Il PD abbandoni il culto della sconfitta in Provincia di Latina #3

Eh, siamo alla terza puntata.

Il PD in Provincia di Latina non riesce a presentarsi agli elettori come forza progressista e realmente alternativa al malgoverno del centrodestra sorretto, da più di dieci anni, dal triunvirato Fazzone-Cusani-Forte, perché oltre a non aver definito ancora un profilo politico chiaro, una bozza di programma e una vaga idea di politica delle alleanze,  ha preferito anche sacrificare sull’altare della salvaguardia di penosi equilibri correntizi, la risoluzione di alcune contraddizioni interne. Nodi politici, che il segretario provinciale Enrico Forte non sembra voler risolvere, ma che imbrigliano l’agire e danneggiano la credibilità di tutto il partito nella Provincia di Latina. In questo articolo di Latina-Oggi, molto duro, vengono, però, sollevate questioni reali e si vanno a toccare nervi scoperti del nostro partito in Provincia di Latina. Noi continuiamo e continueremo a chiedere tre semplici cose: Ricambio, Ricambio, Ricambio. Dei programmi, della visione, del modo di proporsi agli elettori, prima che delle persone. Perché, ad essere un problema, non è tanto l’età anagrafica di molti dirigenti, ma il loro metter se stessi, la loro occupazione degli spazi e del potere, prima del partito e del progetto politico per la nostra Provincia. Andare avanti così, sarebbe quasi un suicidio politico. Non vorrei, per il bene di tutti i democratici pontini, vederci costretti, tra qualche anno, a ricordare la segreteria di Enrico Forte come la gestione delle scissioni locali, delle sconfitte elettorali a ripetizione, del dimezzamento del gruppo consiliare provinciale, della perdita di credibilità su temi fondamentali, e così via.

C’è bisogno di cambiare, subito.  Di aprire una nuova fase politica, ora. Di uno scatto di reni, prima che sia troppo tardi.

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Il PD abbandoni il culto della sconfitta in Provincia di Latina #2

L’UDC in Provincia di Latina è organico al PDL del Senatore Fazzone. Risulta complicato tracciare addirittura differenze minime e confini distinguibili tra le due forze politiche. Partiti con distanze sul piano nazionale apparentemente incolmabili, trovano invece nella nostra Provincia solidissimi punti di convergenza in nome di un sistema di potere collaudato e pericoloso. Come Partito Democratico, il nostro più grande limite è stato quello di non aver mai definito una politica provinciale delle alleanze, che non significa ridurre l’autonomia decisionale dei territori e dei circoli, ma definire quantomeno dei principi e dei punti programmatici comuni sul quale costruire in tutte le realtà della nostra Provincia un’alternativa credibile al malgoverno del PDL e dello stesso UDC di Michele Forte. Personalmente, non nascondo, che l’asse con l’UDC mi convince davvero poco, e, in Provincia di Latina, lo trovo al limite del suicidio politico. Ma questa mia convinzione vorrei discuterla nel Partito Provinciale, un tema così importante su cui  non esiste ancora una posizione ufficiale. Non aver costruito ancora un profilo politico chiaro sta portando il PD in Provincia di Latina sistematicamente a perdere elezioni amministrative ovunque, non sorprenda quindi nessun dirigente democratico e i vari De Marchis e Moscardelli se, nonostante il crollo nazionale, il PDL nel nostro territorio invece di arretrare, avanza. 27 Comuni amministrati su 33 nella nostra Provincia sono amministrati dal centrodestra, il nostro gruppo in consiglio provinciale negli ultimi 2 anni si è dimezzato, sono dati così desolanti, che avrebbe portato una qualsiasi classe dirigente politica degna di tal nome a mettersi in discussione e aprire una fase politica nuova. Invece, siamo ancora un partito di solisti, ostaggio di dirigenti che non vanno oltre la ricerca di visibilità personale e abilissimi a giustificare solo errori e sconfitte. Una sorta di “culto della sconfitta” che, purtroppo, non sembra turbare più di tanto la segreteria provinciale di Enrico Forte.  Infine, non devono neanche sorprendere, oltre misura, gli attacchi al nostro partito sulla vicenda Cusani del segretario provinciale dell’UDC. Perché, anche su una vicenda così grave, ci siamo mostrati contradditori e confusi. Emblema di questa nostra scarsa lucidità politica è sicuramente l’aver affidato, nelle ore in cui si raccoglievamo le firme in tutta la Provincia per chiedere le dimissioni di Cusani,  il ruolo di capogruppo provinciale del PD proprio all’artefice delle dichiarazioni di assoluzione politica di Cusani per la sua pesante condanna penale.  Un colpo alla credibilità politica di tutto il partito pontino, durissimo.

