Larghe Intese 2° Ristampa

Da Letta nessun segnale di discontinuità e col rientro dalla finestra di Berlusconi, nulla cambia. Nessun impegno per cambiare il Paese e la legge elettorale. Non siamo ad una riedizione delle larghe intese deberlusconizzate, ma alla sua ristampa con in allegato gli immancabili guai giudiziari del Cav.

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Dura lex, sed lex

La decadenza di Berlusconi non ammette rinvii, gli esponenti del PD della Giunta del Senato devono solo applicare la legge. La difesa scelta dal pregiudicato Berlusconi ha pure un impianto grottesco  e argomentazioni risibili, al limite dell’offensivo. Per una banale proprietà transitiva  è offensiva quindi anche la posizione di Violante, per dire.

L’incostituzionalità della legge Severino o la sua irretroattività sono delle balle spaziali,  per intenderci,  è una legge che applica la costituzione e che prima di B è già stata applicata ad altri politici ed amministratori locali. Siamo dinanzi, mi pare così lapalissiano,  a uno squallido tentativo di raggirare la legge e prendere ancora a pedate per conto di Berlusconi l’Art.3 della Costituzione. Se cedessimo ai ricatti di Berlusconi a finire non sarebbe forse la legislatura, ma il PD e con esso la speranza di ritornare ad essere un Paese normale, dove la legge è davvero uguale per tutti ma proprio tutti.

Alfanistan

Italiano: Il Presidente Giorgio Napolitano con...

Fare chiarezzza, verificare le responsabilità fino in fondo, certo. Ma come ricordato dall’ottimo Felice Casson non può essere Alfano (il sospettato numero uno, ndr) ad accertare fatti e responsabilità. Al netto delle indagini che ci saranno, il caso dell’espulsione dall’Italia della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov fa’ passare nella comunità internazionale, ancora una volta, l’Italia come un piccolo Paese, poco affidabile e amico pure dei dittatori. Ottimo, direi.

Il Decreto del Fare (poco) non basta

Come Funziona il Governo Letta?L’ISTAT ci consegna nuovi e drammatici dati sulla disoccupazione nel nostro Paese. Il Decreto del Fare, così efficace nel nome e molto poco nella sostanza,  risulta insufficiente per risorse, ma soprattutto perché non interviene su nessuna delle gravi cause della perdita dei posti di lavoro. Politica industriale, semplificazioni, investimenti, redditi, liberalizzazioni solo per citare alcuni nodi, dove sono nel decreto?

Se un  Governo pensa di far uscire il proprio Paese dalla più ampia e profonda crisi economica e sociale della sua storia, con un intervento fiscale temporaneo di qualche milione di euro (parlo della strombazzata defiscalizzazione per l’assunzione di giovani, of course) stiamo freschi e c’è da preoccuparsi, sul serio.

Una legge ad personam, di rango costituzionale.

Il presidenzialismo semi, a trequarti o per intero non risolve nulla, nessun pregiudizio, ma una semplice affermazione per dire che i problemi sono altri, le priorità dell’Italia sono altrove e sotto gli occhi di tutti.  La questione del presidenzialismo rischia poi di trasformarsi in un’altra legge ad personam, con l’aggravante questa volta, del rango costituzionale.  Ho esagerato? Forse, o forse no, purtroppo.

F-35 #potrebbecadereilgoverno

E’ stata presentata  pure una mozione da 158 parlamentari (14 sono del Pd, tra i firmatari e sostenitori Pippo Civati) per chiedere al Governo di affrontare la questione .

