Capro espiatorio?

ministro guidiUn emendamento escogitato per deprivare del controllo gli Enti Locali e consentire al Ministero dello Sviluppo Economico, in perfetta solitudine e senza alcuna valutazione ambientale, l’inserimento nelle opere strategiche di tutte le infrastrutture collaterali alla produzione energetica. L’emendamento serviva a mettere fuori gioco Comuni e comunità locali, così da rendere qualsiasi opera soggetta esclusivamente all’autorizzazione del Ministero della Guidi. La Ministra si è dimessa, ma l’emendamento dello scandalo resta. La questione è semplice, se quel cavolo di emendamento non verrà cancellato, la Giudi non rappresenterà solo la cacciata della prima responsabile ma in parte anche il solito e dannatissimo capro espiatorio.

NO ALLO SCARICABARILI!

SCARICABARILINon ci provate nemmeno con lo scaricabarili. Il fallimento è di sistema, è delle politiche a tutti i livelli. Ha fallito la politica, quella che ha governato negli ultimi 30-35 anni. A spanne direi che si possono accollare, vari gradi di responsabilità, per la devastazione del nostro territorio, almeno a due generazioni di politici. Badate bene, il fallimento non è circoscritto alle politiche ambientali. E’ fallito un modello di sviluppo che considerava e considera il lavoro un bene perfettamente fungibile e la terra un fattore della produzione consumabile, un bene da depredare come se non ci fosse un domani. Ne consegue che con questo modello di sviluppo hanno fallito generazioni di politici, tutta la classe politica che l’ha sostenuto e continua (porca miseria) – a sostenerlo oggi – nonostante l’impoverimento dei cittadini, le disuguaglianze crescenti e i disastri prodotti per il territorio.

Roma-Latina, un’altra mobilità #èpossibile

traffico roma latina

Nonostante l’iter amministrativo e progettuale del Corridoio Tirrenico Meridionale prosegua, seppur con lo spostamento della presentazione delle offerte di gara dal 16 settembre al 27 novembre 2014, si aggiungono nuove voci che manifestano il proprio dissenso rispetto alla realizzazione dell’opera.

Nelle settimane passate erano stati i costruttori laziali a manifestare tutto il loro scetticismo in merito al mantenimento di costi e tempi di realizzazione del complesso degli interventi (collegamento A12-Tor De’ Cenci, autostrada Roma-Latina, bretella Cisterna-Valmontone e opere connesse per un totale di circa 186 Km di asfalto, 2,7 miliardi di Euro e sette anni di lavori), indicando come soluzione alternativa e urgente la messa in sicurezza della Pontina utilizzando i 468 milioni di Euro già stanziati per l’opera.

In questi giorni anche tra i rappresentanti politici pontini serpeggia più di un dubbio sulla necessità di affrontare un impegno economico così gravoso per un’opera pubblica di incerta utilità, dalle tempistiche realizzative indefinibili al di là del cronoprogramma dei lavori ufficiale e che, pertanto, rischia di trasformarsi in una nuova Salerno-Reggio Calabria.

Ultimi a manifestare il proprio scetticismo il Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e la consigliera Regionale Rosa Giancola, che si aggiungono ad autorevoli rappresentanti del PD pontino che già si sono detti contrari al progetto, amministratori locali, ai comitati sorti a difesa del territorio e dei beni comuni.

Si intravede quindi la possibilità di riaprire una discussione tanto nel Partito Democratico della Provincia di Latina, quanto nella maggioranza che sostiene il Presidente della Regione Lazio Zingaretti. Discussione che deve vertere non solo sull’opportunità di costruire nuove infrastrutture che hanno un impatto devastante sul territorio, ma, come da più parti ribadito, sul modello di sviluppo verso il quale tendere nell’immediato futuro, a maggior ragione in un periodo nel quale il governo incontra non poche difficoltà nel reperire risorse da dedicare all’ammodernamento infrastrutturale del Paese, come la discussione in atto in questi giorni sui contenuti del decreto Sblocca-Italia dimostra in tutta la sua drammaticità.

Lazio Possibile, costola regionale dell’associazione promossa da Giuseppe Civati al Politicamp di Livorno dello scorso luglio, pensa che sia giunto il momento di riaprire un confronto tra movimenti, cittadini, partiti e istituzioni per giungere ad una soluzione condivisa che consenta un reale ammodernamento della rete infrastrutturale territoriale tenendo insieme esigenze di mobilità di persone e merci, compatibilità ambientale e valorizzazione del territorio.

