Presidiamo la Democrazia nel Lazio

Dopo Batman Fiorito….Super Attak Polverini

La Polverini vuole mantenere in ostaggio la Regione Lazio fino ad Aprile. Doveva esser lei a mandare “tutti a casa”, ma poi è lei stessa a spalmare una quantità industriale di super attak  sulla poltrona.

Una coerenza impareggiabile, direi.

E’ evidente come per la Polverini gli interessi dei cittadini vengano dopo i suoi poco chiari interessi di bottega.

Il PD non assisterà silente al massacro di un’istituzione, ma organizzerà una grande mobilitazione democratica e di popolo. Faremo piazza pulita!!

Auto-intervista sulle mancate dimissioni della Polverini.

Domanda 1.

Perché la Polverini ancora non ha formalizzato le proprie dimissioni?

Risposta 1.

Presumo che stia tentando di far cadere il termine dei 90 giorni per indire nuove elezioni dalle sue dimissioni (previsti dallo statuto regionale) tra natale e capodanno, rendendo fortemente opportuno l’Election Day e favorendo de facto  il rinvio del voto di qualche mese.

 

Domanda 2.

D’accordo, ma perché vuole posticipare il voto? Per far risparmiare dei soldi agli italiani?

Risposta 2.

La Polverini? Vabbè, siamo onesti, a questa ipotesi non ci credono neanche i sassi di Matera.

E allora? Di nuovo, perché rinviare?  

Ok, provo a rispondere……

First of all tenete conto che, la Polverini, fino a insediamento del nuovo presidente sarebbe in carica per l’ordinaria amministrazione, ma disporrebbe comunque dei fondi di un bilancio in regime di dodicesimi.

Domanda 3

Va bene, ma cosa potrebbe fare… o meglio combinare?

Risposta 3

Nulla di buono,  direi. I precedenti almeno non lasciano scampo.

Domanda 4

Può essere un po’ più preciso, quali sono le ragioni per cui dovremmo preoccuparci?

Risposta 4

Ci sono altri aspetti, ancora più preoccupanti, purtroppo. Immaginate che, La Polverini,  si troverebbe a gestire decisioni cruciali per cittadini (tipo su sanità, trasporto pubblico, diritto allo studio, ect..) e ingenti stanziamenti di bilancio in totale solitudine. Lo farebbe in aggiunta da dimissionaria che ha annunciato di non volersi neppure ricandidare. Potrebbe  osare ancora di più. Potrebbe essere  ancor più  spregiudicata e insolente nei confronti degli elettori, tanto loro, i cittadini, non devono più votarla.

Mi domando, ancora, se in questa situazione, la Polverini, potrebbe addirittura trasformarsi da complice politico del Sistema Batman a protagonista diretta di un sistema analogo.

Domanda 5

Insomma…rischiamo davvero una Sperperopoli 2 “La Vendetta”?

Risposta 5

Forse si e i primi segnali che arrivano dalla Pisana sembrano confermare le peggiori previsioni.

Ieri, per esempio,  con i titoli dello scandalo Lazio ancora in prima pagina, la buona Renata, invece di rassegnare ufficialmente le sue dimissioni,  ha tentato di riproporre nomine dirigenziali esterne dichiarate già  per ben due volte illegittime dal TAR. Per la serie:  “i giudici sbagliano, ma il cliente ha sempre ragione”.

Polverini, scusarsi non basta.

Un intervento strappalacrime con tanti proclami e sceneggiate, ma di pagare il conto: “non se ne parla”. La poltrona non si molla, anzi, visto che tira un’ariaccia, meglio dare una bella stretta ai bulloni. Adesso la Polverini vuole tagliare tutto. Sprechi, privilegi e prebende. Adesso. Se non avessero beccato Batman Fiorito, che cosa avrebbe fatto o continuato a fare, la Polverini? Avrebbe fatto finta di nulla? Avrebbe riusato un elicottero per partecipare a qualche sagra, tipo quella del carciofo di Ladispoli? Avrebbe allargato Giunta e potenziato i vitalizi regalati agli assessori regionali esterni? A queste domande, nessuno ha la palla di vetro e per rispondere si seguono le sensazioni, l’istinto. La mia risposta comunque è: SI, e la vostra?

