Arcivescovo Gaeta non perde occasione di esibire sua influenza (poco spirituale)

L’Arcivescovo non perde occasione per mostrare ed esibire alla Città la sua influenza sulla politica gaetana. Più che distitinti e distanti, la sua presenza avvalora, a mio avviso, la vox populi di una sua vicinanza (non solo spirituale) all’Amministrazione Comunale di destra e al neo Sindaco Mitrano. Mi concedo un consiglio non comunale, ma personale. Se fossi stato nel Sindaco Mitrano e nella sua maggioranza per consentire all’Arcivescovo di portare i suoi auguri di buon lavoro avrei optato per convocare un Consiglio Comunale ad hoc . Presenziare e intervenire al primo consiglio comunale, per intenderci quello dell’insediamento, in cui peraltro si dovevano votare cariche importanti dell’Assise Comunale, mi pare quantomeno una scelta poco opportuna.

Bilancio di una Buona Amministrazione di Centrosinistra

Malgrado le nostre divisioni interne e la nostra tendenza innata al tafazzismo, Il PD di Gaeta ha contribuito in maniera determinante ai positivi risultati raggiunti dall’attuale Amministrazione Comunale. Non è ancora tempo di tirare le somme definitive, ma alcuni di questi risultati sono stati ricordati e raccolti in 14 punti da Concetta, un utente storico del blog Telefree.it.

Di sotto i 14 punti di Concetta, definiti come “fatti di sinistra”:

1. Risanamento delle casse comunali arrivate in precedenza quasi al dissesto finanziario, senza aumentare le tasse o istituire nuove gabelle.

2. Rigore nello spendere i fondi pubblici e le entrate comunali: si spende solo quello che si incassa.

3. Taglio di qualsiasi spreco, consulenze, auto blu

4. Nessun taglio ai servizi sociali in un periodo di tagli nazionali, provinciali e regionali, anzi innalzamento dei contributi sociali grazie all’innalzamento dell’ISEE e ottenimento di diversi contributi regionali per contributi sociali straordinari.

5. Innalzamento dei contributi da 35 mila/anno euro a oltre 230 mila euro/anno come contributo fitti per le persone più povere.

6. Abbassamento dell’ICI sulla prima casa, prima che Berlusconi la togliesse, e aumento per l’ICI al 9 per mille per le seconde, terze, quarte, ecc case SFITTE, mentre abbassamento dal 7 per mille al 5 per mille per le stesse seconde, terze… affittate regolarmente, istituendo di fatto un incentivo per eliminare il nero e un maggiore mercato per le persone che cercano casa.

7. Recupero dell’evasione fiscale mediante il recupero dell’ ICI sulle aree edificabili, legge in vigore dal 92 ed in precedenza pagata solo da pochi fessi.

8. Recupero urbanistico e riqualificazione di moltissimi spazi comunali e di aggregazione, come villette, piazzette, e creazione anche in un caso di spazi gratuiti per lo sport (campo da basket piazza trieste)

9. Eliminazione barriere architettoniche, cominciando dall’interno del palazzo comunale, proseguendo all’esterno dello stesso, con la rampa dei disabili (prima un disabile non poteva accedere al comune), proseguendo per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle centinaia di marciapiedi rifatti e questo non solo per i disabili, ma neanche per le mamme con la carrozzina

10. Aumento della sicurezza cittadina, con la sostituzione di moltissima illuminazione obsoleta e dell’anteguerra

11. Istituzione di un secondo asilo comunale a Gaeta, si è passati da 60 bambini ospitati a oltre 105

12. Moltissimi interventi di riqualificazione e ristrutturazione per la scuola pubblica gaetana di pertinenza comunale. ottenuto anche recentemente un finanziamento dal provveditorato per 700 mila euro con gli lavori che partiranno nel 2012

13. Incremento dell’offerta culturale della città, con convegni, congressi, gallerie d’arte e mostre che in questi 4 anni sono spuntate come funghi, senza parlare degli eventi di caratura nazionale ed internazionali fatti che sono serviti più alla promozione turistica

14. Stabilizzazione di quasi tutti i precari del Comune.

Polemica Incomprensibile

“Non siamo meravigliati nemmeno dalle dichiarazioni in Consiglio (sull’Avir e sull’ENI) di pseudo – neo democratici e di qualche dirigente politico di partito in costante attesa di scelte che continuano ad essere affascinati da simili risultati dell’Amministrazione Raimondi. Beati loro!!!”