Schizofrenia Democratica

Raccogliamo le firme per chiedere le dimissioni di Cusani dopo la sua condanna penale in primo grado, ma in Consiglio Provinciale dichiariamo che: “Cusani dovrebbe dimettersi per il suo fallimento politico (ovvietà) e non per la sua vicenda giudiziaria (assurdità)”. Lievemente contraddittorio, ma non finisce qui, purtroppo. Il Consigliere democratico che ha rilasciato tali entusiasmanti dichiarazioni, da censurare senza se e senza ma, viene anche istantaneamente premiato e nominato capogruppo del PD in Consiglio Provinciale. Insomma, scelte politiche (per usare un eufemismo) un tantino schizofreniche. Dopodiché, se perdiamo credibilità politica e non riusciamo, nonostante il crollo nazionale del PDL e i disastri della destra nei tanti Comuni governati in terra pontina, a entrare in sintonia con l’elettorato della nostra Provincia non meravigliamoci più di tanto, per dire.

Cronistoria del Caso Fondi

Vi segnalo un’interessante ricostruzione della vicenda….
Fonte: http://www.ilgrido.eu

Circa 1 anno fa, una città della Provincia di Latina era salita agli onori della cronaca nazionale per una delle tante vicende di collusione tra criminalità organizzata e istituzioni che, purtroppo, sono ormai una parte integrante della nostra Italia. Non passa anno che nel nostro Paese non si sciolgano Comuni per infiltrazioni criminali.
Ci si viene da chiedere perchè, tra tante amministrazioni sciolte nel silenzio di televisioni e stampa, Fondi ha invece avuto un ruolo. Cosa aveva questo Comune del sud-pontino di così speciale da far chiacchierare per mesi l’Italia? Inoltre, non stiamo parlando di una città la cui amministrazione è stata sciolta.
Meglio fare un piccolo riassunto: nel luglio 2009 Riccardo Izzi, ex assessore del Comune di Fondi, viene arrestato. Dalla sua bocca escono le prime parole riguardo una collusione tra amministrazione comunale e criminalità organizzata avente il suo centro nel mercato ortofrutticolo comunale, il più grande in Italia e tra i primi in Europa. La Procura di Latina avvia così l’inchiesta che prenderà il nome di “DAMASCO 2”. Ciò che ne esce è sconcertante: Fondi per anni è stata governata da un centrodestra – ‘ndrine (la famiglia Tripodo negli ultimi anni si è radicata nella Provincia pontina)…..Continua la lettura

