Due messaggi in croce

TrasparenzaIn estrema sintesi, due messaggi da queste regionali. Il primo, per costruire una nuova sinistra c’è ancora tanta strada da fare, ma lo spazio c’è e andrebbe occupato con una proposta radicalmente nuova nei contenuti e nella forma. Il secondo, il PD corre nella direzione sbagliata, anche quando vince (si veda alla voce De Luca in Campania) perde un’occasione di cambiamento e per riprendere la giusta direzione per se stesso, per il sud, per il Paese.

Annunci

Chi esulta vuole male al PD.

civati -3Una scelta sofferta, soppesata mille volte, ma alla fine coraggiosa. Oggi con Pippo è andato via non un pezzo di storia ma una visione di sinistra, di futuro. Da oggi il PD è una comunità più povera, chi esulta vuole male al PD. Non vuole battere la destra, ma più semplicemente e sempre più prenderne il suo posto. La strada è in salita, si scollinerà se in campo ci sarà un progetto nuovo, una sinistra che guarda al futuro, che si scrolla definitivamente di dosso ricette sbagliate e tutti i protagonisti dei fallimenti del passato.

Se D’Alema

Assemblea PDSono andato per ascoltare, per affetto e stima nei confronti di Bersani e di tanti compagni che erano riuniti oggi a Roma. Ho ascoltato un Bersani cauto, rassicurante come sempre, che ha provato a indicare una strada possibile per le minoranze del PD.
Sui maxischermi dell’Acquario di Roma campeggiava lo slogan: “L’Italia può farcela”. Certo, mi sono detto, ci mancherebbe altro. Una frase positiva ma scontata, che nasconde il vero interrogativo di fondo dell’iniziativa e in generale di tutte le minoranze e sinistre del PD. Che è “la Sinistra nel PD può farcela?”. E Come, con quali forze, con quale progetto, con quali obiettivi e tempi. Bersani è saldamente convinto che non bisogna uscire dal PD. Personalmente su questo argomento, come sapete, ho molte meno sicurezze di lui.
In un passaggio Bersani ha ricordato che il compito delle minoranze dem è quello di organizzare e rappresentare un punto di vista alternativo. Sono d’accordo, ma la difficoltà è comprendere se sia possibile farlo in questo PD, che dà la sensazione di infilare due dita negli occhi a chiunque provi a rappresentare un punto di vista diverso. L’unico a far notare questa cosa, con un intervento infuocato è stato Massimo D’Alema, che ha parlato del PD attuale come partito personale gestito con arroganza. Ecco, come dire, se il più netto e chiaro di tutti nello sfidare Renzi e la sua leadership diventa D’Alema, vieni assillato dal dubbio che forse un’alternativa vera e capace di incidere in questo PD non nascerà mai.

Confronti impietosi, Bersani rivoluzionario.

Il provvedimento sulle liberalizzazioni del Governo è poca, pochissima cosa (leggi qui). Il grado di apertura dei mercati, la crescita della concorrenza e la tutela dei consumatori praticamente resterà invariata, se gli effetti del provvedimento fossero misurabili in termini percentuali parleremo di un miglioramento della libertà economica dei nostri mercati dello 0,1%, forse. Le lenzuolate di Bersani (leggi qui) a confronto sono state rivoluzioni copernicane, per capirci.

Bersani Prodi

Con o senza Brunetta

Non è che se Brunetta e Forza Italia sono afflitti da una cronica forma di schizofrenia politica, causata sempre dalla stessa ragione: gli affaracci di Berlusconi, dovremmo esser noi che criticavano le riforme istituzionali a sentirci in imbarazzo. Non ci piacevano prima non ci piacciono ora. Di cosa fanno i Brunetta di turno non ci interessa, anche perché dovrebbe interessare molto di più a chi pensava che con lui, B e Forza Italia si potessero fare meraviglie e soprattutto riforme nell’interesse del Paese.

Renato Brunetta 1

NO ALLO SCARICABARILI!

SCARICABARILINon ci provate nemmeno con lo scaricabarili. Il fallimento è di sistema, è delle politiche a tutti i livelli. Ha fallito la politica, quella che ha governato negli ultimi 30-35 anni. A spanne direi che si possono accollare, vari gradi di responsabilità, per la devastazione del nostro territorio, almeno a due generazioni di politici. Badate bene, il fallimento non è circoscritto alle politiche ambientali. E’ fallito un modello di sviluppo che considerava e considera il lavoro un bene perfettamente fungibile e la terra un fattore della produzione consumabile, un bene da depredare come se non ci fosse un domani. Ne consegue che con questo modello di sviluppo hanno fallito generazioni di politici, tutta la classe politica che l’ha sostenuto e continua (porca miseria) – a sostenerlo oggi – nonostante l’impoverimento dei cittadini, le disuguaglianze crescenti e i disastri prodotti per il territorio.

