Anno Zero

Prov LTLe gocce che hanno fatto traboccare il vaso, di nuovo,  sono state le primarie di Priverno e  Aprilia.  Da domenica scorsa monta una polemica interna, uno spettacolo desolante offerto a tutti i cittadini della nostra provincia. Ogni giorno una stoccata, un affondo o delle critiche pubbliche verso  il PD provinciale. Una gestione quella della segreteria Forte, oramai, è giusto sottolinearlo col pennarello rosso, inesistente e arroccata nella difesa impossibile di se stessa e di risultati politici inguardabili. Un partito ostaggio di due maxi-correnti,  nate nel lontano congresso nazionale del 2009, che non hanno più ragione di esistere e pressoché evolute (o meglio involute) in comitati elettorali.

Apparati elettorali capaci di azzerare la nostra azione politica e di far pianificare al PD sconfitte potenzialmente in tutti i 33 Comuni della Provincia Latina, ma disgraziatamente utili per occupare poltrone e organizzare campagne elettorali da migliaia di preferenze per questo o quel candidato al parlamento o al consiglio regionale. E parlo con estrema cognizione di causa,  perché ho provato sulla mia pelle, da candidato al Consiglio Regionale, quanto il correntismo estremo abbia prodotto danni sui territori.  Circoli e segretari cittadini abbandonati a se stessi, sostituiti da referenti e comitati locali che rispondono solo al capocorrente di turno e che risultano essere, purtroppo, totalmente impermeabili alle istanze di militanti, elettori e cittadini.

In Provincia di Latina siamo all’anno zero, il partito democratico da queste parti non andrebbe rifondato, ma semplicemente fatto nascere. Bisogna partire domani, anzi oggi. Facciamo presto.  Azzeriamo tutti gli attuali organismi dirigenti provinciali, diamoci forme partecipate per gestire la transizione e apriamo un grande dibattito interno su temi, programmi, e magari, visto che siamo sotto congresso nazionale, anche sulla forma-partito.  Esisterà pure, dico, una ragionevole via di mezzo tra il partito liquido di veltroniana memoria e il modello bocciofila. Troviamola e presentiamola al prossimo congresso nazionale, passeremo chissà, per una volta, anche per quelli bravi.

PD Latina, un partito lievemente lunare

turismo_lunareLe primarie del centrosinistra sono state un successo di partecipazione e democrazia da Nord a Sud, nelle grandi città, nei piccoli comuni, nel Lazio, insomma ovunque.  La Provincia di Latina si conferma di nuovo un’eccezione, ovviamente in negativo. Il dato a livello provinciale è a dir poco negativo, dalle primarie 2009 si sono persi quasi 10.000 elettori (-35%), passando da 27.745 elettori del 2009 a poco più di 18.000 di domenica scorsa.

Un crollo verticale che segna ancora una volta  l’arretratezza politica di un partito provinciale in crisi drammatica, che ha perso tutte le elezioni amministrative dell’ultimo biennio (…Aprilia, Cisterna, Terracina, Gaeta, Fondi,  Minturno, Latina, ect..) e non riesce ancora a risollevare la testa e anzi, sulla scorta di analisi lievemente lunari, non perde occasione per rovesciare la realtà e parlare addirittura di strepitoso successo di partecipazione alle primarie nella nostra provincia.

D’altronde i risultati del PD pontino del segretario Forte, purtroppo, non devono sorprendere troppo, in quasi tre anni gestione del partito,  ancora non siamo riusciti a definire uno straccio di strategia delle alleanze ne tantomeno un profilo politico comprensibile (più che riconoscibile) su temi fondamentali come gestione dell’acqua, dei rifiuti, delle infrastrutture, solo per fare qualche esempio. Un partito provinciale piegato su se stesso e incapace di mettersi in scia di un partito nazionale guidato da Bersani che diversamente ha saputo rinnovarsi e aprirsi con coraggio alla partecipazione democratica. Un PD quello di Bersani che  dimostra di avere le carte in regola per organizzare un campo di forze progressiste e civiche credibili e all’altezza di una sfida di Governo tra le più difficili della storia repubblicana.  Qui, in Provincia di Latina, non ci siamo, restiamo minoritari con vocazione alla marginalizzazione politica, bisogna cambiare tutto e in fretta.

Il PD abbandoni il culto della sconfitta in Provincia di Latina #3

Eh, siamo alla terza puntata.