A Fondi era Mafia

L’ho più volte denunciato pubblicamente. Anche dai banchi del Consiglio Comunale di Gaeta. Pensavo che fosse mio dovere politico ed istituzionale sollecitare un dibattito sull’emergenza legalità in Provincia di Latina e sulle gravi infiltrazioni del Comune di Fondi tracciate in quasi 1000 pagine nelle relazioni di 2 commissioni d’accesso nominate dall’exPrefetto di Latina Bruno Frattasi. E’ inutile ricordare che dai consiglieri comunali del centrodestra sono stato tacciato più volte di parlare di aria fritta e di cose non attinenti la Città di Gaeta. Insomma, il problema per loro non sussiteva o comunque non ci riguardava, come se Fondi fosse in Provincia di Caltanissetta e non a pochi chilometri da Gaeta. Un centrodestra che, come ampiamente noto, non ha mai profuso un grande impegno a difesa della legalità nella nostra Provincia (per usare un eufemismo) cercava di  minimizzare, o addirittura acussava l’exPrefetto Frattasi e le commissioni d’accesso di essere “Pezzi deviati dello Stato“. Una cosa vergognosa, che in questo caso diventa indegna, perchè a pronunciare la frase incriminata è stato l’attuale Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. Sulla vicenda, e per lo sdegno che ho provato leggendo le sue inaccettabili dichiarazioni, ho deciso di presentare un ordine del giorno per censurare Cusani (che riporto integralmente). Detto ciò, oggi sarei curioso di conoscere cosa pensa Cusani dei 110 anni di condanne per Damasco 2 (articolo corriere QUI). E la domanda che gli farei è la seguente: “Allora, presidente, era o non era mafia a Fondi?”


PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GAETA

SEDE

Gaeta, lì_25/01/2010

Oggetto: Proposta di Ordine del Giorno ai sensi dell’art. 32 del Regolamento del Consiglio Comunale.

Il sottoscritto Consigliere Comunale propone l’inserimento e la trattazione, ai sensi dell’art. 32 del Regolamento del Consiglio comunale vigente, del presente Ordine del Giorno

Ordine del Giorno

Il Consiglio Comunale di Gaeta

Provincia di Latina

premesso che

Nel mese di Ottobre del 2009 il Consiglio dei Ministri ha assunto la decisione di soprassedere allo scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazione mafiose ai sensi dell’art. 143 del T.U.E.L, procedendo diversamente a seguito delle dimissioni della maggioranza dei Consiglieri Comunali al commissariamento ordinario dell’Ente ai sensi dell’Art. 141 del Tuel.

L’abnormità della decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, che respinge la proposta di scioglimento avanzata dal Ministro degli Interni dell’Attuale Governo, rappresenta per tutto il Paese un precedente gravissimo in materia di contrasto dello Stato alle infiltrazioni criminali e al condizionamento mafioso delle Amministrazioni Locali.

considerato che

Il lavoro delle due Commissione di Accesso istituite presso il Comune di Fondi tratteggiano chiaramente una fitta ragnatela di rapporti che, nel tempo, è venuta a delinearsi tra soggetti di sicuro spessore criminale, come attestano acquisizioni testimoniali e deposizioni giudiziali in procedimenti già celebratisi;

Dalla lettura degli atti delle due Commissioni di Accesso appare ancora più imbarazzante e tediosa la difesa a oltranza della Amministrazione Comunale di Fondi che da più di un anno è portata avanti dal Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani.

Sin dal giorno dell’istituzione della prima Commissione di Accesso nominata dal ex- Prefetto di Latina Dott. Bruno Frattasi presso il Comune di Fondi, che il Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani porta avanti un inusitato tentativo di delegittimazione a mezzo stampa del lavoro svolto dalla stesso Prefetto e parimenti dalle stesse Commissioni di Accesso.

Preso Atto che

dopo l’ennesimo inaccettabile attacco pubblico realizzato nel corso di una trasmissione di approfondimento politico andata in onda di recente su un importante emittente televisiva locale, Il Presidente della Provincia di Latina Cusani ha affermato che dietro il lavoro del Prefetto Frattasi e delle Commissioni di Accesso che hanno investigato per mesi sull’Amministrazione Comunale di Fondi si celerebbe la manovra di pezzi deviati dello Stato, di parlamentari ed esponenti locali del suo stesso partito politico. Annunciando altresì, non si comprende bene con quale autorità, di lavorare alla costruzione di un dossier contro il ex-Prefetto di Latina Bruno Frattasi.