Suppongo che sia un attacco politico nei mie confronti. Suppongo che la scelta di un italiano poco comprensibile sia (in parte) voluta. Suppongo che le mie dichiarazioni nette, tempestive e pertinenti in merito alla questione della proprietà dell’area Avir, fatte nel corso del Consiglio Comunale (Dicembre 2009), abbiano dato un certo fastidio a chi pensa sempre di aver primati politici su tutto.
Vista la serietà della vicenda e l’indagine in corso della magistratura, suggerisco (a chi può) di astenersi dal rilasciare dichiarazioni politiche demagogiche, fuori luogo o incomprensibili.

Questione AVIR

La mia posizione personale, a differenza di molti colleghi consiglieri (di minoranza) che in questi giorni si sono affrettati nel rilasciare dichiarazioni del tipo “noi l’avevamo detto”, è stata chiara e coerente sin dall’inizio. Sono stato tra i pochissimi consiglieri comunali che, nel corso della seduta consiliare del Dicembre 2009, ha posto con forza sulla vicenda dell’area ex-Avir la questione dell’opacità e scarsa affidabilità imprenditoriale della proprietà. La mia posizione rivista oggi alla luce dell’inchiesta giudiziaria in corso si conferma (purtroppo) essere sempre più sensata. Il contributo politico fornito da me e dal partito democratico (il PD ufficialmente ha presentato 10 emendamenti di cui 8 approvati dal consiglio comunale) ha avuto come obiettivo principale proprio quello di migliorare la trasparenza, la fattibilità degli interventi e le garanzie realizzative delle opere pubbliche previste dalla delibera consiliare. Tra i tanti emendamenti presentati e approvati abbiamo chiesto ad esempio che: “La proposta di programma di intervento dovrà inoltre contenere i progetti produttivi (alberghiero, convegnistico, commerciale) completi di business plan in modo che sia definito e chiaro chi saranno i soggetti attuatori, i soggetti gestori, i tempi di intervento e su quali scelte di mercato sono stati decisi gli investimenti necessari”.
Leggendo i contenuti della delibera d’indirizzo per l’area ex-Avir approvata dal Consiglio Comunale nel Dicembre 2009, tutto si può dire, tranne che l’attuale maggioranza e il sindaco abbiano fornito degli indirizzi urbanistici di natura speculativa. Infine, sarebbe saggio evitare polemiche, lasciando operare la magistratura in un clima generale non avvelenato dalla solita e sterile diatriba politica.

Di sotto il testo del mio intervento nel Consiglio Comunale di Dicembre 2009:

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE – (Fabio Luciani)

