Opere Inutili a scoppio ritardato

AutostradaA distanza di due anni, con il consueto ritardo cosmico, sorprende che addirittura Stefano Petrucci Presidente di Ance Lazio (udite, udite, i costruttori) – riconosce l’inadeguatezza e il superamento della progettualità prevista per la Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone. Opere sproporzionate nelle risorse ed agganciate ad un modello di sviluppo tanto sbagliato quanto duro a morire.

Nel Luglio 2012 rilasciai queste dichiarazioni, che confermo oggi parola per parola….

“Le ingenti risorse destinate alla loro realizzazione dovrebbero trovare una migliore destinazione. La viabilità va vista sempre con una progettualità complessiva dell’intero territorio e non con interventi francobollo che rischiano di aumentare i problemi piuttosto che risolverli. Spendere 3 miliardi di euro per trasformare la sola Pontina in autostrada a pagamento è un idea superata e inutile per il miglioramento della viabilità. Sono altre le priorità e i progetti da mettere in cantiere per favorire sicurezza stradale e localizzazione imprese. Non è con le autostrade a pagamento che si risollevano le sorti di un territorio, ma piuttosto con autostrade informatiche che consentano di creare sviluppo nel tessuto economico grazie alle reti infrastrutturali a banda larga affiancate ad interventi capillari di messa in sicurezza della viabilità esistente. Ulteriore consumo di suolo, peraltro in aree di pregio da un punto di vista ambientale e naturalistico, come ad esempio quelle attraversate dalla bretella Valmontone-Cisterna, non potrà che degradare ancor di più un territorio che, negli anni, ha ricevuto dalle istituzioni locali ben poca attenzione da un punto di vista della propria tutela e conservazione”.

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Così parte il riscatto

Innovativo nel format, nei contenuti. Giovane, giovanissimo, perché organizzato da una cooperativa sociale di under 25. È il primo nel Lazio. Che aggiungere, niente, se non invitarvi a partecipare, diffondere e visitare per tutte le info http://www.campoantimafia.org

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Per cambiare tutto, ricambio totale.

Un rinnovamento di cui non può farsi carico solo il PD, ma serve il contributo generoso di tutta la coalizione. Esentati solo i radicali, of course!Rinnovamento_La Provincia_FL_Dic2012

Regione Lazio, polverizzato il diritto allo studio

regione_lazio1Nel Lazio i tagli orizzontali all’università realizzati dalla Gelmini e non temperati dall’attuale Governo dei tecnici, sono stati sicuramente anche aggravati da una Giunta Polverini insensibile al tema e in tutt’altre faccende affaccendata.

Il diritto allo studio è un diritto fondamentale sancito dal comma 3 e 4 dell’art. 34 della Costituzione, che affermano: « I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».

Le responsabilità della Regione Lazio sono oggettive, basti pensare che Il fondo per il diritto allo studio viene erogato dal MUIR direttamente alle Regioni, le quali però dovrebbero provvedere ad integrarlo con fondi propri e con le risorse provenienti dalle tasse regionali per il diritto allo studio universitario. Insomma, il diritto allo studio ha trovato forti limitazioni in tutte le Regioni, ma nel Lazio la situazione è degenerata,  siamo prossimi alla (quasi) cancellazione di un diritto costituzionale.

E allora se, come risulta dalle graduatorie appena pubblicate da Laziodisu, la percentuale degli studenti universitari meritevoli a cui verrà negata la borsa di studio per insufficienza di fondi (i c.d. idonei non vincitori) è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, siamo di fronte a una situazione inaccettabile e per certi versi inspiegabile per una Regione che risulta la seconda più ricca del Paese. Saranno necessarie priorità della prossima Giunta e Consiglio Regionale ripristinare stanziamenti pubblici adeguati e riformare, come affermato dal nostro candidato Nicola Zingaretti, una legge per il diritto allo studio ormai obsoleta e inattuale.

Infine, consentitemi quest’ultimo piccolo inciso.

Bersani nelle ultime settimane ha più volte ricordato quanto sia deleterio, illiberale e ingiusto scindere la parola “merito” dalle parole “pari opportunità” e “parità di accesso”. La polverizzazione del diritto allo studio nella nostra Regione è un esempio concreto e triste degli effetti nefasti prodotti da tale separazione, per dire.