visto che

in ottica locale, come affermato anche da rappresentanti sindacali delle forze di polizia attraverso un comunicato stampa ufficiale, le dichiarazioni recenti del Presidente della Provincia di Latina Cusani contro la Commissione d’accesso prefettizia, l’ex Prefetto di Latina Bruno Frattasi e i tanti operatori che hanno svolto le indagini, sul caso Fondi, aprono uno scenario a dir poco preoccupante, anche perché definire “pezzi deviati dello Stato” chi continua a combattere le mafie, e il più delle volte ci lascia la vita, è ignobile, soprattutto se tali dichiarazioni provengono da chi rappresenta un Ente dello Stato, come la Provincia.

considerato che

è necessario che le istituzioni in Provincia di Latina, esprimano un forte dissenso rispetto a dichiarazioni che tentano di indebolire la credibilità di fondamentali istituzioni del nostro ordinamento democratico, testimoniando anche con atti formali la volontà di difendere l’onorabilità di chi combatte in prima linea la dura battaglia contro la criminalità organizzata e l’illegalità nel nostro territorio.

esprime

la totale ed incondizionata solidarietà a tutti i membri delle due Commissione di Accesso e all’ex Prefetto Bruno Frattasi per il lavoro svolto a difesa della legalità nel nostro territorio. Diversamente, si conferma la ferma censura della Città di Gaeta nei confronti del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani per le sue inqualificabili frasi volte a screditare Istituzioni e servitori dello stato da sempre impegnati nella straordinaria opera di contrasto dell’illegalità.

 

Contabilità Creativa e Costi Inutili dell’Amministrazione Cusani

Le Province andrebbero abolite tutte e subito. La costituzione si può cambiare in 6 mesi e non servono certo 3 anni di confronto parlamentare per capire come ridistribuire competenze e funzioni. La Provincia di Latina sul tema “abolizione” meriterebbe, senza alcun dubbio, una corsia preferenziale.

Artifizi contabili, assunzioni irregolari, premialità del personale a pioggia, finanziamenti opachi e sforamento del Patto di Stabilità occultato per 5 anni. È quello che emerge dalla relazione degli Ispettori della Ragioneria dello Stato, che hanno indagato sui conti e sulle (pessime) pratiche amministrative della Provincia di Latina. Non aggiungo altro, ma in momento in cui la crisi morde le tasche degli italiani e la speculazione internazionale si abbatte sul nostro debito pubblico, il quadro che emerge dalle anticipazioni pubblicate da LatinaOggi mette a nudo l’indecenza di un Ente (inutile) asservito solo al sistema di potere politico del centrodestra.

Gaeta perde la Bandiera Blu e Cusani esulta

Gaeta non avrà per il 2011 la Bandiera Blu. Le indiscrezioni giornalistiche molto probabilmente troveranno conferma ufficiale nelle prossime ore.
La bandiera Blu fa parte di quei riconoscimenti di cui si riscopre l’importanza solo quando vengono meno. Nessuno, compreso il sottoscritto, vuole minimizzare sulla questione, sfoggiando  magari le armi classiche della demagogia, dello scarica barile e del rimpallo delle responsabilità. Cercare il capro espiatorio è uno sport che non ho mai praticato e quando, anche a scuola, c’erano da prendere le “bacchettate sulle mani”, non mi sono mai tirato indietro. Non ho quindi difficoltà a riconoscere, che l’Amministrazione Comunale di Gaeta ha le sue responsabilità politiche. Abbiamo perso la Bandiera Blu, come ricordato anche dal Sindaco Raimondi, per non aver  raggiunto il livello minimo di raccolta differenziata dei rifiuti stabilito dall’organizzazione internazionale FEE (Foundation for Environmental Education). Il parametro minimo previsto era il 10% per la raccolta differenziata, Gaeta si dovrebbe esser  fermata intorno al 9,5%. Il caso De Vizia, il cambio di assessore competente e qualche disattenzione di troppo hanno pesato probabilmente sulla perdita della Bandiera Blu. È evidente che una seria riflessione  e il rilancio di  più efficaci politiche ambientali debbano essere delle priorità per l’Amministrazione Comunale.