Gli F-35 non li voleva nessuno, in campagna elettorale. Le posizioni variavano da revochiamo l’ordine (la più estrema) a rimoduliamo quantità e tempi di consegna (la più democristiana).  Adesso quello su cui in campagna elettorale erano tutti più o meno d’accordo, con la nascita del Governo delle large intese sembra diventato un totem immodificabile. E, come spiegato, dal Ministro Alla Difesa Mauro gli F-35 sono uno strumento di pace e quindi l’acquisto andrà avanti, senza intoppi. Che con il governo delle larghe intese si faccia l’opposto  anche su temi in cui le posizioni di tutte le forze politiche sono convergenti, o comunque facilmente componibili in una sintesi largamente accettabile, è paradossale.  E poi, anche su questo, prepariamoci, ci ammorberanno col tormentone del 2013 #potrebbecadereilgoverno.

no-f35

Le Lobby di Governo

migNon doveva essere un Governo al Servizio del Paese? E allora, si tengano fuori le lobby del gioco d’azzardo e si provi a regolamentare un settore che ha prodotto già troppi lutti e inguaiato tante famiglie italiane. Mi auguro che il Presidente Letta rimedi (ora e subito) a questo cedimento clamoroso e insopportabile verso queste Lobby.  Aver concesso la delega ai Giochi D’Azzardo ad Alberto Giorgetti, già delegato al settore durante l’ultimo Governo Berlusconi, che ritiene strategico per il Paese la deregulation del settore,  è un errore a cui il buon Enrico dovrebbe porre rimedio immediatamente, revocando nelle prossime ore la delega concessa. Se non vuole ascoltare me, almeno ascolti la denuncia fatta da Don Armando Zappolini a nome della campagna nazionale Mettiamoci in gioco, allarmato (a dir poco) da una delega finita nelle mani di una persona  così contigua e vicina alle imprese del settore.

 

Chi è Alberto Giorgetti (tratto dal sito di Libera)

Matteo Iori, presidente del Conagga (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo) ed esponente della campagna, in una nota pubblicata prima della nomina evidenzia come Giorgetti non sia nuovo alla delega ai giochi, la tenne per anni sotto il governo Berlusconi, con grande piacere dell’industria del gioco. Fu con l’ultimo governo Berlusconi che videro la luce molte delle nuove proposte d’azzardo: dalle videolottery al win for life, dal bingo on line ai nuovi gratta e vinci, dalla proposta di sale per il poker dal vivo ad altre ancora; e Giorgetti fu colui che seguì sempre molto da vicino questo mercato in costante crescita. E di certo sull’importanza di questo settore non ha cambiato idea… A metà marzo 2013, partecipando all’Enada, fiera internazionale sugli apparecchi da gioco tenutasi a Rimini, ha rassicurato le industrie del gioco d’azzardo dichiarando: “trovo sconcertante che questo settore sia stato negli ultimi mesi sostanzialmente abbandonato a sé stesso”, e ancora: “non è immaginabile che un settore sostanzialmente in regime di monopolio debba affrontare una campagna complessiva di denigrazione senza precedenti”, e questo anche a causa di “numeri della ludopatia palesemente sovradimensionati rispetto all’impatto reale”. In pratica Giorgetti ritiene che il gioco d’azzardo vada ulteriormente sviluppato perché porta occupazione e denaro per le casse erariali, infatti: “una demonizzazione oltre che un’ eventuale iniziativa maldestra sulle awp (slot machine) porterebbe a un calo delle entrate per lo Stato”, mentre lui auspica che il Governo decida di “confermare una visione strategica in questa materia, che ha determinato crescita in questi anni, che ha determinato occupazione, ha determinato aspetti di interesse anche da parte di altri Stati”.

Ma non dobbiamo temere, tutto questo è fatto per il nostro benessere. Giorgetti, preoccupato per la nostra libertà, dice che quello del gioco d’azzardo “è un settore di tutela nei confronti dei cittadini e dei consumatori che possono, nella loro libera facoltà e scelta, decidere di avere un intrattenimento attraverso il gioco lecito”

Abuso di Necessità

ParlamentoIl PD si trova al suo minimo storico di credibilità. Le larghe e vaghe intese col PDL ci stanno portando in una dimensione ignota e allo stesso tempo indigeribile per i nostri elettori e militanti. Non per un antiberlusconismo di maniera, per altro spesso coltivato e alimentato dagli stessi dirigenti che oggi propongono il governissimo, ma perché nessuno ci crede sul serio a questo Governo Letta-Alfano.

