Giovani, cultura e innovazione le basi per un rilancio dell’economia locale

GiovaniImportanti dichiarazioni del Vicepresidente PD Lazio e candidato PD al Consiglio Regionale  Fabio Luciani in merito al suo programma che lascia uno spazio importante dedicato al rilancio dell’economia locale, del turismo e delle attività giovanili.

<<Vecchio e nuovo possono convivere serenamente>> sono queste le prime parole espresse da Luciani in un discorso importante riguardo giovani, turismo, risorse naturali, commercio e nuove tecnologie.
Il segno della storia scritta per secoli nella nostra zona è tangibile ovunque e rappresenta una testimonianza importante nonché un patrimonio di grande valore per il nostro Paese.

Il Lazio possiede una parte rilevante del patrimonio artistico e culturale italiano, risorse inestimabili che possono essere ulteriormente scoperte e valorizzate perché diventino strumento di crescita umana e motore dell’economia; arte e cultura sono elementi determinanti per formare cittadini liberi e consapevoli, soprattutto laddove condizioni socio-economiche disagiate rendono difficile la crescita culturale delle persone.

Il territorio Provincia di Latina possiede beni culturali, artistici, naturali e paesaggistici unici: parchi naturali, siti archeologici, borghi, monumenti storici, teatri, pinacoteche, musei, archivi, biblioteche sono sotto gli occhi di tutti ma spesso non sono fruibili da tutti. Perché mancano i fondi per aprire le loro porte ai visitatori e per valorizzarli come meriterebbero. O perché non sono portati alla conoscenza di tutti, in quanto le istituzioni, le scuole, le associazioni non riescono a pubblicizzarne l’esistenza – laddove ce ne sarebbe più bisogno tra chi non ha accesso alla cultura e all’arte perché forte è il disagio sociale ed economico.

Anche nel nostro territorio è necessario definire un piano per la riapertura e la fruizione del patrimonio artistico, stanziare i fondi necessari affinché cultura e bellezza siano alla portata di tutti, incentivare la diffusione di iniziative culturali di singoli e di associazioni mettendo loro a disposizione spazi inutilizzati o sottratti alle organizzazioni malavitose, tutelare il paesaggio dall’abusivismo e dal consumo dissennato di suolo: questo sarà l’ impegno da Consigliere Regionale  per il nostro territorio e la Provincia di Latina di Fabio Luciani.
Bisogna valorizzare maggiormente questo gran tesoro che la nostra provincia custodisce ma occorre farlo mettendosi al passo con i tempi.
Rilancio del turismo e delle attività giovanili, questi i due punti che il candidato Luciani affronta nel suo programma.
Numerose sono le proposte per incentivare il turismo e di conseguenza rilanciare le attività commerciali che negli ultimi tempi lamentano sempre meno lavoro.
<< Occorre investire sui giovani del nostro territorio>> sottolinea Luciani, <<sono loro la nostra principale risorsa per costruire un futuro migliore per il nostro territorio>>.
Parliamo dunque di idee innovative, come ad esempio installare reti wi-fi all’interno di stazioni;  allestimento e aggiornamento di nuove Pro Loco che grazie al supporto delle nuove tecnologie possano essere facilmente fruibili afferendo a diverse sfere d’intervento quali turismo, cultura, arte, sport e ancora prodotti tipici dell’enogastronomia e dell’artigianato locale, tradizioni popolari; creazione di spazi dedicati alle attività di svago e di intrattenimento come spettacoli musicali, mostre di pittura, fotografia, o qualsivoglia forma di espressione artistica.
Queste idee potrebbero essere veicoli giusti per un rilancio dell’economia locale, per la creazione di nuovi posti di lavoro, per invogliare chi viene da fuori ad investire.
<<Il nostro territorio è ricco di giovani talenti che troppo spesso non trovano un adeguato spazio e  dovute gratificazioni>> prosegue Luciani, <<sono in molti a spostarsi verso altre zone in cerca di una maggiore possibilità di espressione, e credo sia doveroso da parte dell’amministrazione locale fare il possibile per dar loro una mano anziché contribuire ad accrescere in essi un senso di sfiducia ormai dilagante>>.