Fatta una doverosa autocritica, però lasciatemi dire che risultano invece sconcertanti le dichiarazioni rilasciate ai giornali dall’Assessore Provinciale all’Ambiente Gerardo Stefanelli, che parla in maniera penosa di “clamorosa sconfitta per l’amministrazione comunale”. Mi chiedo se sia possibile che un rappresentante delle Istituzioni, e nello specifico l’Assessore all’Ambiente della Giunta Cusani, possa quasi rallegrarsi per la perdita di un riconoscimento importante per il turismo di tutta la Provincia di Latina. Invece di fare bassa polemica politica, pensi l’amministrazione Cusani a fare la sua parte. Siamo tra le Province d’Italia a maggiore vocazione turistica e non abbiamo neanche un assessore provinciale al ramo, abbiamo la gestione più scandalosa ed inefficiente d’Italia del servizio idrico integrato e siamo infine tra le province d’Italia che investe meno in promozione turistica: lo stanziamento 2011 approvato dalla Giunta Cusani per questa voce è meno dell’1% bilancio provinciale.

Visti i dati, un consiglio: evitiamo le banali strumentalizzazioni politiche, piuttosto iniziamo a lavorare insieme per migliorare la qualità e l’attrattivita’ turistica del nostro territorio.

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Economia Pontina, per la valorizzazione dei siti industriali dismessi non bastano ricerche universitarie…

«il recupero e la valorizzazione dei siti industriali dismessi rappresenta una grande opportunità per il rilancio dell’economia pontina, sono quindi da valutare positivamente tutte le iniziative politiche ed istituzionali che vanno in questa direzione. È altrettanto vero che, se oggi, ci troviamo ancora nella necessità di proporre studi preliminari per il censimento e la catalogazione di queste aree, ciò certifica anche l’inerzia politica e i pesanti ritardi accumulati in questi anni dall’Amministrazione Provinciale del Presidente Cusani». Così in una nota Fabio Luciani, Consigliere Comunale e Responsabile Provinciale per lo Sviluppo Economico del Partito Democratico, commenta l’iniziativa recente dell’Assessore Provinciale Silvio D’Arco sul tema della riqualificazione delle aree industriali dismesse presenti in Provincia di Latina.
Spiega Fabio Luciani – «Lo studio realizzato dal Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUIEM) rappresenta probabilmente un documento interessante, ma sconta di un’impostazione di fondo sbagliata e superficiale, che ha visto l’esclusione e il mancato coinvolgimento diretto delle forze socioeconomiche del nostro territorio e soprattutto delle Amministrazioni Locali in cui tali aree industriali dismesse sono localizzate. Il risultato dello studio condotto sarà sicuramente ineccepibile da un punto di vista accademico, ma rischia di trasformarsi, per la mancata partecipazione di tutti i soggetti Istituzionali di riferimento, in un esercizio teorico fine a se stesso» – continua Luciani – «Le Istituzioni nel loro complesso devono garantire processi trasparenti e concreti, la collaborazione tra enti pubblici, sindacati e sistema imprenditoriale è fondamentale se si vogliono produrre progetti di riqualificazione industriale che puntino realmente ad uno sviluppo economico sostenibile e ad una rigenerazione urbanistica di qualità dei territori interessati».
Conclude Luciani, citando un esempio recente e concreto di recupero di un’area industriale dismessa – «il Protocollo d’intesa firmato dal Consorzio Sviluppo Industriale Sud Pontino, ENI spa e Comune di Gaeta è la dimostrazione positiva, che al di là della produzione di altisonanti studi accademici, quando le Istituzioni pubbliche trovano comunione d’intenti, dal confronto con il sistema imprenditoriale si ottengono risultati molto positivi. Nel caso specifico, le istituzioni coinvolte hanno messo nero su bianco un progetto di riqualificazione di un’area industriale di circa 250.000 mq, riuscendo nell’opera straordinaria di tenere insieme l’esigenze di recupero ambientale e urbanistico della Città di Gaeta con gli obiettivi economici di attrazione e creazione di nuove opportunità di investimento sul territorio».