Arcivescovo Gaeta non perde occasione di esibire sua influenza (poco spirituale)

L’Arcivescovo non perde occasione per mostrare ed esibire alla Città la sua influenza sulla politica gaetana. Più che distitinti e distanti, la sua presenza avvalora, a mio avviso, la vox populi di una sua vicinanza (non solo spirituale) all’Amministrazione Comunale di destra e al neo Sindaco Mitrano. Mi concedo un consiglio non comunale, ma personale. Se fossi stato nel Sindaco Mitrano e nella sua maggioranza per consentire all’Arcivescovo di portare i suoi auguri di buon lavoro avrei optato per convocare un Consiglio Comunale ad hoc . Presenziare e intervenire al primo consiglio comunale, per intenderci quello dell’insediamento, in cui peraltro si dovevano votare cariche importanti dell’Assise Comunale, mi pare quantomeno una scelta poco opportuna.

Per gli immigrati servono i forni: Petizione online per chiedere le dimmissioni del Consigliere Aicardi (LegaNord)


Per gli immigrati “servono i forni”.
Ne è convinto Mauro Aicardi, il consigliere comunale leghista di Albenga (Savona), che ha condiviso il pensiero-choc all’interno di un gruppo su Facebook.
Oltre che una gravissima offesa per noi Immigrati liguri che studiamo e lavoriamo onestamente in Liguria e in Italia contribuendo così ad una cultura multietnica ed europea e di reciproco Rispetto, questa frase del Consigliere comunale leghista di Albenga esprime un esplicito e profondo disprezzo e l’istigazione razziale nei nostri confronti, per questo motivo chiediamo le immediate dimmissioni di Mauro Aicardi dal Comune di Albenga…

Io ho Firmato, chi non firma è un Trota (scherzo!), ma fatelo anche voi…
QUI per Firmare la Petizione online

Approvazione Protocollo ENI, le 8 ore di Consiglio Comunale

Leggendo le loro dichiarazioni sulla stampa i cittadini hanno avuto l’impressione che i consiglieri di opposizione del PDL fazzoniano avessero fornito un contributo positivo in Consiglio Comunale. In realtà, ci hanno fatto solo perdere tempo e il loro voto, anche se importante, non è stato determinante. La maggioranza aveva i numeri per approvare il protocollo, e anzi abbiamo dovuto affrontare un opposizione che ha cercato di far saltare la seduta, approfittando anche delle temporanee assenze tra le fila di maggioranza dovute a esigenze di tipo fisiologico. La politica a Gaeta, purtroppo, si fa pure con queste raffinate tecniche di ostruzionismo anglosassone. Ma più che la PDL fazzoniana, il principale oppositore del Protocollo Eni è stato l’UDC, che come avrete modo di leggere sui miei Tweet scritti nel corso della seduta consigliare è l’assoluta protagonista, in negativo.

Di sotto la cronistoria by twitter del consiglio comunale del 12 Maggio

1. l’opposizione guidata dal UDC fa le barricate, presentate un fiume di eccezioni risibili
2. Stiamo votando l’ultima eccezione dell’opposizione, poi finalmente si potrà aprire la seduta consiliare
3. Bocciate tutte le eccezioni si apre la seduta, la maggioranza sta dimostrando grande compattezza
4. Prima di passare alla ratifica del proto dobbiamo prendere atto della variante al PRG Consortile
5. Pausa dei lavori consiliari per tenere un inutile conferenza dei capigruppo
6. I lavori consiliari stanno per riprendere, l’opposizione da segni di cedimento
7. L’UDC impedisce le riprese televisive, un atto contro il la libertà d’informazione.
8. L’opposizione stanca e frantumata lascia solo l’UDC nell’azione di becero ostruzionismo
9. Primi interventi sul punto, il voto storico si avvicina
10. L’UDC pensa che l’ENI sia affidabile quanto l’azienda quagliarulo di Roccasecca. Assurdo!!
11. Consiglio Comunale APPROVA!!! Un po’ stanco, ma entusiasta di aver contribuito a scrivere una pagina storica x Gaeta!