Queste, per Lazio Possibile, le proposte da cui ripartire:

  • Messa in sicurezza della Pontina.
  • Realizzazione di una Metro leggera di superficie sull’asse Latina-Roma.
  • Realizzazione della gronda merci di Roma che libererebbe tracce per i treni sul reticolo ferroviario romano per i treni passeggeri.
  • Chiusura dell’anello ferroviario di Roma.
  • Utilizzazione dell’asse AV/AC Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli-Salerno per il trasporto merci in orario notturno).
  • Valorizzazione delle bellezze artistiche, culturali, paesaggistiche dell’agro romano e dell’agro pontino.
  • Realizzazione di autostrade informatiche per mettere in contatto domanda e offerta di cultura, in tutti i sensi.

Centrale nucleare del Garigliano è tempo della verità.

Centrale GariglianoI risultati della campagna di analisi eseguita per conto della Procura di Santa Maria Capua Vetere dimostrano, semmai ce ne fosse stato bisogno, la gravità della situazione ambientale in cui versa il territorio circostante la centrale nucleare del Garigliano. Anni di menzogne e di mezze verità.

Adesso è il tempo della verità, una verità che gli attivisti dei Comuni di San Cosma e Damiano, Castelforte, Sessa Aurunca, San Castrese ben conoscono in anni di indagini condotte in proprio, tra il silenzio degli enti di controllo. La reale portata del disastro ambientale deve emergere in tutta la sua chiarezza e quindi chiediamo che nel prossimo Parlamento venga istituita una commissione parlamentare di inchiesta che faccia luce piena sui danni provocati all’ambiente dalla centrale nucleare del Garigliano.

Nota Stampa di 

Raffaele Viglianti – Candidato al Senato del Partito Democratico
Fabio Luciani – Candidato alla Regione Lazio del Partito Democratico

Immagina di trasformare i rifiuti in risorse

The Dog Who Helps To Recycle Plastic BottlesLa recente sentenza del TAR Lazio, che boccia senza appello il piano di gestione dei rifiuti regionale, certifica l’assoluta incapacità della giunta uscente nel programmare, pianificare e gestire il ciclo dei rifiuti, ed evidenzia la necessità di ripensare in maniera del tutto nuova e moderna alla raccolta e allo smaltimento dei RSU.

Tale pronunciamento blocca, al contrario di quello che pensa il Ministro Clini,  anche il suo dissennato decreto che intendeva trasformare la nostra provincia nella pattumiera del Comune di Roma e scaricava, di fatto, sui nostri territori l’incapacità del Sindaco di Roma Alemanno nel gestire la raccolta dei rifiuti nella Capitale, peraltro senza alcun tipo di informazione, consultazione e coinvolgimento da parte degli enti locali interessati.

Occorre voltare pagina, iniziare a pensare ai rifiuti come ad una risorsa ed organizzare l’intero servizio secondo criteri di economicità, efficienza e tutela dell’ambiente e sul ciclo virtuoso delle tre erre: riciclo, riuso e raccolta differenziata.

Insieme alla futura Giunta Regionale, che sarà quasi certamente guidata da Nicola Zingaretti, mi impegnerò a promuovere il ricorso alla raccolta differenziata porta a porta per raggiungere, anche nel nostro territorio, gli obiettivi fissati dalla normativa.
E’ inoltre necessario ridurre quanto più possibile il quantitativo di rifiuti da conferire in discarica attraverso la realizzazione di impianti per trattamento meccanico biologico dei rifiuti, stazioni di compostaggio e isole ecologiche.
Sarà mia cura, inoltre, favorire quanto più possibile la diffusione di una maggiore consapevolezza dei cittadini nei riguardi dell’intero ciclo dei rifiuti fino dall’età scolastica attraverso campagne informative e progetti che coinvolgano le scuole di ogni ordine e grado.

Per quanto attiene il governo locale è necessario che anche l’amministrazione provinciale di Latina abbandoni politiche sui rifiuti del secolo scorso che prevedono ancora la costruzione di nuovi inceneritori, e pensi invece di dotare subito il nostro territorio di un Osservatorio Provinciale sui rifiuti per agire in maniera integrata a sostegno delle politiche dei comuni del bacino provinciale, per analizzare e divulgare in maniera sistematica dati, tendenze e fattibilità in materia di riduzione, recupero e smaltimento rifiuti.

FABIO LUCIANICandidato PD al Consiglio Regionale del Lazio 24 e 25 Febbraio.

Una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per la Centrale del Garigliano

ImmagineSono previste dall’art. 82 della Costituzione: “Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse”. Condivido in pieno la proposta avanzata, durante la conferenza stampa di stamani, da Raffaele Viglianti candidato a Latina e provincia alle primarie parlamentari del Partito Democratico di istituzione per la Centrale Nucleare del Garigliano di una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare verità e responsabilità eventuali su “omessi controlli per tenuta in sicurezza centrale e nella gestione dei rifiuti pericolosi”.

Autostrada Roma-Latina e Bretella Valmontone-Cisterna, Grandi Opere Inutili.