Il PD in Provincia di Latina non riesce a presentarsi agli elettori come forza progressista e realmente alternativa al malgoverno del centrodestra sorretto, da più di dieci anni, dal triunvirato Fazzone-Cusani-Forte, perché oltre a non aver definito ancora un profilo politico chiaro, una bozza di programma e una vaga idea di politica delle alleanze,  ha preferito anche sacrificare sull’altare della salvaguardia di penosi equilibri correntizi, la risoluzione di alcune contraddizioni interne. Nodi politici, che il segretario provinciale Enrico Forte non sembra voler risolvere, ma che imbrigliano l’agire e danneggiano la credibilità di tutto il partito nella Provincia di Latina. In questo articolo di Latina-Oggi, molto duro, vengono, però, sollevate questioni reali e si vanno a toccare nervi scoperti del nostro partito in Provincia di Latina. Noi continuiamo e continueremo a chiedere tre semplici cose: Ricambio, Ricambio, Ricambio. Dei programmi, della visione, del modo di proporsi agli elettori, prima che delle persone. Perché, ad essere un problema, non è tanto l’età anagrafica di molti dirigenti, ma il loro metter se stessi, la loro occupazione degli spazi e del potere, prima del partito e del progetto politico per la nostra Provincia. Andare avanti così, sarebbe quasi un suicidio politico. Non vorrei, per il bene di tutti i democratici pontini, vederci costretti, tra qualche anno, a ricordare la segreteria di Enrico Forte come la gestione delle scissioni locali, delle sconfitte elettorali a ripetizione, del dimezzamento del gruppo consiliare provinciale, della perdita di credibilità su temi fondamentali, e così via.

C’è bisogno di cambiare, subito.  Di aprire una nuova fase politica, ora. Di uno scatto di reni, prima che sia troppo tardi.

Il PD abbandoni il culto della sconfitta in Provincia di Latina #2

L’UDC in Provincia di Latina è organico al PDL del Senatore Fazzone. Risulta complicato tracciare addirittura differenze minime e confini distinguibili tra le due forze politiche. Partiti con distanze sul piano nazionale apparentemente incolmabili, trovano invece nella nostra Provincia solidissimi punti di convergenza in nome di un sistema di potere collaudato e pericoloso. Come Partito Democratico, il nostro più grande limite è stato quello di non aver mai definito una politica provinciale delle alleanze, che non significa ridurre l’autonomia decisionale dei territori e dei circoli, ma definire quantomeno dei principi e dei punti programmatici comuni sul quale costruire in tutte le realtà della nostra Provincia un’alternativa credibile al malgoverno del PDL e dello stesso UDC di Michele Forte. Personalmente, non nascondo, che l’asse con l’UDC mi convince davvero poco, e, in Provincia di Latina, lo trovo al limite del suicidio politico. Ma questa mia convinzione vorrei discuterla nel Partito Provinciale, un tema così importante su cui  non esiste ancora una posizione ufficiale. Non aver costruito ancora un profilo politico chiaro sta portando il PD in Provincia di Latina sistematicamente a perdere elezioni amministrative ovunque, non sorprenda quindi nessun dirigente democratico e i vari De Marchis e Moscardelli se, nonostante il crollo nazionale, il PDL nel nostro territorio invece di arretrare, avanza. 27 Comuni amministrati su 33 nella nostra Provincia sono amministrati dal centrodestra, il nostro gruppo in consiglio provinciale negli ultimi 2 anni si è dimezzato, sono dati così desolanti, che avrebbe portato una qualsiasi classe dirigente politica degna di tal nome a mettersi in discussione e aprire una fase politica nuova. Invece, siamo ancora un partito di solisti, ostaggio di dirigenti che non vanno oltre la ricerca di visibilità personale e abilissimi a giustificare solo errori e sconfitte. Una sorta di “culto della sconfitta” che, purtroppo, non sembra turbare più di tanto la segreteria provinciale di Enrico Forte.  Infine, non devono neanche sorprendere, oltre misura, gli attacchi al nostro partito sulla vicenda Cusani del segretario provinciale dell’UDC. Perché, anche su una vicenda così grave, ci siamo mostrati contradditori e confusi. Emblema di questa nostra scarsa lucidità politica è sicuramente l’aver affidato, nelle ore in cui si raccoglievamo le firme in tutta la Provincia per chiedere le dimissioni di Cusani,  il ruolo di capogruppo provinciale del PD proprio all’artefice delle dichiarazioni di assoluzione politica di Cusani per la sua pesante condanna penale.  Un colpo alla credibilità politica di tutto il partito pontino, durissimo.

Schizofrenia Democratica

Raccogliamo le firme per chiedere le dimissioni di Cusani dopo la sua condanna penale in primo grado, ma in Consiglio Provinciale dichiariamo che: “Cusani dovrebbe dimettersi per il suo fallimento politico (ovvietà) e non per la sua vicenda giudiziaria (assurdità)”. Lievemente contraddittorio, ma non finisce qui, purtroppo. Il Consigliere democratico che ha rilasciato tali entusiasmanti dichiarazioni, da censurare senza se e senza ma, viene anche istantaneamente premiato e nominato capogruppo del PD in Consiglio Provinciale. Insomma, scelte politiche (per usare un eufemismo) un tantino schizofreniche. Dopodiché, se perdiamo credibilità politica e non riusciamo, nonostante il crollo nazionale del PDL e i disastri della destra nei tanti Comuni governati in terra pontina, a entrare in sintonia con l’elettorato della nostra Provincia non meravigliamoci più di tanto, per dire.

