La Regola Piras

Una stronzata coi fiocchi. Ma Gianluigi Piras, ha dato anche un esempio a tutti noi. Se sbagli paghi e ti dimetti da tutto, subito. Non accampi scuse, non provi a resistere o sminuire, ma lasci ogni incarico per non mettere in imbarazzo nessuno. Quanti nel PD, mi domando, sono pronti (da domani) ad applicare “la Regola Piras” a tutti quei democratici che ci imbarazzeranno (o già ci imbarazzano) per cose anche più gravi? Io sono d’accordissimo, per dire.

CAOS MUOS

Mi dispiace per Crocetta, ma il suo ripensamento sul MUOS e le sue recenti accuse ai movimenti di protesta lasciano grande sconcerto e qualche preoccupazione. Da lui dovevano arrivare spiegazioni. Avrebbe dovuto illustrare le ragioni del rovesciamento totale della sua posizione sulla costruzione del MUOS di Niscemi. Da lui mi sarei aspettato questo, al posto di dichiarazioni fuori luogo, come quelle rilasciate ai giornali nei giorni scorsi, che rischiano solo di avvelenare il clima ed esacerbare gli animi di una protesta giusta e pacifica. La speranza è che ritorni presto il confronto, il senso di responsabilità, l’ascolto delle comunità locali.  Perché tra querele, sospetti ed insinuazioni a pagare il prezzo più alto rischiano di essere sempre i cittadini.

Civati scrive alle iscritte e agli iscritti del PD

Care e cari,

vi scrivo per illustrarvi la mia opinione sulle primarie del Pd.

Come sapete, penso che le regole non debbano cambiare, che possano votare tutti coloro che intendono partecipare, che chiudere il congresso oggi sarebbe sbagliato e pericoloso.

Perché il nostro Statuto parla chiaro e perché abbiamo un’esigenza: che è quella di aprire le porte del Pd per farci entrare le persone, e non per mandarle via, come è capitato – nostro malgrado – a febbraio, e come è successo nei giorni tremendi di aprile (quest’anno, il più crudele dei mesi).

Un Pd ridotto non serve a nulla e non sarebbe più il Pd: sarebbe un PdmenoPd, per riprendere l’accusa più dura che ci viene rivolta da un po’ di tempo a questa parte.

Non importa che il segretario poi si candidi immediatamente a premier, importa che sia un segretario scelto da tanti, tantissimi, e che rappresenti iscritti ed elettori, entrambe le ‘categorie’, senza porre gli uni contro gli altri.

Importa perché il Pd deve guardare fuori di sé, e non solo al proprio interno, dire qualcosa sul partito e sul governo, insomma sul Paese. E faccia discutere tutti quanti di questo, non di quante tessere abbia questo o quel candidato.

Un congresso aperto non è solo un congresso aperto alla partecipazione, è un congresso aperto alla politica e alla società, in due direzioni, perché così deve essere un partito moderno.

L’obiezione che mi sento rivolgere spesso è che siamo un’associazione e che gli iscritti dovrebbero scegliere i vertici della loro associazione.

Solo che siamo un’associazione politica, la cui missione è quella di rivolgersi ai cittadini e agli elettori, e la sua missione supera (meglio, realizza) anche i vincoli associativi. Se siamo naturalmente rivolti verso i nostri elettori, non possiamo non esserlo al Congresso.

A chi mi chiede: “a che cosa allora servono gli iscritti?”, rispondo perciò che la questione è da osservare da un punto di vista diverso: perché gli iscritti servono solo se possono interpretare la linea politica del partito in cui militano, e possono essere coinvolti nella sua organizzazione, e anche (soprattutto!) nelle sue decisioni.

Nessuno in questi mesi si è sognato di coinvolgervi, di chiedervi come la pensiate, di far maturare insieme scelte politiche che riguardino il destino nostro e del Paese.

Le iscritte e gli iscritti devono essere informati, collegati tra loro non solo in modo gerarchico o, peggio, correntizio, devono sentirsi protagonisti perché sono messi nelle condizioni di esserlo, protagonisti.

Che cosa pensano gli iscritti al Pd dell’Imu, che ne pensano i suoi amministratori, chi ‘raccoglie’ la loro posizione? Che ne dicono degli F-35 e della modifica costituzionale? Che strumenti hanno per partecipare a queste discussioni?