Libera liquidazione in libero Stato.

TFR: ECCO DOVE FINISCE - (infografica)Manca ancora il testo della proposta sul TFR e la discussione ha già preso una piega da stadio. Vorrei una discussione più laica. Non è una riforma strutturale, certo. Potrebbe aprire problemi di liquidità per le PMI, verissimo. Per la mia generazione che salta da un contratto precario all’altro, da un’impresa all’altra, la liquidazione ha perso quasi completamente il suo senso di assicurazione economica, da aggiungere alla pensione. Sono soldi dei lavoratori e per questo non ho preclusioni se si aprisse una possibilità di maggiore libertà nella sua destinazione. Metterlo in busta paga? Lasciarlo tutto in azienda? Destinarlo alla previdenza integrativa? Offrirlo in garanzia per la cessione del quinto? Metterlo come anticipo per l’acquisto di una casa? Comprarci quote o azioni dell’impresa per cui si lavora? Insomma, che ogni lavoratore possa scegliere cosa farci del proprio TFR, non mi pare una tragedia, anzi. Comunque, parliamone.

Ah, dimenticavo. Per quanto riguarda il problema del trattamento fiscale, la penso uguale-uguale a Landini: “Oggi ha una tassazione inferiore a quella del salario, quindi, sarebbe una stronzata tassare diversamente il Tfr, adeguandolo all’aliquota del reddito”

TFR, due banalità.

tfrIl salario differito (alias TFR, alias liquidazione) è stato introdotto durante il periodo fascista. L’idea di metterlo in busta paga non è nuova, ma circola dagli anni ’90. Due considerazioni, semplici, banali. La prima, come già fatto notare da più parti, bisogna risolvere il problema della liquidità per le piccole imprese, il TFR per loro è una fonte di autofinanziamento, impropria, ma importante. La seconda, che il TFR sono soldi dei lavoratori e se si decidesse di intervenire davvero, bisogna far scegliere al lavoratore, se vuole oppure no in busta paga il 50% del suo salario differito.

#CaffèNeroBollente – La Lettera di Marco a Matteo

Di persona personalmente conosco Marco e sin dal primo incontro sono stato travolto dalla sua effervescente passione civile e politica. Un ragazzo meraviglioso, un uomo straordinario, che mi ha fatto dono della sua amicizia e che non finirò mai di ringraziare per aver scelto di candidarsi con noi, come capolista all’assemblea nazionale del PD, nell’ultimo congresso.

Di sotto il Video e la Lettera di Marco indirizzata al Presidente del Consiglio.

 

Caro Matteo,

Sono un dirigente dell’associazione Luca Coscioni e Consigliere comunale di Tarquinia eletto nel Pd; sono affetto da Sla2, una malattia degenerativa che per ora mi costringe a stare su una sedia a rotelle.

La concomitanza di questo video con il Consiglio dei Ministri mi obbliga a dirLe di trasformare in atti concreti i buoni propositi che come Lei hanno visto compartecipi alcuni suoi Ministri. Nello specifico parlo dell’#IceBucketChallenge.

Come sicuramente saprà l’Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate d’acqua devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni che da noi oggi è vietata dalla Legge 40. Bene! Dimostri all’Italia e al mondo intero che con il Suo agire politico “il fine prefigura i mezzi” e che questa non è solo una Sua trovata mediatica. Tolga subito il divieto che proibisce la ricerca sugli embrioni.

Già che c’è e che Le capita di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, interrompa, assieme ai Ministri Padoan e Lorenzin, l’attesa che ci trasciniamo dietro da 14 anni sul rinnovo del “Nomenclatore dei dispositivi medici”. L’attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado di tornare a far interagire i malati di Sla con la famiglia e il mondo esterno.

Una volta compiuto questo, con l’hashtag #CaffèNeroBollente invito Lei e i Suoi Ministri a fare quanto è in Vostro potere per agevolare i malati di Sla. Inoltre invito tutti i cittadini italiani – e in particolare i malati di Sla e le loro famiglie – a bere un caffè, effettuare l’iscrizione all’Associazione Luca Coscioni e partecipare al Congresso da quest’ultima organizzato a Roma il 19, 20 e 21 settembre.

Marco Gentili

Entrate e Contaminateci.

Il PD deve essere un posto accogliente, aperto, inclusivo. Nel PD si entra con le proprie idee per contaminarlo. Un ingresso condizionante e non condizionato, insomma. Spero che i nuovi ingressi nel PD siano connaturati da questo spirito e non, come si legge in giro, da strettoie verticistiche che condizionerebbero fortemente e in negativo il senso, l’orizzonte e gli obiettivi di tale scelta politica.