Andiamo oltre, per modo dire. E Parliamo delle “scuse” della Polverini. E Mi domando, anche qui, se sia un gesto nobile o un volgare attaccamento alla poltrona? Propendo per la seconda, e provo a spiegarvi il motivo. C’è molta ipocrisia nelle parole della Polverini, perché lo sapevano anche gli uscieri della Regione Lazio che ogni consigliere riceveva più di 200mila euro senza obbligo di rendicontare un piffero. E Allora? Le scuse della Polverine certo non bastano a cancellare le ruberie. Perché non siamo di fronte a qualche mela marcia isolata, ma risulta marcio il funzionamento complessivo del Gruppo PDL in Regione. Dunque l’unico modo per scusarsi con i cittadini è uno e uno solo. Rimettersi al loro giudizio, subito.

Noi come PD del Lazio non possiamo trastullarci troppo sulle disgrazie altrui e dobbiamo dare esempi positivi. Andare oltre la richiesta di riduzione dei finanziamenti ai gruppi o la pubblicazione online dei nostri bilanci, dobbiamo, senza indugio, auto-applicarci meccanismi di trasparenza “best in class” e regole rigorose per vincolare destinazione fondi pubblici (basta soldi a TV Locali, spese di rappresentanza discutibili, per fare un esempio). Io vorrei un Partito Democratico che, oltre a dimostrarsi diverso, sia percepito dai cittadini e da tutti i partiti come modello della buona politica. Chiedo troppo? Non penso e sono sicuro che il nostro segretario regionale, Enrico Gasbarra, stia già lavorando in questa direzione. Dobbiamo esser coscienti che sul PD ricade una grande responsabilità democratica, e non lo dico per partigianeria, ma sono sicuro che rappresentiamo davvero l’ultimo argine rimasto alla politica e ai partiti, nel Lazio e nel Paese, saltato il quale saranno travolti tutti, buoni e cattivi. E, senza politica e partiti, rischia il tracollo la qualità e la tenuta stessa della nostra democrazia.

PD Lazio. Il mio intervento in direzione

Luci e Ombre. Rimaniamo ottimisti per il futuro, ma non possiamo dichiararci pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti nel Lazio in queste ultime amministrative.  Premetto che le cose che dirò sono frutto di un’attenta riflessione collettiva di un gruppo di democratiche e democratici che in questa direzione vuole mettere a disposizione di tutto il  partito spunti e prospettive di approfondimento che speriamo siano soprattutto utili per produrre un’analisi del voto costruttiva e finalizzata a individuare criticità, punti di forza e punti comuni per rilanciare il nostro partito in tutto il Lazio.
In questa tornata amministrativa il Partito Democratico nel Lazio ha riconfermato di essere forza politica vitale e organizzata in Provincia di Roma e diffusamente in alcune realtà da Nord a Sud della nostra Regione. Le vittorie più significative sono sicuramente rappresentante da Rieti e Civitavecchia, Città dove non a caso si sono tenute delle buone primarie aperte,  che confermano l’efficacia di un metodo democratico che se correttamente interpretato e non vissuto come un problema o impiegato come mezzo per dirimere contese correntizie interne al PD, produce quasi sempre coalizioni e candidati competitivi.

I risultati ottenuti parimenti confermano anche delle difficoltà e un arretramento del Partito soprattutto nelle Province di Latina e Frosinone. Anche se, nelle altre 2 Province (Rieti e Viterbo), non possiamo dire che il PD e il centrosinistra scoppino di salute.  In generale, sulle Province tutto il Partito Regionale dovrebbe impegnare nuove energie, attenzioni e azioni politiche di coordinamento e ricomposizione, anche perché, come noto a tutti,  le Province del Lazio possono essere determinanti in positivo o negativo per le prossime elezioni regionali e non solo, le prossime elezioni politiche potrebbero essere fortemente influenzate dai risultati che il PD riuscirà a conseguire nelle Province della nostra Regione (è in uso dire che chi vince il Senato nel Lazio solitamente Vince anche le elezioni politiche).