Ecco, credo che un’adesione al Pd debba comportare questo tipo di domande, non all’insegna dell’egoismo dell’iscritto rispetto al semplice elettore (che dovrebbe essere un suo costante interlocutore), ma all’insegna di un suo protagonismo diretto.

Un partito aperto deve essere organizzatissimo e partecipatissimo, altrimenti non funziona. E non ha funzionato il partito solo liquido, né quello troppo solido, perché l’equivoco è che per fare il primo ci vuole il secondo. Per fare la rete, ci vuole la presenza territoriale. E per stare nelle comunità, ci vuole una rete accessibile e trasparente.

Questa è la svolta, e il bello è che la faremo insieme. E non preoccupatevi, ci sarà parecchio da fare.

Civati chi c'è dietro

Chiedere troppo

IL PD OGGI E IL PD CHE VORREI

#‎Alfano‬ puoi metterla come ti pare. Se eri a conoscenza di tutto, devi dimetterti. Se non eri informato, devi dimetterti a maggior ragione. Il Caso ‪Shalabayeva è gravissimo, ma anche surreale. Dopo 40 giorni si parla ancora d’inchieste, avremmo dovuto avere già colpevoli e defenestrati.” E’ un mio stato di FB, ma vorrei tanto che fossero parole del mio segretario. Chiedo troppo?

 

 

Liberiamo il PD della Provincia di Latina

3 cose di buonsenso e buona politica da fare per risollevare il PD della provincia di Latina.

1. Anticipare il congresso a Ottobre, così come richiesto dall’ultima assemblea provinciale.
2. Nominare una commissione statuto che allarghi l’elezione del segretario provinciale anche agli elettori
3. Gestione collegiale della transizione e del partito fino al congresso.

Infine sul tema commissariamento, confermo la mia contrarietà, sarebbe scelta inopportuna che aggraverebbe tensioni e conflittualità interna. Da scongiurare, mi spiace poi che sia evocato da qualcuno come spettro per forzature e strategie di piccolo cabotaggio.

Risultati Consultazione On Line Elettori PD Latina

Consultazione promossa da Prossima Italia Latina.

Le cose stanno così.   La consultazione mi pare scatti una buona fotografia dello stato d’anino e di salute (aggiungerei) del PD  in provincia di Latina e non solo, purtroppo. Per  il resto, di parole anche sbagliate ne abbiamo spese fin troppe, meglio lasciare ai voi lettori ed elettori del PD ogni commento.

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Anno Zero

Prov LTLe gocce che hanno fatto traboccare il vaso, di nuovo,  sono state le primarie di Priverno e  Aprilia.  Da domenica scorsa monta una polemica interna, uno spettacolo desolante offerto a tutti i cittadini della nostra provincia. Ogni giorno una stoccata, un affondo o delle critiche pubbliche verso  il PD provinciale. Una gestione quella della segreteria Forte, oramai, è giusto sottolinearlo col pennarello rosso, inesistente e arroccata nella difesa impossibile di se stessa e di risultati politici inguardabili. Un partito ostaggio di due maxi-correnti,  nate nel lontano congresso nazionale del 2009, che non hanno più ragione di esistere e pressoché evolute (o meglio involute) in comitati elettorali.

Apparati elettorali capaci di azzerare la nostra azione politica e di far pianificare al PD sconfitte potenzialmente in tutti i 33 Comuni della Provincia Latina, ma disgraziatamente utili per occupare poltrone e organizzare campagne elettorali da migliaia di preferenze per questo o quel candidato al parlamento o al consiglio regionale. E parlo con estrema cognizione di causa,  perché ho provato sulla mia pelle, da candidato al Consiglio Regionale, quanto il correntismo estremo abbia prodotto danni sui territori.  Circoli e segretari cittadini abbandonati a se stessi, sostituiti da referenti e comitati locali che rispondono solo al capocorrente di turno e che risultano essere, purtroppo, totalmente impermeabili alle istanze di militanti, elettori e cittadini.

