Quando Saviano parlò per la prima volta di Mafie al Nord.

Il Giornale contro SavianoAncora un’operazione contro la ‘ndrangheta al Nord, altri 13 arresti tra Lombardia e Calabria. Quando Saviano parlò per la prima volta della presenza delle mafie al Nord, in prima serata tv, nel novembre del 2010, su Raitre, le sue accuse generarono una reazione di una parte della classe politica violenta, soprattutto perché Roberto denunciò che le organizzazioni criminali interloquivano direttamente con la politica, a tutti i livelli, istituzionali e non. Quando, poi, azioni delle magistratura smentirono anche la diversità della Lega, la cosa scatenò tutti i pretoriani del Governo Berlusconi, i suoi giornali, e ci fu un impegno diretto dell’allora ministro dell’Interno. Ve lo ricordate Maroni in quei mesi?  Io si, lo ricordo come se fosse ieri. Impegnato come un ossesso a smentire in ogni angolo delle tv la gravità della situazione, obiettivo far passare la presenza criminale in Lombardia come fatto di poco conto, anzi scontato: lo sapevano tutti, e soprattutto la Lega non c’entrava una beata fava. Nel frattempo le macchine del fango berlusconiane giravano a pieni giri e “il Giornale” lanciò addirittura una raccolta firme contro Saviano, accusato del aver dato “del mafioso al nord”. Una follia, totale. Una storia da raccontare, da non dimenticare, da tenere viva in una partizione a lungo termine della nostra memoria, perché mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia ed i rapporti mafia-politica sono il cappio al collo più stretto che ci sia sul futuro nostro Paese. Allora, non c’è molto altro da aggiungere, se non rinnovare un appello al Governo a far presto ad affrontare la lotta alle mafie e alla corruzione come emergenza nazionale e non come un problema tra i tanti.

#IostoconCantone

Raffaele-CantoneHa ragione Raffaele Cantone. Per sconfiggere la corruzione un primo passo potrebbe esser rappresentato dall’impiego di strumenti investigativi più efficaci, come quelli già in uso per il contrasto della criminalità organizzata (agenti sotto copertura e potenziamento delle intercettazioni ambientali).

Mafia e corruzione sono due patologie che spesso vanno a braccetto, che si intersecano perversamente in uno stesso schema criminale.

L’indignazione del Gasparri di turno alle proposte di Cantone (che è stato paragonato a Pol Pot) non deve sorprendere, anzi bisogna dargli una lettura positiva. Su questi argomenti, il suo scetticismo è solitamente una bussola affidabilissima nell’indicare la giusta direzione.

Solidarietà a Marco e Roberto.

20140630_20140630_095851[1]Mi hanno appena segnalato da Latina che all’esterno dello stadio comunale Francioni è stato appeso uno striscione ingiurioso ed intimidatorio nei confronti di Marco Omizzolo e Roberto Lessio.

A Marco e Roberto va la mia solidarietà personale e politica. Auspico che siano rapidamente individuati e puniti i responsabili. Le Istituzioni e tutte le forze politiche devono stringersi attorno a persone, come Marco e Roberto, che con il loro impegno e le loro denunce rischiano la propria incolumità per liberare la comunità pontina da ingiustizie ed illegalità.

Così parte il riscatto

Innovativo nel format, nei contenuti. Giovane, giovanissimo, perché organizzato da una cooperativa sociale di under 25. È il primo nel Lazio. Che aggiungere, niente, se non invitarvi a partecipare, diffondere e visitare per tutte le info http://www.campoantimafia.org

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Indagine Legalità Sud Pontino

E’ la prima indagine demoscopica sul fenomeno criminale e mafioso nel Basso Lazio, e in particolare nel territorio del Sud Pontino.

Sono stati intervistati 1.873 studenti, su un totale della popolazione studentesca di riferimento di 6.364. Le scuole superiori interessati dallo studio sono situate nei Comuni di Gaeta, Formia, Itri, Minturno, Castelforte, SS. Cosma e Damiano e Spigno Saturnia.

L’iniziativa è stata promossa dalla Cooperativa Sociale Programma 101 ONLUS in collaborazione con lo SPI CGIL, La Rete degli Studenti Medi e ARCI.

Personalmente, sono orgoglioso di aver offerto il mio piccolo contributo (tecnico, da analista) per la realizzazione di questa prima Indagine sulla Legalità nel Sud Pontino.

Lo studio è stato articolato in 4 prospettive, che hanno consentito non solo di indagare a fondo quali sono le percezioni, la conoscenza e le valutazione degli impatti determinati dalla presenza della criminalità organizzata nel territorio,  ma di fornire valutazioni anche di aspetti positivi come: l’interesse e la sensibilità dei ragazzi al tema e alla cultura della legalità.

Per leggere, scaricare e diffondere i risultati dello studio CLICCA QUI

Indagine Legalità 1

Cretinate e Mazzette

mazzetteE poi ci sono quei geni che dicono: “si però, almeno il nostro rubava per il partito, mica come quello di Forza Italia che si metteva i soldi in saccoccia”.

Premesso, che rubare è rubare. Ma se un politico ruba per arricchimento personale o usa quei soldi per finanziare campagne elettorali, cosa è peggio? Bho, difficile dire. Ritengo l’argomentazione comunque un’insolenza nei confronti dei cittadini, una colossale cretinata per altro con nessun riscontro nella realtà.

