Un abisso tra M5S e Podemos, anzi due.

podemosUn abisso tra M5S e Podemos, anzi due.

Il primo abisso.  Podemos ha una piattaforma progressista, coerente. Il M5S no, passa da proposte avanzate sul reddito di cittadinanza a posizioni timide e conservatrici su diritti civili, per dire.

Il secondo abisso. Podemos ha un progetto politico di governo, se non ha i numeri per governare in solitudine ricerca con sano realismo alleanze possibili con altre forze politiche. Il M5S resta, purtroppo, ancorato a una visione utopistica del “vinciamo noi” o “del noi o loro”, che esclude a prescindere possibili alleanze a tutti i livelli, getta sistematicamente alle ortiche milioni di voti, rallentando, in nome di un integralismo antisistema, processi di cambiamento che potrebbe vederli protagonisti in parlamento e in moltissime Regioni e Città.

In definitiva Podemos in Italia non c’è, oggi. Forse domani si, ma sia chiaro il copia e incolla non funziona mai per queste cose.

Ibernazione irreversibile?

Vaffa di Grillo#Beppe Grillo‬: “Matteo Renzi è un uomo solo al comando, come Lubitz farà schiantare l’Italia”. Analogia macabra, disgustosa, che offende l’intelligenza dei suoi elettori, dei cittadini e soprattutto delle famiglie delle vittime. Fare opposizione è un’altra cosa, costruire un’alternativa politica pure, con questi toni e contenuti è evidente che per Grillo conti sempre più l’onda mediatica di una provocazione del produrre con posizioni politiche cambiamenti reali per il Paese. I tempi dello scongelamento grillino sembrano lontani, io ci credo ancora (forse illudendomi), ma se Grillo continua così il M5S rischia un velleitarismo politico cronico e un’ibernazione irreversibile del movimento.

Penastellati

beppe-grillo-e-visone-300x200Perché in forte dissenso con la linea politica del M5S‬ si sono appena dimessi dal parlamento i tre rappresentanti della provincia di Latina. Non escono dal gruppo parlamentare, ma chiedono di andare a casa, di uscire dal parlamento, per capirci. Nonostante ciò sul web è partita la solita sventagliata d’insulti indicibili di presunti militanti a cinque stelle, una roba impressionante. Che pena.

Vittime dell’irresponsabilità

page01Luigi Di Maio (M5S): “Sull’immigrazione ci vuole poco cuore e più cervello. La nostra ricetta: i richiedenti asilo lo facciano sulle coste del nord-Africa nei nostri uffici e non qui.”

Qualcuno spieghi a Luigi Di Maio che per il diritto internazionale il richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede al Paese in cui ha trovato riparo il riconoscimento dello status di rifugiato (o di altre forme di protezione umanitaria). La condizione di rifugiato è stabilita dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite sottoscritto da 147 Paesi. Lo status di rifugiato è riconosciuto a tutte quelle persone che nel proprio paese d’origine potrebbero essere vittime di persecuzioni. Oltre al diritto internazionale, la proposta di Di Maio è contraria al buon senso. Ma voi ve la immaginate una persona che rischia nel proprio Paese di essere ucciso o perseguitato – per ragioni di razza, religione, nazionalità, opinione politica – restare li o in un Paese di transito e insicuro come la Libia, in attesa che i nostri uffici presenti nel suo Paese (o in Libia) gli comunichino l’accoglimento o meno della sua richiesta d’asilo? Vi sembra verosimile? Vi pare una proposta risolutiva? A me, proprio no.

Caro Di Maio, temi così drammaticamente seri dovrebbero esser affrontati con più grano salis, da parte di tutti. Anche in campagna elettorale.

Una risposta scontata

grillo_sulla_shoah_MODjpgUna rivisitazione della Shoah dissennata, offensiva.  Una provocazione vergognosa, sperando che lo sia, a cui ha provato a mettere una pezza a colori peggiore del buco.Dare dello stupido e ignorante al portavoce dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, reo di aver giudicato un’oscenità il suo post, è davvero troppo.  Penso che chiunque conservi un briciolo di onestà intellettuale, non può che condividere preoccupazione e sdegno per quanto scritto da Grillo sul suo Blog.