Viterbo

Il test politico in provincia di Viterbo è stato poco probante e significativo,  si è votato in 7 Comuni (sono stati chiamati al voto solo circa 35.000 elettori). Di questi Comuni solo Tarquinia supera i 15.000 abitanti e dove il nostro Sindaco Mazzola ha ben amministrato ed è stato premiato dagli elettori con una riconferma al primo turno. In Provincia di Viterbo registriamo inoltre la clamorosa sconfitta di Montalto di Castro, ma anche l’importante vittoria di Ronciglione, dove si sono tenute le primarie vinte da Giovagnoli che poi ha battuto alle elezioni il Sindaco uscente di centrodestra Sangiorgi. Lo score finale è di “4 Comuni” vinti dal centrosinistra (Ronciglione, Capranica, Castel Sant’Elia e Tarquinia) e “3 Comuni” dove ad affermarsi è stato il centrodestra (Montalto di Castro, Latera e Barbarano Romano). Prossimo al voto è Viterbo Città e pensiamo che sia utile aprire porte e finestre su tutte le istanze che provengono da quel territorio per trovare  percorsi e prospettive comuni che tengano unito il PD locale da una parte e dall’altra lo rendano capace di aprirsi ai movimenti, alle associazioni e a tutto quello di positivo che si muove nella società viterbese.

Rieti

In Provincia di Rieti la vittoria straordinaria nel Capoluogo è punto di orgoglio per tutto il partito regionale, ma il risultato del PD merita qualche considerazione in più.  Il Partito Democratico di Rieti capoluogo dopo travagliati percorsi interni si è presentato diviso alle primarie di Gennaio 2012, a Rieti Città hanno partecipato 4 candidati di cui 2 del PD, Anna Maria Massimi segretaria cittadina e Franco Simeoni. Ha prevalso di misura, circa 50 Voti il candidato di SEL Simone Petrangeli su Franco Simeoni. Le elezioni Comunali per il PD, visto lo scenario,  sono state un percorso complicato, il risultato dell’ 11,85% non è per noi un risultato di certo esaltante.  11,85% contro un 19,4% ottenuto dall’Ulivo nel 2007, con le stesse condizioni ambientali di liste civiche, non può dunque destare troppi entusiasmi. Inoltre nel territorio Provinciale di Rieti, il PD dovrà meditare sulla gravissima sconfitta subita a Cittaducale, Città strategica,  dove si erano presentati due candidati Sindaci del PD contro uno di centrodestra.  Qui il Partito Democratico ha pagato oltre che le divisioni interne anche alcune scelte sbagliate delle nostre precedenti amministrazioni .

Frosinone

Una volta si parlava di “modello Frosinone” per indicare il centrosinistra che vinceva a tutti i livelli in Ciociaria. Ora si è trasformato nel “modello Frosinone” per il centrodestra. Alle ultime amministrative Frosinone è stato l’unico capoluogo in Italia passato dal PD al PDL. Un risultato in controtendenza rispetto al quadro elettorale nazionale che, purtroppo, non è isolato. Da quando è nato, il PD in Ciociaria ha raccolto molte sconfitte. Il crollo dei consensi è stato determinante nella battuta d’arresto del partito alle politiche del 2008. Nel 2009 il PD ha perso l’amministrazione provinciale. Nel 2010 la sconfitta del centrosinistra alle Regionali si è concretizzata nelle Province e quella di Frosinone non ha fatto di certo eccezione. Alle amministrative 2011 il PD ha perso il secondo e il terzo comune della Provincia: Cassino e Sora. E quest’anno il cerchio si è chiuso cedendo la guida del capoluogo. 5 anni di sconfitte sono più di un campanello d’allarme in vista delle prossime politiche e future elezioni regionale. Se va a fondo il PD a Frosinone e in generale nelle Province trascinerà il partito alla sconfitta nel Lazio. Nel primo direttivo dopo il voto di Frosinone, il segretario provinciale, riferendosi alla dirigenza ciociara del partito, ha parlato di “fine di un ciclo”. Nel calcio quando finisce un ciclo negativo si cambia la squadra. Ma nel direttivo provinciale di Frosinone, sebbene noi e tanti altri abbiano chiesto di aprire una seria riflessione politica, nessuna risposta e apertura è per ora pervenuta. Il partito regionale non può permettersi il lusso di rischiare di far continuare questo ciclo di sconfitte e quindi bisognerà anche qui facilitare e supportare ricomposizioni e rinnovamenti veri nel partito in Ciociaria.