Perché non è per nulla vero che quei soldi vengono poi utilizzati per finanziare un partito, ma spesso, anzi sempre, servono a finanziare un partito nel partito, campagne di qualcuno e di pochi a danno di molti. Il partito, come tutti i cittadini, è vittima di questi ladri, che con quei soldi ne condizionano la vita democratica interna spianandosi – con mezzi illeciti – la strada verso la conservazione del potere e nuove ruberie.

Primo Campo Antimafia nella Regione Lazio

Lavoro, Legalità, Giovani, Impresa Cooperativa. Quattro cose che rendono il primo campo antimafia nella Regione Lazio, una storia bellissima da raccontare.

PROGRAMMA 101, STARTUP ANTIMAFIA UNDER 25: PRESTO, IL PRIMO CAMPO DELLA REGIONE LAZIO

Programma 101 era il primo personal pc della Olivetti ma per un gruppo di startupper cooperativi è molto di più: è l’emblema dell’innovazione che può essere apportata anche nel sociale, attraverso il rifiuto del malaffare e il rispetto dell’ambiente. “Ispirandoci ai valori di Olivetti, abbiamo deciso di costituire una coop che intende recuperare i territori confiscati alle mafie. Presto nel Lazio daremo vita ad un campo antimafia sui territori confiscati alla camorra”.

Una cooperativa che appartiene alla collettività. “La paura può diventare incoscienza se non è consapevolezza, bisogna imparare a conviverci senza farsi condizionare: seguiamo l’insegnamento di Falcone. Abbiamo paura ma è fisiologico. Non siamo però soli; sentiamo la vicinanza della gente e delle Istituzioni. Abbiamo concepito la Cooperativa come un qualcosa che non ha confini. Non siamo solo in dieci, ma in molti di più perché coinvolgiamo i ragazzi nelle scuole, i cittadini e non solo. E’ una gioia quando le persone che ci aiutano nelle iniziative si presentano come cooperatori della Programma 101, ci emoziona! Siamo orgogliosi di aver fatto della nostra impresa cooperativa una piattaforma democratica a disposizione di tutti”.

Così, Alessandra Arena– classe 1990 – presidente della start up cooperativa Programma 101, racconta l’esperienza della sua impresa che opera nel territorio del Basso Lazio sui territori confiscati alla mafia. La giovane donna alla guida della coop in cui sommando le età dei componenti del CDA non si raggiungono neppure gli anni del Presidente della Repubblica, ci dice: “L’antimafia non è un lavoro ma crediamo fermamente che il lavoro possa nascere dando nuova vita ai patrimoni sottratti alle mafie: è questo che vogliamo far capire alla gente”.

E ci stanno riuscendo. Recupero e manutenzione dei terreni, organizzazione di eventi che promuovano la legalità e il rispetto dell’ambiente e – prossimamente – la sfida più grande: l’organizzazione di un campo antimafia nel Lazio. “Legacoop Lazio sarà nostro partner. L’evento sarà patrocinato dalla Regione Lazio e si terrà sia a Gaeta che a Formia su due terreni che saranno riqualificati – ha detto -. Metteremo in atto il ripristino dell’area che verrà messa in sicurezza e poi faremo tornare i terreni ad una nuova vita produttiva, li reinseriremo in un circuito economico e nel tessuto sociale. Pensiamo ad una vera e propria filiera corta con prodotti bio a km 0. Speriamo che altri giovani si appassionino a questo lavoro!”

LEGGI IL RESTO DELL’ARTICOLO QUI: http://goo.gl/IZPZmU

Per informarsi e partecipare alle attività del campo, vista il sito:  www.campoantimafia.org

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La palude Expo va bonificata non coperta

milano-expo-20151La risposta non può essere chiudere un sito inquinato. La palude va bonificata non coperta, come chiede Grillo. Bloccare tutto non è una soluzione, ma una provocazione. Fregarsene degli impatti economici o la faccia che l’Italia perderebbe mettendo in soffitta un impegno internazionale è fare campagna elettorale sulla pelle degli italiani, spregiudicatezza mista a demenzialità. Al populismo senza freni inibitori di Grillo, va contrapposto però il rigore di scelte politiche che combattano realmente la peste della corruzione, del malaffare e delle ruberie. Il sistema di potere e malaffare che si è impossessato dell’Expo si combatte non rincorrendo l’emergenza, ma cambiando radicalmente l’impostazione del progetto. Meno burocrazia e formalismi inutile e più controlli efficaci. Trasparenza totale dei procedimenti, basata su accessibilità e comprensibilità degli atti compiuti. Coinvolgimento dei cittadini, soprattutto per ridiscutere le scelte sbagliate e le opere non realizzabili in tempi utili.

LA SICUREZZA PAGATEVELA VOI!!

lega-calcio-Serie AUna scelta coraggiosa di un presidente simbolo mondiale della lotta alle disuguaglianze e alle ingiustizie. Il presidente dell’Uruguay Mujica per contrastare la violenza e il razzismo dilagante negli stadi di calcio ha deciso – poche settimane fa – di non garantire più la presenza delle forze dell’ordine durante le partite. Un mezzo terremoto, che ha provocato le dimissioni in blocco dei vertici della Federcalcio uruguaiana e lo stop del campionato di chiusura.

Una misura che, se applicata al nostro campionato di Serie A, responsabilizzerebbe di più le società nella repressione degli incivili e dei criminali prestati al gioco del calcio.

E poi, non cosa di poco conto, stroncherebbe alla radice tutte le forme di nefasto collateralismo ed indulgenza di alcune società nei confronti delle frange violente del tifo organizzato, causa principale della degenerazione cronica del fenomeno. Una misura efficace e soprattutto equa, direi.