Verifica di Maggioranza, il confronto è sui programmi

Spero di non offendere la suscettibilità di nessuno evocandola pubblicamente. Ma la “verifica di maggioranza” a Gaeta c’è, è in corso e penso che sia peraltro necessaria per rilanciare la nostra azione amministrativa e politica.
Al di là delle polemiche e dei retroscena fantasiosi svelati da alcuni giornali locali, in questa verifica si sta parlando di problemi della Città, di opportunità di sviluppo, di priorità, di progetti e non di poltrone, strapuntini e incarichi. È evidente che la maggioranza sia attraversata da qualche sussulto, ma i nodi da sciogliere sono di tipo politico-programmatico e non sono per fortuna risolvibili applicando il “manuale cencelli”.
Di una verifica politica avevamo bisogno, e inutile nasconderlo. La maggioranza attuale aveva la necessità di consolidarsi intorno ad un programma di fine mandato condiviso. Sia chiaro, avere una maggioranza coesa non significa averla necessariamente ampia in termini numerici. Avere 19 consiglieri comunali su 20 senza un programma condiviso, serve a poco. Meglio numeri un po’ più risicati, ma avere maggiore comunità d’intenti e soprattutto un programma scritto nel bronzo .
Chiudo con un auspicio. Spero che il confronto interno alla maggioranza sia proficuo, ma che finisca anche presto. Confrontarsi, ma poi decidere. Quando la discussione diventa religione, si perde il buon senso e con esso le possibilità di cambiamento della nostra Città. Siamo stati eletti per innovare e governare, per chi vuole galleggiare a pochi chilometri da Gaeta c’è sempre un bellissimo acquapark.

Protocollo ENI, le 6 illusioni di SEL Gaeta

Se quelle dei compagni di SEL fossero proposte realizzabili le sottoscriverei tutte, senza esitare un secondo. Ma penso che le proposte di SEL Gaeta siano, purtroppo, più una raccolta di illusioni che una “serie fortunata” di proposizioni politiche concrete.

Le 6 Proposte di SEL.

Proposta 1: lo smantellamento dell’intero deposito di Arzano

Domande: Nel piano industriale di ENI è prevista la dismissione di tale deposito? Il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione, la Provincia, il Consorzio Industriale o altro Ente preposto hanno mai valutato almeno la fattibilità dello smantellamento dell’intero deposito Arzano? Quanto costa smantellare e quale sarebbe la località d’italia in cui costruire il nuovo deposito? Chi paga lo smantellamento? Sono disponibili finanziamenti pubblici per lo smantellamento e la costruzione di un nuovo deposito altrove? Si è tenuto conto della normativa nazionale sulle scorte obbligatorie in materia di idrocarburi?

Proposta 2: la revisione degli strumenti urbanistici sull’intera area con connessa riduzione degli indici edilizi;

Domande: Di quanto bisognerebbe ridurre gli indici edilizi? L’intendimento è positivo, ma la proposta concreta è?

Proposta 3: il ritorno al Comune della pianificazione urbanistica sull’area in oggetto;

Domande: Nel protocollo è scritto che il Comune parteciperà alla redazione del piano particolareggiato, non basta? È necessario per far ciò obbligatoriamente espropriare l’ENI di una sua proprietà e il Consorzio Industriale della sua competenza sull’area?

Proposta 4: la cessione al Comune di parte consistente di tale area quale standard urbanistico per la realizzazione di insediamenti pubblici di interesse generale;

Domande: Ma per realizzare degli insediamenti pubblici il Comune deve essere necessariamente proprietario dei terreni? La cessione delle aree di proprietà dell’ENI a favore del Comune sarebbe a titolo gratuito? l’ENI società quotata in borsa potrebbe accettare? I piccoli azionisti e il principale azionista (il ministero del tesoro) sono d’accordo? Tremonti qualcuno l’ha sentito?

Proposta 5: il rifiuto del potenziamento delle attività di deposito di idrocarburi, mantenendo a Casalarga soltanto quelle attività legate al basso Lazio e al nord della Campania;

Domande: Il Consiglio Comunale con propria delibera dovrebbe quindi rideterminare il piano nazionale di approvvigionamento e stoccaggio idrocarburi dell’ENI?

Proposta 6: la chiusura in tempi certi del pontile petroli di Porto Salvo e la fine della servitù petrolifera del Golfo.

Domande: Nel protocollo sottoscritto l’ENI dichiara la sua disponibilità ad una riallocazione dell’attracco delle navi per i rifornimenti dei propri depositi, Non Basta? Cosa dovrebbe fare il Comune? Recapitare all’ENI un avviso di sfratto dall’attuale Pontile Petroli o spingersi fino a far firmare al Sindaco un’ordinanza per vietare l’attracco delle petroliere in tutta l’area del Golfo di Gaeta?

Gaeta, Missione Compiuta: “La Maggioranza si Dimette”

Accolto finalmente l’appello lanciato dalle pagine del mio blog.