Latina

A differenza di Frosinone in Provincia di Latina non si è mai parlato, purtroppo, di Modello Latina. Anche qui però da quando è nato il PD raccogliamo solo sconfitte e pochissime soddisfazioni. Nel 2009 il PD ha perso con scarto siderale le elezioni provinciali e il nostro gruppo provinciale da allora si è praticamente dimezzato con la fuoriuscita di ben 3 Consiglieri Provinciali che si sono accasati nell’UDC e nell’IDV. Alle regionali nel 2010 la sconfitta del centrosinistra si è in larga misura concretizzata in Provincia di Latina. Il centrodestra ad oggi in Provincia di Latina amministra 27 comuni su 33. Da quando è nato il PD abbiamo riconfermato sostanzialmente amministrazioni di centrosinistra solo in poche realtà o in Comuni, come Sezze e Cori, dove il PCI negli anni della Prima Repubblica sfiorava da solo quasi il 50% dei consensi. Abbiamo invece perso – partendo da Nord verso Sud della Provincia –  : Aprilia (dove non siamo andati neanche al ballottaggio e dove si rivoterà a ottobre causa scomparsa improvvisa e tragica del Sindaco D’Alessio). Cisterna e Latina (dove anche qui non siamo andati al Ballottaggio). Terracina (dove al ballottaggio sono andati addirittura 2 candidati del centrodestra nonostante la precedente amministrazione sempre di centrodestra aveva portato il Comune al dissesto finanziario). Per non dimenticare Fondi dove non c’è praticamente partita. Scendendo ancora abbiamo perso a Formia e nuovamente a Gaeta, Formia, Minturno e Castelforte. In queste amministrative tra le sconfitte più severe c’è sicuramente quella di Gaeta. Sconfitte che nascono, come può certamente confermare il Segretario Gasbarra (al quale va sicuramente il merito di aver fatto di tutto per evitare al partito una figuraccia politica) dal tentativo di provare a trasformare, da parte di alcuni dirigenti provinciali,  il partito in un comitato elettorale incapace di competere alle elezioni. In Provincia di Latina  nei prossimi mesi e in concomitanza con le elezioni politiche del 2013 si voterà anche per importanti amministrative nei Comuni di  Aprilia, Priverno e Formia. Il mio auspicio è che il partito regionale si faccia trovare pronto e impedisca il ripetersi degli stessi errori politici che hanno portato in terra pontina a raccogliere nell’ultimo biennio sistematiche e pesanti sconfitte.

Roma, 11 Giugno 2012 – S. Andrea delle Fratte, 16

La Coerenza di Giovanni Bachelet…..

È scritto a chiare lettere nel suo programma. Per Giovanni Bachelet è una priorità, anzi secondo lui la priorità “zero” del nuovo Segretario del PD Lazio è: “dedicarsi al PD a tempo pieno e perciò durante il suo mandato deve rinunciare ad ogni altro incarico elettivo nelle istituzioni”.
E adesso… dopo la decisione della Consulta di rigetto delle richieste di Referendum elettorali, Bachelet chiede al PD di sancire l’incompatibilità fra la carica di Segretario Regionale e quella di parlamentare, per l’evidente conflitto d’interesse a Porcellum vigente. Il ruolo di segretario regionale infatti, è troppo importante nel comporre le liste elettorali per Camera e Senato. Insomma, un Segretario Regionale come può firmare delle liste elettorali in cui potrebbe esser presente anche il suo nome?? Sarebbe curioso conoscere le posizioni degli altri candidati alla segreteria del PD Lazio.

Per dire…….

Enrico Gasbarra cosa pensa?
Marta Leonori è d’accordo?
E Marco Pacciotti ?

Attendo fiducioso, una risposta arriverà….