Investimenti esteri = Crescita?

Andamento-InvestimentiCrescono gli investimenti esteri in Italia (IDE) e l’economia non da segni di ripresa. Perché? Innanzitutto, perché l’indicatore andrebbe spiegato e non strumentalizzato per costruire cieli azzurri e prese in giro degli italiani. Senza entrare in noiosi tecnicismi (IDE orizzontali o verticali, greenfield o brownfield, ect.), tenete solo presente che nel calcolo degli IDE (che si dicono in crescita, ed è assolutamente vero) ci sono o ci saranno, per esempio, i soldi spesi da investitori ed imprese estere per acquisire il controllo di aziende italiane, come: Italcementi, Pirelli, Ansaldo Breda, Indesit, Telecom, Poltrana Frau, ect.

A cosa porteranno questi investimenti esteri è presto per dirlo, andranno verificati piani industriali collegati all’acquisizione, potrebbero anche non essere favorevoli all’economia italiana. Un’acquisizione può essere fatta semplicemente, e le multinazionali sono maestre in questo, per eliminare un competitor da un mercato. Per dire.

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L’Europa che non serve a nessuno

Nella notte un migliaio di clandestini sbarcano a Lampedusa, 10 barconi raggiungono l' IsolaUn’emergenza continua, una strage senza fine, una tragedia dove Italia, Europa e Comunità Internazionale sono tutti responsabili. Mille morti in dieci giorni, non sono certo figli di nessuno. Numeri che dichiarano fallita senz’appello l’operazione Triton dell’Unione Europea, che non ha fermato le tragedie, non poteva farlo, e ora tardivamente si rafforza la consapevolezza dell’inutilità dell’attuale UE nel gestire fenomeni globali e le responsabilità di chi, soprattutto nel nostro Paese, ha sostenuto che questa operazione potesse sostituire la più vasta ed efficace del Governo Italiano “Mare Nostrum”.

 

Da Bruxelles, i soliti tecnocrati dell’Unione Europea ci ricordano che l’immigrazione non è una politica comune europea. Bene, si cambi subito, perché se l’Europa vuole continuare a occuparsi solo di austerità, di vincoli di bilancio e poco altro, sia chiaro, non serve agli italiani ed a nessun cittadino europeo.

L’Assist Perfetto (mancato)

varoufakis-tsiprasTsipras poteva essere un’occasione per tutti i Paesi europei, soprattutto per quelli più indebitati e con economie asfittiche come l’Italia e la Francia. Era un tentativo che andava sostenuto con forza a Bruxelles, poteva aprire un varco di democrazia e solidarietà nell’Europa tedesca tutta austerità e vincoli di bilancio. La partita negoziale era difficile per Tsipras e Varoufakis, ma è divenuta complicatissima perché isolati e lasciati soli da quei Paesi, di cui sopra, che peraltro da un allentamento delle restrizioni di bilancio avrebbero potuto giovarsi, liberando risorse per un rilancio delle rispettive economie nazionali. E’ giusto ricordare che, però Ia Francia, a differenza del nostro Paese, ha deciso unilateralmente e con buona pace dei tedeschi di sforare il rapporto del 3% deficit/PIL.  Insomma, quello greco era un assist perfetto per sfidare a viso aperto le politiche della Merkel, in particolare per l’Italia, e si sarebbe aperto uno spazio politico, forse decisivo, contro le politiche d’austerity e per la costruzione di un’Europa politica invocata da tutti, ma nei fatti sempre affossata dalle scelte degli stessi Paesi europei. E ci risiamo, ancora una volta, purtroppo.

Armare la guerra è sbagliato

670x409xstato,P20islamico,P20e,P20kurdistan,P20giugno,P202014.png.pagespeed.ic.sHqKIiiDp-Armare i Peshmerga curdi non è la soluzione migliore. Anzi, l’Europa e L’Italia farebbero bene a promuovere altre opzioni per scongiurare che il massacro in Iraq continui ulteriormente.

A mio modesto avviso, Italia ed Europa dovrebbero intervenire direttamente con il pieno avallo delle Nazioni Unite e in stretta collaborazione con la repubblica curda e il governo di Bagdad. Si dovrebbero aprire subito corridoi umanitari inviando mezzi e forze militari di terra in grado di potersi difendere e soprattutto proteggere le popolazioni dall’attacco da parte dei terroristi. La legittima difesa per uno scopo umanitario è una cosa legittima anche per un pacifista convinto.

Armare la guerra, invece, da qualsiasi parte lo si faccia, è sempre un errore. Il rischio è legittimare un successivo uso delle armi in situazioni meno chiare, dove signori della guerra e/o terroristi potrebbero facilmente insinuarsi. Le dichiarazioni di Di Battista (M5S) che in qualche misura non condanna e quasi giustifica atti di terrorismo, per esempio, confermano che questo rischio è (molto) reale.

CIE: Chiusura Immediata #Ebbasta

CIEL’Italia è da tempo una società multiculturale.  Non riconoscerlo è miope, quasi folle. E’ una questione di uguaglianza, di diritti, di doveri, di inclusione che riguarda tutti, non solo gli stranieri.  Le comunità più inclusive, più eque, più giuste sono anche quelle più prospere del mondo #sapevatelo. Le disuguaglianze e le ingiustizie non impoveriscono solo chi le subisce, ma alla fine condannano all’impoverimento tutti, senza esclusioni.

