Arcivescovo Gaeta non perde occasione di esibire sua influenza (poco spirituale)

L’Arcivescovo non perde occasione per mostrare ed esibire alla Città la sua influenza sulla politica gaetana. Più che distitinti e distanti, la sua presenza avvalora, a mio avviso, la vox populi di una sua vicinanza (non solo spirituale) all’Amministrazione Comunale di destra e al neo Sindaco Mitrano. Mi concedo un consiglio non comunale, ma personale. Se fossi stato nel Sindaco Mitrano e nella sua maggioranza per consentire all’Arcivescovo di portare i suoi auguri di buon lavoro avrei optato per convocare un Consiglio Comunale ad hoc . Presenziare e intervenire al primo consiglio comunale, per intenderci quello dell’insediamento, in cui peraltro si dovevano votare cariche importanti dell’Assise Comunale, mi pare quantomeno una scelta poco opportuna.

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Gaeta 2012, Una Campagna Elettorale Desolante

Una campagna elettorale rissosa e confusa. A fare notizia sono solo manifesti abusivi e qualche atto vandalico. Una campagna così squallida che di programmi si parla solo dai palchi dei comizi e non si accettano, invece, confronti pubblici con altri candidati alla carica di Sindaco. Una politica cittadina che si conferma brutta e primitiva. Anche gli spot elettorali di alcuni candidati al Consiglio Comunale trasmessi da quella TV locale che in Città hanno ribattezzato, aggiungo correttamente, TeleMitrano o TeleFazzone sono penosi, anzi direi quasi imbarazzanti. Uno scenario desolante nel quale al cittadino-elettore è sottratto il diritto all’informazione e in cui rischia di trarne vantaggio esclusivamente il candidato della destra fazzoniana che, come noto, punta tutto sui cacciatori di preferenze abili a muovere il consenso su meccanismi clientelari e di riscatto individuale piuttosto che sulla base di programmi e di prospettive collettive.

Mitrano e Il Principe dei Doppi Incarichi

Come suo principale sponsor politico per questa campagna elettorale sembra aver scelto il Sindaco di Latina Di Giorgi. Una pessima scelta per Mitrano. Quasi peggio Di Giorgi che Fazzone, almeno per quanto riguarda la pessima abitudine di sommare privilegi e benefit per doppi e tripli incarichi. Un politico, Di Giorgi, noto alle cronache regionalie provinciali soprattutto per essere riuscito con escamotage, furberie spicciole e il sostegno del proprio partito (il PDL) e della maggioranza regionale della Polverini, a conservare per quasi un anno il doppio incarico incompatibile per legge di Sindaco e Consigliere Regionale alla Pisana. D’altronde, anche lo stesso Mitrano mostra una discreta passione per ammucchiare incarichi e responsabilità. Insomma, tra Mitrano e Di Giorgi, amore (politico) a prima vista.

Per il Bene di Gaeta, un programma sui “massimi sistemi”

Cosimino Mitrano ha presentato ufficialmente il suo programma elettorale, evviva. Intendiamoci, subito. Era un obbligo di legge farlo. La normativa naturalmente non offre ai candidati sindaco dei consigli utili per scrivere un buon programma elettorale.

Potete leggerlo Qui. Io l’ho letto tutto e vi assicuro che non sono riuscito a trovare una sola proposta originale, distintiva o concreta. Un programma scritto con lo stile del famoso dialogo sui “massimi sistemi”. Eppure, la coalizione fazzoniana delle destre si era riservata un tempo assai lungo per la sua elaborazione programmatica. Risultato? Tanta fuffa e poca sostanza. Un programma  che sembra un misto fra un vuoto pneumatico di idee e delle banalità bestiali.  Un trattato di filosofia politica noioso e utile solo a non assumersi responsabilità nei confronti della Città. Con questo programma l’attività politica di un Sindaco e di un’intera Amministrazione Comunale sarebbe libera nell’azione e non misurabile nei risultati. Bocciati!!

PDL Gaeta: lancia il codice etico e si rimangia le primarie

Molti esponenti locali del PDL avevano rassicurato elettori e simpatizzanti . State tranquilli, per la scelta del prossimo candidato Sindaco il centrodestra “farà” le Primarie. Talmente n’erano convinti, che già ipotizzavano date e annunciavano la costituzione di commissioni interne ad hoc. In verità, con l’investitura di Alfano è aleggiata davvero per qualche settimana una vaga idea di rinnovamento nel PDL. È durata abbastanza poco, ma si era parlato sul serio anche di primarie. Purtroppo la presunta “nuova aria” è stata presto spazzata via, lo stesso Alfano ha recentemente liquidato così la faccenda: “Non ci saranno le primarie per scegliere il prossimo candidato Premier, perché tanto il risultato sarebbe scontato”. Scontato per Berlusconi a livello nazionale, come non potrebbe esserlo anche da noi, dove una pacca di Fazzone sulle spalle di un dirigente di partito vale più di qualsiasi risultato o merito politico. Dunque, la sostanza è: niente primarie. Spero che nessuno rimanga sorpreso di ciò, dinanzi abbiamo sempre un movimento carismatico con una struttura territoriale feudataria in cui la democrazia non entra neanche dalla finestra.
Rimangiate le primarie, gli attivissimi dirigenti locali del PDL non hanno però perso tempo a proporre qualcos’altro, sempre nell’estenuante tentativo di dare l’impressione ai cittadini di essere un’entità assimilabile ad un partito. E udite, udite, arriva il coup de théâtre, sbuca il “Codice Etico e Valoriale”, come definito oggi in un comunicato stampa dal Coordinatore Leccese. E chi dovrebbe scriverlo questo codice etico? Meglio evitare battute sarcastiche, sarebbe come sparare sulla croce rossa. Lasciamo perdere, meglio andare oltre. Del resto tra primarie, codici etici scritti da Lele Mora e Dell’Utri e assemblee delle truppe fazzoniane le boiate per prendere in giro i cittadini dovrebbero esser pur finite. Finita la recita, ricordo al Coordinatore Leccese che siamo curiosi di conoscere il prescelto di Fazzone, o forse no, neanche quello, perché lo sanno anche i sassi che “Re Faz” ha scelto il suo candidato sindaco per Gaeta 3 anni fa.

Dal PDL schizzi di fango su Gaeta

Capisco che nel PDL fazzoniano di Gaeta “Fondi venga prima di tutto”. È ragionevole anche ipotizzare che chi non ha autonomia politica si veda spesso costretto a eseguire ordini e basta. Ma a tutto c’è un limite. Sputtanare la propria Città per ragioni di contrapposizione politica è inammissibile. Farlo poi con menzogne è vergognoso. Berlusconi infanga il nome dell’Italia su scala globale e Cristian Leccese su scala nazionale fa lo stesso per Gaeta Cliccate qui. Berlusconi delira parlando con Obama di dittatura della Magistratura e il PDL cittadino non è da meno con comunicati-balla in cui parla di “Cassonetti nauseabondi e strapieni di immondizia con un bel divano retrò a fare da soprammobile è il biglietto da visita di Serapo di fronte ai giardinetti” nel giorno dell’esibizione a Gaeta delle frecce tricolori.
Caro PDL nostrano, di questa politica sono i cittadini ad essere nauseati e ad essere strapieni non sono certo i “cassonetti”.