Dopo tre ore…. che mi ero prenotato, però. Dare spazio ai colleghi… che si sono tutti preparati degli interventi, anche interessanti sul tema e sulla questione. Ho sentito tante cose, non ultima una questione che un po’ mi… delle affermazioni che mi fanno un po’ sorridere, perché ho sentito che a Gaeta non c’è bisogno degli alberghi, a Gaeta non c’è bisogno di strutture commerciali. E la domanda che viene quasi spontanea: di che cosa ha bisogno Gaeta? Di che cosa ha bisogno la nostra città. Se uno dovesse assecondare un po’ i trend, le involuzioni che – appunto – ha avuto questa città, Gaeta avrebbe bisogno solo di centri per anziani. Perché i giovani vanno via, perché le nuove coppie vanno via, o le nuove coppie non ci sono… e quindi Gaeta ha bisogno esclusivamente di centri per anziani. Però, detto questo, un altro passaggio che poi volevo commentare, sentito da qualche amico e collega di maggioranza: questa questione dei partiti, questa questione che ha scoperto, sta scoprendo che questa maggioranza non è più civica. Io dico per fortuna che ci sono i partiti e per fortuna che c’è il Partito Democratico, che svolge un ruolo fondamentale, sia in città che in questa maggioranza. Quindi, un punto centrale è questo: il Partito Democratico è a favore della riqualificazione della vetreria, questo è un punto che deve essere chiaro a tutti. Però, ovviamente, chiede delle garanzie, chiede delle garanzie per la città, chiede delle garanzie per i cittadini di Gaeta, chiede garanzie per i giovani di Gaeta, chiede garanzie per tutti. Allora, un altro punto centrale della discussione è: quest’area non è di proprietà comunale, non è di proprietà pubblica, ma ha una proprietà privata. Di una società che, purtroppo, noi non ci siamo scelti ma è questa e con questa dobbiamo ragionare. Questa società a me non piace neanche un po’, lo devo dire, non la conosco e non voglio conoscerla. Però, leggo i documenti, leggo i bilanci. E allora, questa società è un po’ anonima, nota solo a Gaeta, ha un’unica attività, un unico business, che è quello – fino ad oggi – di avere la proprietà di un sito industriale dismesso. Allora, alle domande del Consigliere Matarazzo e alle affermazioni… ha un bilancio in passivo. Naturale, ha un unico business, un’unica attività, ha iscritto in bilancio un’unica cosa, che è un sito industriale dismesso che, fino a prova contraria, fino a riconversione è esclusivamente un costo. Però, questa è la società e con questa dobbiamo ragionare.
Allora, l’obiettivo è quello di garantire lo sviluppo e la riconversione di quell’area e impedire
qualsiasi forma di speculazione futura su quell’area. Allora, la delibera, così come è predisposta dalla maggioranza, è un’ottima delibera, una buona delibera. Noi, del Partito Democratico, come bene ha ricordato la Consigliera Rosato, che poi fa ancora dei passaggi che, secondo me, potrebbe evitare, su chi ritiene di appartenere o meno al Partito Democratico. Io, lei e anche il Consigliere Fantasia, in questa assise rappresentiamo il Partito Democratico. Non esiste un gruppo, ma esistono i Consiglieri del Partito Democratico. Quindi, noi in quest’aula… noi, come la Rosato, rappresentiamo il Partito Democratico, questo deve essere un punto chiaro a tutti. Poi, al di là dei formalismi, al di là di… c’è il gruppo, non c’è il gruppo. Perché poi se uno guarda nell’opposizione, c’è un universo, così, un po’ strano di gruppi, gruppuscoli e poi molti si richiamano alla PdL. Però, questo non è il punto, contano le appartenenze politiche vere e non altre cose. Allora, il partito ha presentato dieci emendamenti. Sono dieci emendamenti votati dal direttivo, dieci… undici, undici. Allora, un corretto alleato discute con la maggioranza, con la maggioranza civica e con gli altri membri della maggioranza e cerca di trovare una sintesi, una quadra. Allora, l’obiettivo, secondo me, di questa sera è di non andare ad uno scontro, noi come Partito Democratico, ma quello di sederci intorno a un tavolo… ed io richiederò una riunione di maggioranza su questo… e cercare di trovare una soluzione, capire di tutti gli undici emendamenti, quali sono accoglibili. Io mi auguro… l’auspicio è quello che possano, appunto, essere accolti tutti. Però, nessuno si può sedere ad un tavolo e chiedere, quasi ricattando, che vengano approvati tutti. Cerchiamo di capire, perché poi ho sentito che sono di carattere tecnico, quindi non di carattere politico, cerchiamo di capire insieme, in maniera onesta e leale, con tutta la maggioranza, se quegli emendamenti sono accoglibili o meno. Già è apprezzabile l’apertura del Sindaco che dice che, appunto, ci sono molti emendamenti che sono accoglibili, e questo ci fa piacere. Però, invito tutti, a evitare – appunto – di soffermarsi sui rapporti del PD con l’Amministrazione, parlare di incontri, parlare di esponenti