Debiti pubblici, chi paga?

politici-cittadini-bancaLa ristrutturazione dei debiti pubblici sarà la discussione più importante dei prossimi 50 anni per l’occidente, per le principali economie del mondo. Gli Stati Uniti e tutte le economie del mondo in crescita con intelligenza e keynesianamente continuano a indebitarsi per fare investimenti e finanziare l’innovazione. La Germania ha deciso invece unilateralmente d’imporre in Europa una politica di rigore e rientro dal debito insostenibile, che ha trasformato l’UE nell’area economica più grande e depressa del mondo. La discussione del debito è poi impostata in maniera sbagliata, perché parziale. Si parla solo di tempi di rientro rispetto a un livello d’indebitamento fissato su una percentuale di rapporto con il PIL (60%, mi pare), per altro del tutto empirica come spesso accade per i parametri europei. Quello che manca alla discussione del debito è “IL CHI PAGA”, ovvero se questo debito (presto o tardi) devono pagarlo esclusivamente i cittadini, oppure possono e devono pagarlo anche le istituzioni finanziarie che speculandoci hanno guadagnato ed al tempo stesso moltiplicato il debito pubblico di un Paese. Questo è il punto, ineludibile. Parliamone, perché ci riguarda e tanto.

Espertoni del Debito Greco

debito grecoHo letto in giro un treno merci di cavolate sul debito della Grecia. Allora, provo a spiegare a questi scienziati improvvisati della finanza come sono andate davvero le cose. Le banche tedesche e francesi a partire dai primi anni duemila comprarono Titoli di Stato Greci a go-go, motivo semplice: considerati quasi junk bond (titoli spazzatura) dalle agenzie di rating rendevano un interesse alto e crescente. Queste simpatiche banche incassarono negli anni successivi interessi altissimi ogni anno e quota-parte del capitale prestato. Nel 2009 la Grecia era quasi tecnicamente fallita e aveva pure i conti pubblici truccati, come sapete, e l’Europa invece d’intervenire subito decise di traccheggiare qualche anno ancora, prima di decidere finalmente per un piano di salvataggio tardivo, punitivo ed insostenibile sia socialmente che economicamente per la Grecia. Al contrario, il piano di salvataggio europeo per le banche tedesche e francesi fu una vera manna dal cielo, in quanto dopo aver incassato interessi da capogiro rientrarono pure del capitale investito, che gli venne rimborsato quasi totalmente e con soldi pubblici dagli Stati europei. Tutto chiaro? Posso sempre provare coi cartelli, se sfugge ancora qualcosa a questi espertoni di finanza citati in premessa.