Abolizione della Legge Bossi-Fini e una nuova legge che favorisca l’acceso regolare e l’integrazione dei migranti sono una priorità per la civilizzazione dell’Italia. Semplificare l’ottenimento della cittadinanza e dare lo ius soli ai figli dei migranti sono temi per cui il PD dovrebbe impegnarsi, fregandosene di una presunta quanto falsa impopolarità. È ineludibile anche la chiusura dei CIE, a oggi luoghi di sospensione dei diritti umani che, oltretutto, hanno assorbito ingenti risorse pubbliche e ci espongono all’indignazione di tutta la comunità internazionale.  E poi la sinistra nasce per rendere popolari le cose giuste, per la difesa dello status quo esiste già un posto che si chiama destra. Noi siamo la sinistra e i CIE li vogliamo chiusi subito, adesso. #Ebbasta.

Lega in liquidazione e Radio Padania tifa Spagna.

A Radio Padania non potendo tifare per la loro nazionale immaginaria e causa anche rinvio del prestigioso triangolare tra Padania, Topolinia e Tanzania, sfogano la loro frustrazione esultando in diretta ad ogni gol della Spagna durante la finale dell’europeo. C’è da meravigliarsi di questo sentimento anti-italiano della Lega Nord? No, neanche un pò. Cosa possiamo aspettarci da un movimento politico del secolo scorso travolto dagli scandali, dalle contraddizioni e che risulta ancora fondato sull’indipendenza di una nazione che non esiste? Nulla di buono, di sensato, tutto qui.

“Chi sono” e “Cosa fanno” le Agenzie di Rating

Spread, default, basic point, rating sono termini con cui gli italiani stanno familiarizzando negli ultimi mesi. La crisi finanziaria partita negli Stati Uniti con i subprime e che ora si è abbattuta sui debiti sovrani ha sdoganato un gergo finanziario poco diffuso nel nostro Paese. Terminologia ignota forse a più del 90% degli italiani fino a qualche mese fa e che ora, invece,  popola ogni giorno i titoli di apertura di telegiornali e giornali nazionali. È notizia di stamani la visita della Guardia di Finanza presso gli uffici milanesi di Standard & Poor’s,  che nei giorni scorsi aveva tagliato il rating di Francia, Spagna e Italia. La perquisizione è stata disposta dalla Procura di Trani che da tempo ha aperto un fascicolo nei riguardi di Standard & Poor’s e Moody’s sospettate di aver con “giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti” manipolato il mercato. Ma che “cosa fanno” le società di rating e soprattutto “chi sono”. Perché il loro giudizio è così importante per gli Stati, le banche e le società quotate in borsa. Domande per le quali trovate brevi risposte in questo post.

Che “cosa fanno” Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch

Partiamo spiegando uno degli oggetti principali del loro lavoro di analisi e valutazioneche sono i cosiddetti Bond o Obbligazioni. L’obbligazione è banalmente un titolo di credito che un investitore ha nei confronti di una banca, di una società, o anche di uno Stato (in Italia abbiamo i BOT, BTP, CTZ, ect.). Con l’acquisto di un titolo obbligazionario l’investitore presta dei soldi ad un soggetto emittente dietro il pagamento d’interessi ma contestualmente si espone al rischio di non rientrare del capitale prestato a causa di un’incapacità futura del soggetto emittente di far fronte agli impegni finanziari assunti (c.d. Default). Per minimizzare il rischio di perdere i propri soldi un investitore prima di sottoscrive dei titoli obbligazionari dovrebbe essere in grado di analizzare accuratamente le condizioni di stabilità economico-finanziaria-patrimoniale del soggetto emittente. La mancanza di tempo, di competenze e d’informazioni non consente  alla maggioranza degli investitori di svolgere analisi del merito creditizio delle società emittenti. Per tali motivi  sono nate le agenzie di rating, società specializzate in questi studi che come attività principale hanno proprio quella di analizzare la solidità finanziaria di questi “soggetti”. Si tratta di soggetti specializzati con enormi centri studi che valutano la qualità creditizia di aziende, governi nazionali e anche organizzazioni internazionali esprimendo il proprio giudizio sotto forma di report analitici e di un sintetico indicatore chiamato Rating (Voilà). In definitiva, le società di rating svolgono per gli investitori esattamente lo stesso lavoro che l’ufficio fidi di una banca realizza prima di concedere un finanziamento a una impresa o a un privato.

Chi “sono” Standard e Poor’s, Moody’s e Fitch (Fonte RaiNews24.it)

STANDARD AND POOR‘S: E’ controllata dal gigante dell’informazione americano McGraw-Hill, quotato in Borsa e fondato nel 1884. Il presidente Harold III McGraw, della famiglia dei fondatori è anche azionista con una quota dell’1,17%. Fra i principali azionisti, secondo la Bloomberg, vi sono il gestore di fondi Capital World (10,2%) e altre società finanziarie quali Vanguard (4,6%), State Street (4,2%) e BlackRock (2,46%) oltre a Morgan Stanley Investment (2,17%) e Pioneer (1,28%). Da segnalare anche il fondo pensione degli insegnanti dell’Ontario con il 2,33%.

MOODY’S: Il primo azionista della società è la Berkshire Hathaway che fa capo a Warren Buffet, il terzo uomo piu’ ricco del mondo, ascoltato guru della finanza detto ‘l’oracolo di Omaha’. Anche qui compaiono numerosi gestori finanziari e fondi: di nuovo Capital Investor (12,6%) e Vanguard (5,02%) ma anche Blackrock (2,18%) State Street (3,24%) e molti altri.

FITCH: Basata a New York, l’agenzia fa capo però al gruppo francese Fimalac insieme al colosso dell’editoria americana Hearst. Presidente e direttore generale è l’imprenditore francese Marc Ladreit de Lacharriere, già a capo di numerosi colossi d’Oltralpe come Air France e France Telecom.