Allora, la domanda è: in Italia siamo tutti ignorantoni e stupidi, oppure Grillo è un coglione?

La risposta, mi pare scontata.

Quirinale, scegliamo il cambiamento possibile

Rodotà-e-BersaniIl PD esce  quasi a pezzi da questa due giorni dedicata all’elezione del Presidente della Repubblica.  Abbiamo offerto uno spettacolo desolante al Paese, su questo non ci piove.

Detto questo.

Prodi non meritava comunque di essere affondato così.

Marini persona stimata non meritava invece di esser  messo nel tritacarne di un inciucione indigeribile per gli elettori del  PD, a cui Bersani aveva promesso in campagna elettorale “mai con Berlusconi”.

Cosa fare?

Prodi e Rotodà sono entrambi in grado di rappresentare il cambiamento. Adesso però se Rodotà non si ritira chiedendo di convergere su Prodi, non ci resta che votarlo, per chiudere con la seconda repubblica e provare a costruire l’unica maggioranza in grado di cambiare il Paese.

Formalismi costituzionali

Roberta Lombardi (capogruppo Camera M5S) a Radio Radicale…

Lombardi: “Basta con questi vecchi, ci vorrebbe un giovane a Presidente della Repubblica”.
Giornalista: “Beh ma deve avere 50 anni”.
Lombardi: “E dove sta scritto?”.
Giornalista: “Nella Costituzione”.
Lombardi: “Ora non ci attacchiamo a questi formalismi”.

Lascia a voi lettori ogni commento, QUI trovate l’audio dell’intervista integrale

A.A.A. CUOCO CERCASI, bastano anche 3 Stelle.

cuochi-incontra-napolitanoLa palla, abbastanza avvelenata,  è ritornata nelle mani del Presidente della Repubblica. Difficilmente potrà scongelare l’incarico di Bersani, ma non sarà neanche facile trovare una personalità in grado di recuperare una situazione politica, che sembra quasi una maionese impazzita. Di chi è la colpa? del troppo olio tutto insieme? del troppo olio? della temperatura?  Unica certezza è che tutti escludono di volere un Governo Tecnico, almeno a parole. Per il resto il caos regno sovrano, ognuno propone qualcosa di cui è consapevole della irricevibilità da parte del destinatario. Assurdo, ma vero, purtroppo.

Berlusconi propone un Governo Politico tra forze, che hanno tra loro distanze antropologiche siderali prima ancora che politiche. Mettere insieme PDL e PD, con o senza Lega e SEL,  con Bersani Premier e Alfano Vice è una specie di attentato alla costituzione repubblicana e al buon senso.

Grillo e il M5S sembrano proporre invece nelle ultime ore un Governo di Psuedo-Tecnici,  una novità che prima di essere realizzata andrebbe studiata per mesi da un team di scienziati della lingua italiane per decriptarne il significato.

Al di là del formule nuove e vecchie, degli insulti di Grillo, dei baratti istituzionali proposti da Berlusconi: un Governo va fatto, ma non a tutti i costi. Deve essere un Governo del Cambiamento, che deve lavorare nel interesse del Paese. Altrimenti meglio far cessare l’agonia, torniamo alle urne, con la consapevolezza però di aver buttato nel water un’occasione storica per cambiare l’Italia.

Caro Beppe, domani si scoprono le carte.

Vaffa di GrilloSono sicuro  (o almeno spero) che una riflessione su questa eventualità anche tu l’abbia fatta. Il “non dare” la fiducia al Governo Bersani rischia di far passare (ingiustamente, aggiungo) i cittadini eletti in parlamento del M5S per oppositori del cambiamento. Un cambiamento che voi dovreste interpretate obtorto collo per un mandato elettorale ricevuto da milioni di italiani.

E poi….

Con Bersani o senza,  sappi, Signor Beppe, che esiste un limite a tutto, anche alle più stravaganti strategie politiche. Negare la fiducia a qualsiasi Governo del Cambiamento, sperando di spingere il Partito Democratico verso un governissimo con Berlusconi e il PDL , è un azzardo  gigantesco a danno dell’Italia. Non te lo puoi permettere e soprattutto non se lo può permettere il Paese, di nuovo.