori, tanto loro, i cittadini, non devono più votarla.

Mi domando, ancora, se in questa situazione, la Polverini, potrebbe addirittura trasformarsi da complice politico del Sistema Batman a protagonista diretta di un sistema analogo.

Domanda 5

Insomma…rischiamo davvero una Sperperopoli 2 “La Vendetta”?

Risposta 5

Forse si e i primi segnali che arrivano dalla Pisana sembrano confermare le peggiori previsioni.

Ieri, per esempio,  con i titoli dello scandalo Lazio ancora in prima pagina, la buona Renata, invece di rassegnare ufficialmente le sue dimissioni,  ha tentato di riproporre nomine dirigenziali esterne dichiarate già  per ben due volte illegittime dal TAR. Per la serie:  “i giudici sbagliano, ma il cliente ha sempre ragione”.

Polverini, scusarsi non basta.

Un intervento strappalacrime con tanti proclami e sceneggiate, ma di pagare il conto: “non se ne parla”. La poltrona non si molla, anzi, visto che tira un’ariaccia, meglio dare una bella stretta ai bulloni. Adesso la Polverini vuole tagliare tutto. Sprechi, privilegi e prebende. Adesso. Se non avessero beccato Batman Fiorito, che cosa avrebbe fatto o continuato a fare, la Polverini? Avrebbe fatto finta di nulla? Avrebbe riusato un elicottero per partecipare a qualche sagra, tipo quella del carciofo di Ladispoli? Avrebbe allargato Giunta e potenziato i vitalizi regalati agli assessori regionali esterni? A queste domande, nessuno ha la palla di vetro e per rispondere si seguono le sensazioni, l’istinto. La mia risposta comunque è: SI, e la vostra?

Andiamo oltre, per modo dire. E Parliamo delle “scuse” della Polverini. E Mi domando, anche qui, se sia un gesto nobile o un volgare attaccamento alla poltrona? Propendo per la seconda, e provo a spiegarvi il motivo. C’è molta ipocrisia nelle parole della Polverini, perché lo sapevano anche gli uscieri della Regione Lazio che ogni consigliere riceveva più di 200mila euro senza obbligo di rendicontare un piffero. E Allora? Le scuse della Polverine certo non bastano a cancellare le ruberie. Perché non siamo di fronte a qualche mela marcia isolata, ma risulta marcio il funzionamento complessivo del Gruppo PDL in Regione. Dunque l’unico modo per scusarsi con i cittadini è uno e uno solo. Rimettersi al loro giudizio, subito.

Noi come PD del Lazio non possiamo trastullarci troppo sulle disgrazie altrui e dobbiamo dare esempi positivi. Andare oltre la richiesta di riduzione dei finanziamenti ai gruppi o la pubblicazione online dei nostri bilanci, dobbiamo, senza indugio, auto-applicarci meccanismi di trasparenza “best in class” e regole rigorose per vincolare destinazione fondi pubblici (basta soldi a TV Locali, spese di rappresentanza discutibili, per fare un esempio). Io vorrei un Partito Democratico che, oltre a dimostrarsi diverso, sia percepito dai cittadini e da tutti i partiti come modello della buona politica. Chiedo troppo? Non penso e sono sicuro che il nostro segretario regionale, Enrico Gasbarra, stia già lavorando in questa direzione. Dobbiamo esser coscienti che sul PD ricade una grande responsabilità democratica, e non lo dico per partigianeria, ma sono sicuro che rappresentiamo davvero l’ultimo argine rimasto alla politica e ai partiti, nel Lazio e nel Paese, saltato il quale saranno travolti tutti, buoni e cattivi. E, senza politica e partiti, rischia il tracollo la qualità e la tenuta stessa della nostra democrazia.