Apprendo con grande soddisfazione dalla stampa che, questa mattina, i miei colleghi di maggioranza hanno protocollato le loro dimissioni dalle commissioni consiliari. Adesso la grave situazione di illegittimità democratica è a totale carico della minoranza, non hanno più alibi. Le dimissioni rappresentano un elemento di chiarezza, evidentemente chi non si è dimesso non fa parte dell’attuale maggioranza consiliare.

Il Consiglio Comunale di Gaeta è composto da 20 consiglieri comunali+il Sindaco, e l’attuale maggioranza può contare su 11 consiglieri + il Sindaco, la minoranza di conseguenza è ufficialmente composta da 9 consiglieri comunali.
Sempre dai giornali di oggi apprendo invece che illuminati consiglieri comunali di opposizione continuano a negare la necessità istituzionale di rideterminare le commissioni consiliari, non ravvisando alcuna anomalia nella loro composizione. Tutto in politica è opinabile, ma le proporzioni matematiche in questo caso ci aiutano a capire la pretestuosità e l’infantilismo di certe dichiarazioni.
Facciamo chiarezza.
La situazione delle commissioni consiliari di Gaeta prima delle dimissioni dei membri di maggioranza era la seguente:
Commissione Bilancio = membri maggioranza (2) — membri minoranza (5)
Commissione Urbanistica= membri maggioranza (3) — membri minoranza (3)
Commissione Attività Produttive= membri maggioranza (5) — membri minoranza (2)
Commissione Cultura e Servizi Sociali= membri maggioranza (3) — membri minoranza (4)
Commissione Controllo e Garanzia = membri maggioranza (1) — membri minoranza (3)

Nessun commento, rimetto a voi lettori ogni giudizio.

Commissioni Consiliari Gaeta, Consiglieri di Maggioranza Perché non vi Dimettete?

il Cittadino che assume responsabilità amministrative deve dare il buon esempio, dovrebbe agire ispirandosi  costantemente a  valori etici comunemente riconosciuti e sentirsi addosso la responsabilità di fornire alla collettività  modelli comportamentali positivi.  A Gaeta ho provato a dare un piccolissimo buon esempio. Dopo mesi di confronto interno e un’infinità di discussioni di maggioranza, ho deciso insieme ad un altro consigliere di maggioranza  di protocollare le dimissioni dalle commissioni consiliari. Come al solito, ci siamo trovati davanti una situazione dove tutti i consiglieri di maggioranza si dichiaravano pronti a dimettersi nel caso in cui le condizioni antidemocratiche e di gravissima illegittimità funzionale presenti nelle commissioni consiliari  non fossero cessate. Sono passati mesi senza che si decidesse nulla, una sorta di “lassaiz faire”  in salsa gaetana. Durante questa sorta di periodo neoliberista, qualche collega di maggioranza si era inconsciamente convinto, forse,  di un intervento  della famosa “mano invisibile” di Adam Smith.  La mano invisibile evidentemente non ha operato  e le condizioni di profonda precarietà democratica delle commissioni si sono aggravate. A rendere la situazione sempre più insostenibile e imbarazzante sono sopraggiunti ulteriori rimescolamenti nei gruppi consiliari e traslochi dalla maggioranza verso l’opposizione di singoli consiglieri.  Le condizioni peggiorano, qualcuno si sarebbe aspettato, per ovvia coerenza, la trasformazione delle dichiarazioni d’intenti in dimissioni reali dei consiglieri di maggioranza, e invece no, sono iniziati i distinguo e a echeggiare formule barocche incomprensibili del tipo: “ se non sono d’accordo tutti, non possiamo dimetterci”. Evito per carità cristiana di commentare, ma penso che un’intera maggioranza non possa far finta di non vedere una situazione di oggettiva illegittimità democratica che offende, prima che le istituzioni della repubblica, l’intelligenza di ognuno di noi. Chiudo, facendo un accorato appello ai consiglieri di maggioranza, che ancora tentennano,  di rassegnare nei prossimi giorni le proprie dimissioni dalle commissioni consiliari. È giusto che si sappia, che molti di loro vivono con sofferenza la situazione, e penso che non accetteranno di passare, come “poltronisti dell’ultima ora”,  per colpa di qualche collega di maggioranza politicamente ottuso e miope.

Lista dei Consiglieri di cui si attendono le dimissioni:

1) Valerio Vaudo
2) Rosario Cienzo
3) Daniele Paone
4)Fabrizio Ciccariello
5)Corrado Sacconi
6)Domenico Guerra
7)Marina Costabile