Lazio, una Regione sequestrata dalla cattiva politica

Ladri di polli, clientele, sprechi, blocco degli investimenti, massacro dei servizi pubblici essenziali, questa è la Regione che il centrodestra e la Polverini, nonostante gli scandali e le sentenze della magistratura amministrativa, tarda ancora a riconsegnare al voto democratico dei cittadini laziali.

Bisogna  fare piazza pulita del malaffare e della cattiva politica, Il PD lo farà con Nicola Zingaretti. Un innovatore, un amministratore competente, un uomo politico che riporterà nel Lazio onestà, trasparenza, partecipazione e  speranza (x tutti) nel futuro.

Lazio Regione disastrata

Regione Lazio, Cancellieri: impedire voto è grave danno alle istituzioni e alla democrazia

Lettera a ‘Repubblica’ del Ministro Cancellieri sul voto negato nel Lazio.

Gentile dottor Scalfari, ho letto con molta attenzione il commento pubblicato oggi sul quotidiano la Repubblica dal titolo ‘Come votare alle primarie e alle urne d’aprile’. Mi consenta solo una precisazione, non per polemizzare, ma per dovere di correttezza nei suoi confronti e dei tanti lettori del suo giornale. Come lei giustamente scrive, “il ministro dell’Interno sa bene che la norma di legge in proposito è chiara”.

Infatti, in base allo Statuto della Regione Lazio del 2004 e alla legge regionale di attuazione delle relative previsioni statutarie del 2005, le elezioni nella Regione Lazio sono di esclusiva competenza del Presidente regionale uscente.

E’ pertanto esclusa, nell’attuale assetto ordinamentale, ogni competenza in materia del ministro dell’Interno e del prefetto capoluogo di Regione.

Del resto il quadro normativo scaturito anche a seguito della riforma del titolo V della Costituzione rende le Regioni sostanzialmente autonome nel disciplinare i meccanismi che conducono allo scioglimento e al rinnovo dei propri organi. Senza più alcuna possibilità, ahimè, per lo Stato, di attivare interventi di tipo sostitutivo. Desidero tuttavia confermare anche in questa circostanza, come già dichiarato in Parlamento, la disponibilità del Governo e mia personale a valutare con leale spirito collaborativo ogni aspetto della questione, anche per le sue possibili interferenze con i processi di riforma in atto.

So bene, infatti, che in queste circostanze ridare rapidamente la parola ai cittadini è il modo più giusto per rispettare non solo le istituzioni ma uno dei capisaldi della democrazia.

Polverini, tra sequestri di democrazia e shopping contromano.

Pare che la Polverini abbandoni l’ostaggio “Regione Lazio” solo per dedicarsi qualche ora allo shopping. La notizia è ribalzata da Facebook ai giornali, suscitando sulla rete e nell’opinione grande indignazione.

Tutto nasce da un post sul social media di una motociclista romana, che scrive: “Ore 19 circa. Via del Corso direzione piazza Venezia. Io in Vespa in coda nel traffico. Improvvisamente una macchina-shuttle vetri neri sfreccia a sinistra. Per abbreviare i tempi fa tutta via del Corso contro mano agevolata dal benestare di vigili vari. Incuriosita la seguo e vedo che il vigile birillo di piazza Venezia blocca il traffico da tutte le direzioni per assicurare il passaggio al macchinone. Mi accanisco. Sarà il Papa? Il macchinone incalza. Direzione via del teatro Marcello, a quell’ora – come da copione – tutti in diligente colonna fino alla Bocca della Verità. Ma Matrix (alias l’autista della monovolume oscurata) se ne frega e via contromano anche qui. All’incrocio i vigili ossequiano! Allora è la Madonna. La seguo. Dove finisce la storia? Di fronte ad un negozio di scarpe. Chi scende? La Polverini, la quale alle 19.20 corredata di scorta e amichetta bionda, scende dal macchinone per ingresso trionfante da Boccanera a Testaccio. L’urgenza stavolta erano un paio di scarpe”

Quanto fondato il racconto lo scopriremo nelle prossime ore. Spero, da cittadino, di non dover aggiungere all’elicottero per la partecipazione a sagre popolari , alle visite a Ponza in motoscafo della Finanza, anche l’autoblu (in contromano) per fare shopping a via del Corso.

Una legge sui partiti, subito!!