del partito che incontrano tecnici, queste cose sinceramente, che vengono appunto rese pubbliche… sinceramente, a me danno fastidio. E, secondo me, dovrebbe dare fastidio a tutto il partito. Detto questo, da parte dell’opposizione io apprezzerei, sinceramente, una posizione realmente costruttiva. Però, quando sento ancora questioni pretestuose, come la proprietà, se ancora… capire se la proprietà è riconducibile ad un soggetto piuttosto che ad un altro… io non ci sto, sono cose chiarite da tempo. Quindi, evitiamo di ritornare su queste questioni. Ma neanche in questa fase di delibera di indirizzo parlare di questa società che non paga la Tosap al Comune, anche questo è superfluo discuterlo in questa sede. Quindi, eviterei appunto… cioè, inviterei i Consiglieri di opposizione di, appunto, entrare nel merito delle questioni. E ho apprezzato molto anche l’intervento del Consigliere Gallinaro che dice una cosa molto chiara: il problema non sono le cubature, ma i contenuti. E proprio noi sui contenuti ci vogliamo confrontare. Le cubature vengono da… diciamo così, le posizioni, le relazioni, le indicazioni dei tecnici, dei Dirigenti del nostro Comune noi le prendiamo e all’interno di quella cubatura cerchiamo… noi proponiamo un indirizzo come base di partenza e invitiamo l’opposizione a ragionare su questo, sul merito, sul contenuto delle volumetrie. Allora, gli emendamenti ci sono, del Partito Democratico. Sono emendamenti che vanno, realmente, come dicevo all’inizio del mio intervento, nella direzione di dare più garanzie sulla fattibilità e la realizzabilità e la realizzazione delle opere e degli interventi che questa delibera di indirizzo… andiamo a definire. E li condivido in pieno. Però, potrei aggiungere anche, diciamo, una mia idea personale: io, sinceramente, sulla questione dei residence, come ebbi a dire qualche tempo fa, non sono assolutamente d’accordo. Ma è una posizione mia personale, e come molti richiamano la disciplina di partito, in questo caso vorrei anche io richiamarmi alla disciplina di partito e rimane una mia idea personale e su questo, sinceramente, non metterò un veto. Però, è pure vero che sui residence,
quando in una delibera di indirizzo si scrive: residence a gestione alberghiera è un’inversione naturale, solitamente, di quello che succede. Solitamente, un privato che è proprietario di più unità immobiliari, decide di fare un residence. In questo caso si va all’inverso. Però, va bene, questo è un ragionamento mio personale. E, sinceramente, il residence, come destinazione urbanistica, è chiaramente una destinazione che non è turistico-alberghiera, ma è una destinazione di edilizia residenziale privata. Allora… e poi, tra le altre cose, è una forma che genera un’occupazione molto limitata, perché non è una forma di imprenditoria evoluta, non è un’impresa evoluta, è un’impresa poco evoluta che
genera poca occupazione. Su questa questione dell’occupazione, io dato che ho un mestiere, ho delle competenze, anche se piccole, ben precise, ho sentito dei numeri, vorrei capire… ma non perché non mi piace enunciare numeri roboanti… questi 250 posti di lavoro da che stima e da che calcolo vengono fuori. Perché poi, ognuno ha le sue competenze, volevo capire anch’io questo numero da che cosa viene fuori. Però, sicuramente, c’è una possibilità di nuova occupazione, sicuramente c’è una riqualificazione di quell’area, sicuramente c’è finalmente un cambiamento in città e, per dirla tutta, la vera speculazione non è tanto le linee guida che sono fissate in questa delibera di indirizzo, è quella di aver tenuto per venticinque anni quell’area così com’è.
Detto questo, io su questa delibera non ho grosse perplessità. Fa parte del nostro programma, fa parte del programma di governo di questa Amministrazione ed è giusto che finalmente approdi in Consiglio Comunale, è giusto che un alleato come il Partito Democratico, che sostiene questa maggioranza, possa apportare dei propri emendamenti, delle proprie proposte migliorative e chiudo con questa cosa e richiamo a quello che dicevo all’inizio. Però, come partito dobbiamo essere seri, discutere, confrontarci, capire che non si può sedersi ad un tavolo avendo in mente di poter imporre tutto a tutti. Però, essere leali, nel senso che se da questo confronto con la maggioranza dovesse venir fuori
un emendamento, o due, che non dovessero essere recepiti perché qualcuno ritiene che tecnicamente possono creare dei problemi e si stravolga in qualche… e renda, in pratica, il progetto irrealizzabile, la riqualificazione della vetreria irrealizzabile, sinceramente io su questo non avviterei né il partito e né, tanto meno, il mio voto. Quindi, invito prima di passare alla votazione degli emendamenti, a convocare una riunione di maggioranza dove si avrà la possibilità di discutere di queste cose. Grazie.

Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti della delibera d’indirizzo approvata e la discussione integrale del Consiglio Comunale, clicchi qui .

Uniti Contro Acqualatina, la Mozione Consiliare

La gestione dell’acqua deve tornare pubblica. Il risultato del Referendum ora impone risposte chiare da parte del PD Provinciale e di tutti noi amministratori locali. In Provincia di Latina l’affluenza è stata altissima, a pesare sicuramente l’effetto Acqualatina. Sottoscrivo in toto le parole del nostro segretario provinciale Enrico Forte che, in un’intervista pubblicata oggi, parla della necessità “di scardinare il sistema di potere UDC-PDL”. Bene, penso che sia necessario passare (subito) dalle parole ai fatti, per una volta. Per questo, ho deciso di scrivere una mozione consiliare. Obiettivo, rilanciare l’iniziativa politica del PD provinciale su un tema fondamentale, come la Gestione dell’Acqua, che in Provincia di Latina significa anche provare ad affossare una delle architravi su cui poggia l’asse (politicamente perverso) di potere Fazzone-Forte-Cusani.
Spero, anzi ne sono sicuro, che questa mozione possa essere raccolta e presentata in tutti i consigli comunali della Provincia di Latina dove sono presenti nostri rappresentanti.

DI SOTTO LA MOZIONE CONSILIARE CHE VERRA’ DEPOSITATA A GAETA.

Alla cortese attenzione:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI GAETA

SEDE

Gaeta, lì_XX/06/2011

Oggetto: Mozione per Ripubblicizzazione Servizio Idrico Integrato

Premesso che

• Acqualatina S.p.A. è il gestore del Servizio Idrico Integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale n.4 Lazio Meridionale;

• Acqualatina S.p.A. è una società mista dove il 49% del capitale è detenuto da soggetti privati e il restante capitale è detenuto dai Comuni dell’ ATO4 in proporzione alla popolazione residente;

• Il Comune di Gaeta fa parte dell’Ambito Territoriale n.4;

Considerato che

• L’acqua rappresenta un bene dell’umanità, un bene universale e un bene comune pubblico, che deve essere accessibile a tutti;

• Nel Nostro ordinamento giuridico le società per azioni sono vocate alle remunerazione del capitale, secondo criteri e modalità stabilite dal codice civile agli artt. 2423 – 2435;

• Con il Referendum del 12 e 13 Giugno 26.000.000 cittadini italiani hanno espresso, senza possibilità di dubbi interpretativi, la loro volontà che la ”Gestione dell’Acqua” torni pubblica;

• L’affluenza in Provincia di Latina è stata del 54.86% e nella sola Città di Gaeta circa 10.000 cittadini si sono recati alle urne esprimendo il proprio consenso al secondo quesito referendario che ha sancito l’abrogazione della «remunerazione del capitale investito» nella determinazione della tariffa del servizio, prevista al comma 1 dell’art. 154 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152;

• Il secondo quesito referendario del 12 e 13 giugno che la gestione del servizio idrico integrato da parte di Acqualatina S.p.A non possa più generare la remunerazione del capitale attesa dai soci;

• La determinazione delle tariffe è attualmente ancora in capo alle Autorità d’Ambito;

Ricordato Altresì

• L’impegno civico profuso da parte dei comitati popolari e associazioni per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della democrazia diretta e in particolare sull’esercizio del diritto di voto in occasione dei Referendum del 12 e 13 Giugno;

IMPEGNA

Il Sindaco e la Giunta ad adoperarsi in sede di Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti dell’ATO4 affinché venga realizzato nelle more di un intervento legislativo chiarificatore:

• Uno studio di fattibilità per l’affidamento del Servizio idrico integrato ad una società totalmente pubblica;
• Lo scorporo immediato della “componente remunerativa del capitale investito” dalle tariffe applicate dal Gestore Acqualatina;

Si chiede di inviare il presente atto a tutti i Comuni Soci di Acqualatina S.p.A.

Il Toto-Assessori di Gaeta, che noia…

Dopo mesi di discussione e confronto politico-programmatico siamo riusciti a trovare la cosiddetta “quadra”. La verifica di maggioranza si è conclusa con la firma di un documento politico. il Sindaco di Gaeta ha reso anche pubblica la cosa in una recente conferenza stampa. Tutti contenti, certo. La maggioranza si è pure allargata, è entrato l’IDV, mica una roba da poco. Detto ciò, in questi giorni su stampa e blog locali è decollato il poco interessante Toto-Assessori , che appassiona solo noi addetti ai lavori, lasciando invece indifferente il 99,9% dei cittadini di Gaeta. La colpa non è certo della stampa o dei giornalisti, che fanno il loro lavoro. La colpa è nostra, intesi come parte politica. Di chi dovrebbe decidere e non lo fa, ma soprattutto di chi gioca ad allungare i tempi, sperando che qualcosa succeda, e si possa provare a riconquistare la Contea di Nizza e della Savoia. Io non ci sto, per dirla alla Scalfaro. La parola d’ordine è “decidere”, ora. Ai cittadini non interessano le alchimie politiche e le strategie tardo-cavouriane, il programma c’è e le cose da fare non mancano, andiamo oltre. Please.

