Nessuno è capace, con le Larghe Intese.

Monti Letta RenziMonti, Letta, Renzi. Non è una questione di capacità o incapacità di qualcuno, è lo schema politico ad esser sbagliato. Con le larghe intese si va a affondo, punto. Nessuno è in grado di risollevare, riformare o cambiare alcunché. E poi, il Governo di un Paese trasformato in un concorso di bellezza o una prova attitudinale, considerando elettori e democrazia orpelli inutili, preoccupa e tanto. Prima usciamo da questo incubo meglio è, per tutti.

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Una Regione Lazio senza larghe intese #èpossibile

Lazio Possibile_1Noi non ci arrendiamo alle larghe intese, non vogliamo allearci con gli Alfano della Regione Lazio, vogliamo ricostruire la sinistra e al centrodestra preferiamo il centrosinistra sempre e ovunque. Noi non ci arrendiamo, non fatelo neppure voi. #èpossibile

Ringrazio i compagni e le compagne di Frosinone per aver lavorato a questo odg ed i tanti compagni e compagne del Lazio che l’anno condiviso.
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ORDINE DEL GIORNO su Elezioni di Secondo Grado Provinciali presentato in Direzione Regionale PD Lazio del 12/09/2014

Un clima di vera e propria emergenza nazionale politica ed economica dal 16 novembre 2011 ha portato, a nostro avviso sbagliando, il Partito Democratico assieme alle destre al governo del nostro Paese.

Tuttavia, il 27 febbraio 2014, il Partito Democratico dando in Direzione nazionale una rara dimostrazione di compattezza con 121 SI su 125, ha votato la propria adesione al PSE, collocandosi in modo chiaro all’interno della realtà progressista europea.

Quest’ultima decisione confina nell’ambito delle equivoche strategie non politiche volte solo a porre rimedio alla non autosufficienza parlamentare, la scelta, a nostro modo di vedere sbagliata, di convivere al governo con forze che esplicitamente si richiamano al centro destra.

La natura dell’alleanza con cui Nicola Zingaretti governa la Regione e la scelta progressista europea operata dal Partito impongono comportamenti conseguenti su tutte le realtà del Lazio chiamate alle urne nelle elezioni di secondo grado provinciali del 12 ottobre 2014. Realtà del Lazio in cui la prospettiva di centro sinistra è generalmente largamente maggioritaria ed autosufficiente a sostenere una propria candidatura.

Su queste premesse SI CHIEDE al Segretario regionale Fabio Melilli, che il Partito Democratico:
a) si faccia parte attiva di candidature che sostengano una prospettiva di governo progressista, di centro sinistra che, conseguentemente, escludano alleanze con forze politiche che si richiamano alla destra ed al centrodestra.
b) presenti in tutte le province chiamate al voto una propria lista unitaria.

Larghe Intese 2° Ristampa

Da Letta nessun segnale di discontinuità e col rientro dalla finestra di Berlusconi, nulla cambia. Nessun impegno per cambiare il Paese e la legge elettorale. Non siamo ad una riedizione delle larghe intese deberlusconizzate, ma alla sua ristampa con in allegato gli immancabili guai giudiziari del Cav.

Larghe Differenze

Una sintesi delle posizioni sulle larghe intese dei 3 candidati alla segreteria del PD. Un esercizio che potrebbe esser ripetuto anche su altri  temi o questioni di fondo.

Renzi:  a lui le larghe intese piacciono a targhe alterne. Un giorno tifa per Letta e il giorno dopo lo critica, anche duramente. Non fissa scadenze, non dice molto su cosa dovrebbe fare il governo, lo esalta e lo butta giù spesso su temi estemporanei e fumosi . Unica richiesta ricorrente la legge elettorale, per ora.

Cuperlo:  parla di semestre europeo. Le larghe intese dovrebbero in soldoni durare fino al 2015. Un eternità, nel quale provare a ricostruire il PD e il campo del centrosinistra.  Mission impossible, anzi è probabile che si verifichi il perfetto contrario.  Far durare così a lungo le larghe intese rischia di farlo sparire definitivamente il PD,  per non parlare dell’alleanza con SEL.

Civati: contrario alle larghe intese da sempre. Vuole costruire un Pd che recuperi il rapporto con Nichi Vendola e con SEL, in un centrosinistra che va da Stefano Rodotà a Romano Prodi. Le larghe intese non devono durare un minuto in più del necessario e per far ciò serve un governo di scopo che ridia fiato all’economia, faccia una legge elettorale e approvi la legge di stabilità. In primavera  poi ritorno alle urne.  In democrazia funziona pressappoco e dappertutto così, ma da noi, come spesso accade,  le anomalie si travestono da normalità. E chi sostiene posizioni ragionevoli, si trasforma in un dissidente.

Fighetti e Geni della Politica.

Dice Stefano Fassina: La condanna di Berlusconi è stato un fatto negativo non solo per Berlusconi e per il PDL, ma per tutto il sistema politico. Insisto, quasi una maledizione che prova a bloccarci mentre siamo sulla strada giusta“.

Replica: non è un fatto né positivo né negativo, è un semplice fatto di giustizia. La strada era pure sbagliata, il Governo delle larghe intese è stato un inutile scippo del voto degli elettori, che non poteva durare più di qualche mese. Non è quindi neanche una maledizione, ma il semplice materializzarsi di un destino scontatissimo. Chi non ha voluto piegarsi ai 101 e alle larghe intese, come Civati, è stato definito fighetto da pensatori indipendenti alla Letta. Eh già. E ora? Chi dovrebbe cospargersi il capo di cenere nel PD, come Fassina, Ministro e gran sostenitore delle larghe intese, o meglio prima gran sostenitore e poi Ministro del governassimo, sceglie invece di prendersela con un destino cinico e baro. Geniale.