La Magistratura indaghi a fondo e scopra tutte le ruberie. Non faccia sconti a nessuno. L’ultimo indagato (Maruccio, Idv) dello scandalo Regione Lazio mette in luce anche un’altra urgenza. Bersani lo dice da tempo, purtroppo è anche l’unico a parlarne, ma in Italia abbiamo un estremo bisogno di una legge sui partiti. Per carità le cose forse non sono direttamente connesse, ma la deregulation certo non aiuta. Per essere chiari e espliciti,  un Consigliere Regionale del PD non avrebbe mai potuto ricoprire contemporaneamente il ruolo di segretario regionale, capogruppo e tesoriere del nostro gruppo regionale. Le nostre regole e il nostro statuto lo vietano. Il PD è sicuramente l’unico partito dotato di sangue e ossa, e soprattutto di democrazia e regole. Ma il PD da solo non potrà reggere “tutta la baracca”, serve una legge di sistema sui partiti. Facciamola, subito. I “cazziatoni” e le epurazioni in rete di Di Pietro non bastano, per dire.

Dopo Batman Fiorito….Super Attak Polverini

La Polverini vuole mantenere in ostaggio la Regione Lazio fino ad Aprile. Doveva esser lei a mandare “tutti a casa”, ma poi è lei stessa a spalmare una quantità industriale di super attak  sulla poltrona.

Una coerenza impareggiabile, direi.

E’ evidente come per la Polverini gli interessi dei cittadini vengano dopo i suoi poco chiari interessi di bottega.

Il PD non assisterà silente al massacro di un’istituzione, ma organizzerà una grande mobilitazione democratica e di popolo. Faremo piazza pulita!!

Auto-intervista sulle mancate dimissioni della Polverini.

Domanda 1.

Perché la Polverini ancora non ha formalizzato le proprie dimissioni?

Risposta 1.

Presumo che stia tentando di far cadere il termine dei 90 giorni per indire nuove elezioni dalle sue dimissioni (previsti dallo statuto regionale) tra natale e capodanno, rendendo fortemente opportuno l’Election Day e favorendo de facto  il rinvio del voto di qualche mese.

 

Domanda 2.

D’accordo, ma perché vuole posticipare il voto? Per far risparmiare dei soldi agli italiani?

Risposta 2.

La Polverini? Vabbè, siamo onesti, a questa ipotesi non ci credono neanche i sassi di Matera.

E allora? Di nuovo, perché rinviare?  

Ok, provo a rispondere……

First of all tenete conto che, la Polverini, fino a insediamento del nuovo presidente sarebbe in carica per l’ordinaria amministrazione, ma disporrebbe comunque dei fondi di un bilancio in regime di dodicesimi.

Domanda 3

Va bene, ma cosa potrebbe fare… o meglio combinare?

Risposta 3

Nulla di buono,  direi. I precedenti almeno non lasciano scampo.

Domanda 4

Può essere un po’ più preciso, quali sono le ragioni per cui dovremmo preoccuparci?

Risposta 4

Ci sono altri aspetti, ancora più preoccupanti, purtroppo. Immaginate che, La Polverini,  si troverebbe a gestire decisioni cruciali per cittadini (tipo su sanità, trasporto pubblico, diritto allo studio, ect..) e ingenti stanziamenti di bilancio in totale solitudine. Lo farebbe in aggiunta da dimissionaria che ha annunciato di non volersi neppure ricandidare. Potrebbe  osare ancora di più. Potrebbe essere  ancor più  spregiudicata e insolente nei confronti degli elettori, tanto loro, i cittadini, non devono più votarla.

Mi domando, ancora, se in questa situazione, la Polverini, potrebbe addirittura trasformarsi da complice politico del Sistema Batman a protagonista diretta di un sistema analogo.

Domanda 5

Insomma…rischiamo davvero una Sperperopoli 2 “La Vendetta”?

Risposta 5

Forse si e i primi segnali che arrivano dalla Pisana sembrano confermare le peggiori previsioni.

Ieri, per esempio,  con i titoli dello scandalo Lazio ancora in prima pagina, la buona Renata, invece di rassegnare ufficialmente le sue dimissioni,  ha tentato di riproporre nomine dirigenziali esterne dichiarate già  per ben due volte illegittime dal TAR. Per la serie:  “i giudici sbagliano, ma il cliente ha sempre ragione”.