Un intervento mirato a sostenere i giovani attraverso iniziative di promozione artistica e culturale: è questo a cui Luciani auspica in una futura giunta regionale che si dedichi a politiche che supportino l’imprenditorialità giovanile.

Una vera e propria vetrina  dedicata alla promozione di talenti e creativi per dare una concreta opportunità agli artisti del nostro territorio di farsi conoscere ed invogliare gli under 35 ad investire su se stessi in primis a livello umano e quindi sul piano professionale.

Bisogna rivitalizzare con nuova linfa un terreno attualmente arido.

<<L’intento preciso è di creare un circuito che interessi i comuni della provincia che abbiano la volontà di dar fiducia ai propri ragazzi investendo sulle risorse umane e che condividano il mio pensiero, affinchè si possano posare i pilastri per un futuro migliore concretizzando quelle che per molti sono ad oggi vane speranze>>.
Obiettivi principali, dunque, promozione dell’occupazione giovanile ed incentivare nuove imprese, nonostante la difficoltà economica attuale ma con la prospettiva di una crescita significativa e di una maggiore sensibilizzazione da parte dei giovani nei confronti delle istituzioni.
Perché la reperibilità di personale dotato di talento e creatività rappresenta per l’odierno mondo delle imprese un vantaggio competitivo determinante.

Fabio Luciani

Candidato PD al Consiglio Regionale del Lazio – Collegio Latina

Vicepresidente del PD Lazio

 

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Per una riforma equa delle pensioni

Mi chiedono su facebook di chiarire, evitando tecnicismi, la mia idea di riforma delle pensioni. Rispondo anche qui.

La mia proposta è questa: fatti salvi i diritti previdenziali già acquisiti, la quota di pensione maturata successivamente al 31/12/2011 deve essere calcolata per tutti con il metodo contributivo. La pensione maturata prima di tale data continuerà invece ad essere calcolata con le regole attuali.

Le pensioni si possono riformare….

Sistema contributivo per tutti. Misura tanto impopolare quanto giusta. Non c’è alcun bisogno invece di ritoccare ancora l’età o le cosiddette quote della pensione d’anzianità. In un Paese serio non si può continuare a fare cassa “alla bisogna” sul sistema pensionistico e ne tantomeno si possono cambiare le regole ogni 6 mesi. In un Paese normale le riforme non si fanno sulla pelle dei giovani e delle future generazioni. Ma noi, per colpa soprattutto di una maggioranza parlamentare autoreferenziale con uno spiccato istinto di attaccamento alla poltrona e basta, siamo ormai un Paese senza Governo commissariato dall’Europa. Come ribadito ieri da Draghi la crisi “ha acuito soprattutto le difficoltà economiche dei più giovani. In assenza di una redistribuzione più equa delle risorse fra le diverse generazioni e rispetto al passato i giovani dovranno contribuire in misura maggiore alle finanze pubbliche”. Sono d’accordo con il futuro presidente della BCE, ma allora iniziamo dalle pensioni a evitare lo scarico sui giovani e su chi verrà dopo di noi del costo delle riforme. In tal senso, ritengo che l’unico modo per intervenire con equità sulle pensioni è estendere (con qualche aggiustamento) il metodo contributivo a tutti i lavoratori e con i soldi risparmiati portare il trattamento pensionistico futuro dei giovani sopra la soglia della povertà assoluta. Ma per far ciò ci vuole coraggio, una rinnovata classe dirigente e una politica che sappia guardare lontano, così lontano, da preoccuparsi più delle prossime generazioni che delle prossime elezioni. Utopia? Forse si, ma sperare si può, anzi si deve.

Approvazione Protocollo ENI, le 8 ore di Consiglio Comunale

Leggendo le loro dichiarazioni sulla stampa i cittadini hanno avuto l’impressione che i consiglieri di opposizione del PDL fazzoniano avessero fornito un contributo positivo in Consiglio Comunale. In realtà, ci hanno fatto solo perdere tempo e il loro voto, anche se importante, non è stato determinante. La maggioranza aveva i numeri per approvare il protocollo, e anzi abbiamo dovuto affrontare un opposizione che ha cercato di far saltare la seduta, approfittando anche delle temporanee assenze tra le fila di maggioranza dovute a esigenze di tipo fisiologico. La politica a Gaeta, purtroppo, si fa pure con queste raffinate tecniche di ostruzionismo anglosassone. Ma più che la PDL fazzoniana, il principale oppositore del Protocollo Eni è stato l’UDC, che come avrete modo di leggere sui miei Tweet scritti nel corso della seduta consigliare è l’assoluta protagonista, in negativo.