Approvazione Protocollo ENI, le 8 ore di Consiglio Comunale

Leggendo le loro dichiarazioni sulla stampa i cittadini hanno avuto l’impressione che i consiglieri di opposizione del PDL fazzoniano avessero fornito un contributo positivo in Consiglio Comunale. In realtà, ci hanno fatto solo perdere tempo e il loro voto, anche se importante, non è stato determinante. La maggioranza aveva i numeri per approvare il protocollo, e anzi abbiamo dovuto affrontare un opposizione che ha cercato di far saltare la seduta, approfittando anche delle temporanee assenze tra le fila di maggioranza dovute a esigenze di tipo fisiologico. La politica a Gaeta, purtroppo, si fa pure con queste raffinate tecniche di ostruzionismo anglosassone. Ma più che la PDL fazzoniana, il principale oppositore del Protocollo Eni è stato l’UDC, che come avrete modo di leggere sui miei Tweet scritti nel corso della seduta consigliare è l’assoluta protagonista, in negativo.

Di sotto la cronistoria by twitter del consiglio comunale del 12 Maggio

1. l’opposizione guidata dal UDC fa le barricate, presentate un fiume di eccezioni risibili
2. Stiamo votando l’ultima eccezione dell’opposizione, poi finalmente si potrà aprire la seduta consiliare
3. Bocciate tutte le eccezioni si apre la seduta, la maggioranza sta dimostrando grande compattezza
4. Prima di passare alla ratifica del proto dobbiamo prendere atto della variante al PRG Consortile
5. Pausa dei lavori consiliari per tenere un inutile conferenza dei capigruppo
6. I lavori consiliari stanno per riprendere, l’opposizione da segni di cedimento
7. L’UDC impedisce le riprese televisive, un atto contro il la libertà d’informazione.
8. L’opposizione stanca e frantumata lascia solo l’UDC nell’azione di becero ostruzionismo
9. Primi interventi sul punto, il voto storico si avvicina
10. L’UDC pensa che l’ENI sia affidabile quanto l’azienda quagliarulo di Roccasecca. Assurdo!!
11. Consiglio Comunale APPROVA!!! Un po’ stanco, ma entusiasta di aver contribuito a scrivere una pagina storica x Gaeta!

Verifica di Maggioranza, il confronto è sui programmi

Spero di non offendere la suscettibilità di nessuno evocandola pubblicamente. Ma la “verifica di maggioranza” a Gaeta c’è, è in corso e penso che sia peraltro necessaria per rilanciare la nostra azione amministrativa e politica.
Al di là delle polemiche e dei retroscena fantasiosi svelati da alcuni giornali locali, in questa verifica si sta parlando di problemi della Città, di opportunità di sviluppo, di priorità, di progetti e non di poltrone, strapuntini e incarichi. È evidente che la maggioranza sia attraversata da qualche sussulto, ma i nodi da sciogliere sono di tipo politico-programmatico e non sono per fortuna risolvibili applicando il “manuale cencelli”.
Di una verifica politica avevamo bisogno, e inutile nasconderlo. La maggioranza attuale aveva la necessità di consolidarsi intorno ad un programma di fine mandato condiviso. Sia chiaro, avere una maggioranza coesa non significa averla necessariamente ampia in termini numerici. Avere 19 consiglieri comunali su 20 senza un programma condiviso, serve a poco. Meglio numeri un po’ più risicati, ma avere maggiore comunità d’intenti e soprattutto un programma scritto nel bronzo .
Chiudo con un auspicio. Spero che il confronto interno alla maggioranza sia proficuo, ma che finisca anche presto. Confrontarsi, ma poi decidere. Quando la discussione diventa religione, si perde il buon senso e con esso le possibilità di cambiamento della nostra Città. Siamo stati eletti per innovare e governare, per chi vuole galleggiare a pochi chilometri da Gaeta c’è sempre un bellissimo acquapark.

Programma politico, quali sono le tue priorità per Gaeta?

Nel 2012 a Gaeta si svolgeranno le elezioni amministrative. Davanti abbiamo ancora un anno di governo cittadino in cui possiamo realizzare alcuni punti importanti del nostro programma di mandato. Il tempo per realizzare tutto, forse, mancherà. Ma chiudere bene il proprio mandato, individuando correttamente le priorità, rappresenta per qualsiasi maggioranza politica il modo migliore per riproporsi agli elettori alle prossime elezioni.

Su cosa dovrebbe puntare l’Amministrazione Comunale di Gaeta in questo ultimo anno?

Partecipa al Sondaggio, i risultati saranno consultabili online sul Blog.