In Provincia di Latina siamo all’anno zero, il partito democratico da queste parti non andrebbe rifondato, ma semplicemente fatto nascere. Bisogna partire domani, anzi oggi. Facciamo presto.  Azzeriamo tutti gli attuali organismi dirigenti provinciali, diamoci forme partecipate per gestire la transizione e apriamo un grande dibattito interno su temi, programmi, e magari, visto che siamo sotto congresso nazionale, anche sulla forma-partito.  Esisterà pure, dico, una ragionevole via di mezzo tra il partito liquido di veltroniana memoria e il modello bocciofila. Troviamola e presentiamola al prossimo congresso nazionale, passeremo chissà, per una volta, anche per quelli bravi.

Coalizioni innovative e primarie aperte per Scelta Canditati Sindaco

primarie-pdL’esito delle recenti elezioni politiche non è stato soddisfacente per il PD e per la coalizione Italia Bene Comune, tanto a livello nazionale quanto a livello locale. Non tragga in inganno il fatto che, nella nostra regione, il Partito Democratico abbia conseguito la maggioranza alla Camera e al Senato, oltre ad aver contribuito all’elezione di Nicola Zingaretti alla Presidenza della Regione Lazio. In particolare in provincia di Latina, nonostante l’elezione di due rappresentanti in Parlamento e di un rappresentante alla Regione Lazio, il PD si presenta lacerato dai personalismi, privo di un profilo politico riconoscibile e incapace di interpretare le istanze che provengono da settori sempre più ampi della cittadinanza. Intanto incombono le prossime elezioni amministrative e in un clima misto di immobilismo e istinto di autoconservazione la direzione provinciale rischia, ancora una volta, di agire a garanzia di interessi di parte allorquando appare sorda alle esigenze apertamente manifestate sui territori da parte di iscritti ed elettori nonché alle deliberazioni di organismi dirigenti superiori. Se un insegnamento si può trarre dal risultato del voto del  24 e 25 febbraio scorso è che il PD non può più permettersi di essere chiuso alla partecipazione degli iscritti e degli elettori, soprattutto per quanto attiene alla scelta della classe dirigente e dei concorrenti a cariche pubbliche. In questo senso va letta l’approvazione di un ODG da parte della Direzione Regionale con il quale si chiede alle federazioni provinciali che le candidature alle prossime elezioni amministrative siano innovative, competitive e soprattutto selezionate con le primarie. Ci associamo alla quanto stabilito dalla Direzione Regionale del PD Lazio e pertanto chiediamo alla federazione provinciale del PD Latina di adoperarsi affinché sia fissato entro e non oltre il 7 aprile prossimo lo svolgimento delle primarie in tutti i comuni interessati dal voto per la scelta del loro futuro primo cittadino.

Prossima Fermata? Provincia di Latina.

CambiamentoIl centrodestra retto dall’asse Fazzone-Forte disamministra ormai da troppo tempo questa Provincia, anni in cui abbiamo perso posti di lavoro, competitività, opportunità. Mentre proliferavano gli incarichi conferiti a parenti ed amici in posti chiave della macchina amministrativa, nelle ASL, nelle controllate, nel nostro territorio è crollata la qualità della vita, è aumentata la precarietà e la disoccupazione, soprattutto quella giovanile. Occorre cambiare tutto e l’elezione di Zingaretti può rappresentare un punto svolta irripetibile per fare piazza pulita del malaffare e della cattiva politica, anche in provincia di Latina. Noi lo faremo provando a rinnovare la politica e il partito democratico nella nostra provincia. Partiremo dalle cose da fare, dai metodi, dal cambiamento necessario, dalla proposte dei cittadini, delle forze sociali e dei movimenti, che in questi anni la politica dei partiti ha lasciato inascoltate. Un modello che mette al centro il cittadino e un progetto partecipato di sviluppo del nostro territorio che si presenterà, ne siamo certi, radicalmente alternativo a quello proposto da chi ha governato e largamente governa ancora in questa Provincia. Working in progress, stay tuned!

Una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per la Centrale del Garigliano

ImmagineSono previste dall’art. 82 della Costituzione: “Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse”. Condivido in pieno la proposta avanzata, durante la conferenza stampa di stamani, da Raffaele Viglianti candidato a Latina e provincia alle primarie parlamentari del Partito Democratico di istituzione per la Centrale Nucleare del Garigliano di una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare verità e responsabilità eventuali su “omessi controlli per tenuta in sicurezza centrale e nella gestione dei rifiuti pericolosi”.