Di sotto la cronistoria by twitter del consiglio comunale del 12 Maggio

1. l’opposizione guidata dal UDC fa le barricate, presentate un fiume di eccezioni risibili
2. Stiamo votando l’ultima eccezione dell’opposizione, poi finalmente si potrà aprire la seduta consiliare
3. Bocciate tutte le eccezioni si apre la seduta, la maggioranza sta dimostrando grande compattezza
4. Prima di passare alla ratifica del proto dobbiamo prendere atto della variante al PRG Consortile
5. Pausa dei lavori consiliari per tenere un inutile conferenza dei capigruppo
6. I lavori consiliari stanno per riprendere, l’opposizione da segni di cedimento
7. L’UDC impedisce le riprese televisive, un atto contro il la libertà d’informazione.
8. L’opposizione stanca e frantumata lascia solo l’UDC nell’azione di becero ostruzionismo
9. Primi interventi sul punto, il voto storico si avvicina
10. L’UDC pensa che l’ENI sia affidabile quanto l’azienda quagliarulo di Roccasecca. Assurdo!!
11. Consiglio Comunale APPROVA!!! Un po’ stanco, ma entusiasta di aver contribuito a scrivere una pagina storica x Gaeta!

“i pazzi siete voi”, 4 Giovani chiusi in un bunker per sostenere il Referendum contro il Nucleare

Hanno deciso di sacrificarsi scegliendo una forma di protesta estrema contro il nucleare. I loro nomi sono: Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca, e da ieri fino al 12 giugno, giorno del referendum sul nucleare, i 4 Giovani rimarranno chiusi in un bunker simil-antiatomico. L’iniziativa, che porta il nome di “I pazzi siete voi” è destinata a dare un contributo importante per impedire il ritorno al nucleare nel nostro Paese. Per questo motivo ho deciso di firmare il loro appello e di ospitare sul mio Blog la diretta h24 dalla casa bunker.


Online video chat by Ustream

Proposte Contrasto Disoccupazione Giovanile, 2 Sostenitori Illustri

Avevo avanzato dalle pagine del mio Blog un qualcosa di molto simile alla proposta lanciata oggi dalle pagine del Corriere della Sera dagli illustri economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. Per provare ad intervenire sulla piaga della disoccupazione giovanile, anche Alesina e Giavazzi condividono, e lo dico con una certa soddisfazione personale, l’idea di mettere insieme Contratto Unico di Lavoro (formula di Tito Boeri) con meccanismi di detassazione per i lavoratori più giovani. Ne dubito, ma speriamo che almeno loro possano essere ascoltati dal Governo Berlusconi.

Studi Professionali, i Giovani lavorano Gratis

Più importante di qualsiasi riforma fiscale. La liberalizzazione delle professioni è tra le tante riforme a “costo zero” di cui il nostro Paese ha estremo bisogno. Riprendere la strada delle liberalizzazioni, iniziata con le lenzuolate dell’allora Ministro Bersani, potrebbe rimettere in movimento le migliori energie economiche del Paese, ovvero i Giovani.
Leggete i dati emersi da un`indagine condotta dall`Ires per Filcams Cgil sulla condizione dei giovani nel mondo delle professioni, sono davvero impressionanti.