Una sfiducia equanime, trasversale ai nostri  elettori, ma ampiamente diffusa anche tra quelli del PDL. Che questo governo possa risolvere i tanti ritardi e gravi problemi dell’Italia, pare non ci creda davvero nessuno, ma si farà lo stesso.

Perchè?

Si è scelta la strada di scaricare le responsabilità su Napolitano. Uno scenario e un quadro desolante fatto  di pasticci ed errori, di mancanza di coraggio politico del PD, di eccessi di ingenuità e tatticismo del M5S, ma determinato soprattutto da quei  101 tradimenti  avvenuti nel segreto dell’urna delle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.

Le parole d’ordine scelta è stata quindi “necessità”.  L’unico governo possibile. Mancanza assoluta di alternative, che in realtà sono state scientificamente distrutte o rese impraticabili, in larga parte,  per colpa o dolo di quei  tanti dirigenti politici, che dentro e fuori il PD a questa soluzione del governissimo lavorano sin dal giorno dopo il voto del 24 e 25 febbraio.

Io non ci sto’ ad accettare la logica del “o ti mangi sta’ minestra o ti butti dalla finestra”. Io dalla finestra non vorrei buttarci gli italiani e la loro speranza di cambiamento, ne tantomeno  i tanti elettori che hanno affidato al PD e alla coalizione Italia Bene Comune  il loro voto per costruire un Italia Giusta.  Sembra il secolo scorso, ma l’Italia Giusta  è stato lo slogan e un po’ anche il sogno che abbiamo raccontato in questa campagna elettorale.  “Italia Bene Comune”,  che sembra già frettolosamente archiviata,  è stato invece il progetto con cui “non abbiamo” vinto le elezioni , ma sulla base del quale milioni di cittadini ci hanno affidato l’onere di rappresentarli nella massima assise nazionale, il parlamento.  La nostra rappresentanza parlamentare è espressioni di quel progetto, della nostra alleanza con SEL e questo non dovremmo dimenticarlo, mai.

Insomma non dimentichiamoci chi siamo, quali istanze del Paese rappresentiamo e proviamo almeno a portarle dentro un Governo, che non deve lavorare  per resistere al tempo,  ma per fare il più possibile e in fretta  per gli italiani. Un Governo che pensi solo al Paese e non faccia nulla, ma proprio nulla, per chi al pari nostro ha perso le elezioni e milioni di voti, e pensa di aver messo in pista un operazione politica  per lo stretto necessario a rifarsi una verginità politica e giudiziaria. Perché poi, per dire,  a fare gli  alleati di Berlusconi troppo a lungo e senza produrre nulla di buono per il Paese,  abbiamo solo da perdere e rischiamo di diventare anche noi, per una semplice proprietà transitiva, degli impresentabili.

Alternative invisibili

governo-di-scopoLe abbiamo distrutte tutte noi, più o meno, le alternative al Governo politico col PDL. Se siamo finiti a vivere nel “Mondo ad alternative zero” ce la siamo cercati un po’, anzi tanto.  Ma poi, le cose non stanno proprio così, come sempre. La via è stretta, ma la scelta finché c’è vita e politica c’è sempre. E non mi capacito, e con me penso molti milioni di elettori (non solo del PD), che dopo aver già vissuto l’esperienza Monti sulla pelle del PD e degli italiani, debba nascere per forza un governo politico di larghe intese con prospettive di legislatura.

E poi, è noto pure ai bellissimi sassi di Matera, che questa stramba maggioranza dopo pochi mesi le toppa tutte e non regge alla prova del governo? Allora, perché riprovarci al quadrato?

L’alternativa c’è: si chiama Governo di scopo. Pochi punti per salvare l’economia e le famiglie, senza Ministri indigeribili per tutti, poi si torna al voto, magari dopo aver cancellato anche quello scempio della democrazia chiamato porcellum.