Il PD che Vorrei in Provincia di Latina

Analizzare le ragioni delle sconfitte di ieri e di oggi, superare personalismi, ricomporre le fratture, rinnovare azione politica, aprire alla società, ai movimenti e rilanciare il Partito Democratico a Gaeta e in tutta la Provincia di Latina. Da domani mi dedicherò a questo,  e sono convinto che in questa sfida sarò affiancato da tanti democratici disposti a rimboccarsi le maniche (per dirla alla Bersani) per costruire un PD vincente, anche in Provincia di Latina.

Il PD abbandoni il culto della sconfitta in Provincia di Latina

Leggendo le sue poco lucide dichiarazioni stampa , siamo preoccupati che il segretario provinciale Enrico Forte non abbia ben chiaro come impedire sul piano politico il reiterarsi , nell’imminente tornata amministrativa, dei pessimi risultati e  di alcuni disastri elettorali conseguiti  dal Partito Democratico, da lui guidato,  nelle precedenti  amministrative in Provincia di Latina. Il caso più eclatante è stato  sicuramente il risultato del Comune di Terracina, dove il partito provinciale,  in assenza di una guida politica autorevole di un Segretario Regionale eletto,  è riuscito nello straordinario risultato di portare il PD sotto il 10% dei consensi,  sostenendo scelte politiche insensate e  isolazioniste che hanno frantumato il partito locale e dissolto l’intera coalizione  di centrosinistra. Risultato, a Terracina,  il PD perde l’occasione storica di riconquistare il governo locale di una delle più importanti Città della nostra Provincia, spalancando il ballottaggio a 2 candidati Sindaco sostenuti da cartelli elettorali di centrodestra, in un Comune, peraltro, in cui la precedente Amministrazione Comunale di centrodestra si era caratterizzata per litigiosità, cattiva amministrazione e per aver portato l’Ente Comunale al fallimento, che tecnicamente è chiamato dissesto finanziario. Nell’ultima tornata amministrativa, il dato nazionale e il successo in moltissimi Comuni, confermavano  un deciso avanzamento del PD e del centrosinistra nei confronti delle destre in tutto il Paese, ma purtroppo il vento era cambiato da nord a sud della penisola, come ricordato in quei giorni dal Segretario Bersani, con l’unica e amara eccezione:  la Provincia di Latina. Ricordiamo al segretario Forte che nella prossima tornata amministrativa saranno chiamati a rinnovare la propria Amministrazione Comuni importati della nostra Provincia come  Gaeta, Minturno, Castelforte, San Felice e Sezze. In queste realtà registriamo un partito in affanno e diviso a causa della latitanza di una linea politica provinciale che, purtroppo,  non riesce ad andare  oltre l’annuncio di conferenze programmatiche tardive. Il PD provinciale ha de facto abbandonato a se stessi i circoli, non ha mai indicato uno straccio di direzione di marcia o chiarito omogenee politiche delle alleanze, non ha sostenuto la strada delle  primarie in nessun Comune, non ha posto  in essere alcuna azione di guida politica e di ricomposizione delle fratture interne al partito esistenti, soprattutto, in quelle realtà che si apprestano ad affrontare elezioni amministrative nelle prossime settimane. La situazione è al limite della sostenibilità, nei Comuni chiamati al voto nella prossima primavera, si passa da situazioni come Gaeta in cui il partito è frantumato e senza alleati, e,  dove sperare di raggiungere le percentuali conseguite nel 2011 a Terracina sembra addirittura una sfida improba; a realtà come Minturno in cui il PD conferma un’alleanza con l’UDC abdicando per l’ennesima volta a indicare un suo candidato e accettando come candidato uno dei più stretti collaboratori e delegati politici dell’attuale Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani; per finire a veri e propri tentativi  di  grandi coalizioni in salsa pontina, come a Castelforte,  in cui il candidato dovrebbe essere un esponente  locale dell’UDC  in un’alleanza lunare dove dovrebbe assumere un ruolo preponderante il PDL e il Partito Democratico dovrebbe invece essere relegato al mero ruolo di comprimario.

In conclusione, chiediamo al Segretario Forte di  ritrovare il coraggio politico necessario a decidere per il bene del partito, assumendo definitivamente  il ruolo di segretario di tutto il Partito Democratico e non solo di quella parte che l’ha sostenuto nella fase congressuale. D’altronde il Segretario Forte dovrebbe tenere ben presente anche i risultati emersi nelle recentissime  primarie regionali, il successo di Bachelet in Provincia di Latina e la sua vittoria nel Sudpontino  è chiara nei numeri e sarebbe auspicabile per lui che ne raccogliesse subito l’inequivocabile portata politica. Da parte nostra, siamo pronti al dialogo e al confronto interno, ma ribadiamo la nostra più assoluta indisponibilità ad avvallare scelte politiche suicide di cui il Segretario Provinciale si assumerà la totale responsabilità nei confronti degli elettori, dei militanti, degli iscritti e della neoeletta dirigenza regionale del Partito Democratico.

Scritto da Fabio Luciani – Cosmo Di Perna