Dall’indagine emerge che:
i giovani che si accostano al mondo professionale vengono utilizzati come dei dipendenti con orari fissi e carichi di lavoro che impediscono di svolgere attività in proprio. Basti pensare che quasi la totalità (84,5%) deve garantire una presenza quotidiana, il 76,8% oltre alla presenza deve anche rispettare un orario di lavoro e la media di ore lavorate è quella di un impiego in full-time: 38 ore. Inoltre l`utilizzo dei praticanti e dei tirocinanti, in tutte le aree professionali, avviene in maniera intensa e a orario pieno: il 77,2% ha delle scadenze rigide, il 41,7% ha «spesso» un ritmo di lavoro elevato, il 27,8% non ha abbastanza tempo per ultimare il lavoro. Impegno molto alto ma ben retribuito? Per niente. Proprio l`aspetto economico è la fonte del maggior disagio degli aspiranti professionisti: dall`indagine emerge che il 91,6% del campione è insoddisfatto della retribuzione. Ma essere insoddisfatti della paga è già un privilegio perché quasi la metà dei pràticanti uno stipendio non lo riceve proprio: solo poco più della metà del campione (il 54,1%) riceve un compenso mensile per l`attività di tirocinio, con una percentuale un po` più alta per i praticanti dell`area economica (68,3%). Una situazione a dir poco imbarazzante che costringe due tirocinanti su tre (65,5%) a ricorrere spesso agli aiuti della propria famiglia di origine per fare fronte alle difficoltà economiche e il 26,4% ci ricorre solo «qualche volta», mentre solo 1`8,1% non ci ricorre mai. E non si tratta di un dettaglio di poco conto considerato che l`età media dei praticanti sfiora i trent`anni, epoca in cui bisognerebbe essere in grado di far a meno degli aiuti della famiglia d`origine.

1° Maggio, Riflessioni su un Paese ancora troppo diseguale

Gli effetti della crisi economica per i lavoratori che oggi festeggiano il Primo Maggio risultano essere molto diversi, addirittura in molti casi diametralmente opposti. Ci sono lavoratori – come ad esempio – i lavoratori a tempo indeterminato impiegati nei settori c.d. anticiclici o nelle imprese operanti in mercati non concorrenziali, che dalla crisi stanno traendo vantaggi in termini di reddito disponibile e potere d’acquisto. In particolare, tali lavoratori immuni a questo veleno diffuso dal sistema finanziario internazionale, che sta scuotendo dalle radici un modello di sviluppo economico nato all’indomani della creazione del WTO (World Trade Organization), hanno beneficiato della riduzione della rata del mutuo e di molti prezzi al consumo. Dall’altra parte ci sono invece milioni di lavoratori che questa crisi la soffrono, eccome. Milione di titolari di contratto a termine, lavoratori “a progetto”, “partite Iva”, che hanno perso o stanno perdendo il posto lavoro e il proprio reddito. I più colpiti sono i giovani e le donne ai quali il Governo Berlusconi non sta garantendo pari dignità e diritti, perdendo una occasione storica per avviare in Italia una riforma degli ammortizzatori sociale incentrata su principi di solidarietà, formazione continua ed uguaglianza.
C’è una differenza di fondo, tra chi pensa che nella crisi debbano scattare meccanismi di solidarietà per tutti i lavoratori, e chi come il Governo Berlusconi pensa che nella crisi sia inevitabile che qualcuno soccomba e qualcuno più fortunato si salvi. Da questa crisi può uscire un Paese più diseguale, ma anche un Italia più solidale, meritocratica e giusta. Al di là delle riforme strutturali di cui il nostro Paese necessita in maniera ormai non più procastinabile, c’è bisogno in primo luogo di un risveglio valoriale di noi italiani, in base al quale tutti dicano con chiarezza che da questa crisi: “Ci si salva solo tutti assieme o non si salverà nessuno”

Contrasto Disoccupazione Giovanile al Sud: “Contratto Unico&Detassazione”

I dati Istat confermano il trend negativo. Dopo la riduzione registrata a febbraio, il tasso di disoccupazione giovanile cresce di 0,3 punti percentuali, posizionandosi quasi al 30%. Nel 2008 il tasso di disoccupazione giovanile era del 20%. In Italia un giovane su 3 è disoccupato, nel centro-sud questo dato diventa ancor più drammatico, ci sono aree del meridione in cui 2 giovani su 3 sono disoccupati. Servono le riforme strutturali, ma c’è urgenza di intervenire subito con un piano straordinario per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Si potrebbe proporre per il Sud l’idea del Professor Boeri del “Contratto Unico di Lavoro” associandolo però a un’ipotesi di sua integrale detassazione fiscale e contributiva per 3 anni a favore delle imprese che assumono giovani disoccupati e inoccupati (ndr giovani in cerca della prima occupazione). Una proposta che terrebbe insieme la necessità di intervenire rapidamente per invertire il trend con la possibilità di sperimentare nuove soluzioni per contrastare la precarietà del lavoro nel nostro Paese.