Di sotto il Comunicato Integrale firmato anche da Raffaele Viglianti e Cosmo di Perna.

In questi giorni assistiamo preoccupati delle posizioni personali e delle dichiarazioni di alcuni esponenti del PD della provincia di Latina che sposano con sorprendente entusiasmo progetti che prevedono la realizzazione dell’Autostrada Roma-Latina nonché della bretella Valmontone-Cisterna.

Ci permettiamo di sollevare qualche dubbio in merito all’effettiva utilità di tali opere ancora una volta asservite allo spostamento di cose che non si sa nemmeno chi dovrebbe produrre, vista la situazione economica attuale e pensiamo quindi che le ingenti risorse destinate alla loro realizzazione dovrebbero trovare una migliore destinazione. La viabilità va vista sempre con una progettualità complessiva dell’ intero territorio e non con interventi francobollo che rischiano di aumentare i problemi piuttosto che risolverli. Spendere 3 miliardi di euro per trasformare la sola Pontina in autostrada a pagamento è un idea superata e inutile per il miglioramento della viabilità. Sono altre le priorità e i progetti da mettere in cantiere per favorire sicurezza stradale e localizzazione imprese.

Lo sviluppo di un territorio può infatti passare anche dalla valorizzazione delle risorse economiche, culturali, sociali, ambientali, paesaggistiche mediante aiuti mirati all’imprenditoria locale che sappiano incentivare una economia a basso impatto ambientale.

Non è con le autostrade a pagamento che si risollevano le sorti di un territorio, ma piuttosto con autostrade informatiche che consentano di creare sviluppo nel tessuto economico grazie alle reti infrastrutturali a banda larga affiancate ad interventi capillari di messa in sicurezza della viabilità esistente.

Ulteriore consumo di suolo, peraltro in aree di pregio da un punto di vista ambientale e naturalistico, come ad esempio quelle attraversate dalla bretella Valmontone-Cisterna, non potrà che degradare ancor di più un territorio che, negli anni, ha ricevuto dalle istituzioni locali ben poca attenzione da un punto di vista della propria tutela e conservazione.

Peraltro l’attenzione dedicata da questi esponenti provinciali del PD di Latina all’area nord della provincia fa il paio con il disinteresse mostrato per le sorti politiche ed economiche del sud pontino, abbandonato a sé stesso tanto da collezionare una sconfitta dietro l’altra nelle ultime tornate elettorali. Purtroppo, anche lo stesso Segretario Provinciale Enrico Forte ha dato spesso la sensazione di essere più interessato ad intese elettorali fallimentari con forze politiche che hanno devastato il territorio da un punto di vista sociale, economico, culturale piuttosto che presentarsi agli elettori con proposte chiare, autorevoli e riconoscibili.

Siamo certi, quindi, che il Partito Democratico del Lazio definirà quanto prima una proposta ufficiale e organica che integri le esigenze di mobilità e di sviluppo dell’intero territorio regionale tenendo ben presente che non può esistere un vero progresso dell’economia laziale che non passi per la tutela dei beni ambientali, paesaggistici e culturali presenti nella nostra regione.

 

Con paralisi ARPA Lazio ambiente senza tutele.

La Giunta Polverini nuoce gravemente alla salute dei cittadini del Lazio. Dopo aver affossato il diritto alla salute dei cittadini del Lazio con un piano sanitario scellerato e insostenibile è passata all’attacco  dell’ARPA Lazio. Sono già 20 i lavoratori  lasciati a casa ed entro la fine dell’anno sono a rischio altri 100 lavoratori con contratti a tempo determinato.  Oggi,  5 giugno, giornata mondiale dell’Ambiente, mi sembrava giusto e doveroso ricordare che nella mia Regione, causa inerzia assoluta della Giunta Polverini, l’agenzia regionale preposta  ai controlli ambientali a tutela della salute dei cittadini del Lazio è a rischia paralisi.

I lavoratori dell’Arpa Lazio sono dal 1° giugno in stato di agitazione e come reso noto in un comunicato stampa a firma Sindacati Confederali  e RSU Lavoratori,  l’Ente con un taglio alla forza lavoro così ingiustificato e drastico non sarà più in grado di assolvere ai suoi compiti istituzionali come il monitoraggio della qualità dell’aria (centraline), i controlli sulla balneabilità delle acque marine e lacustri, i controlli sulle discariche, i controlli sugli agenti fisici (Campi Elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, rumore, vibrazioni ecc.). Insomma, nel Lazio, l’ambiente più che tutelato viene abbandonato dalla Polverini.  Le politiche ambientali della Regione Lazio con la Giunta Polverini sono sempre più ridotte a mera identificazione di località in cui collocare nuove discariche e null’altro.

Da parte mia sono solidale con i lavoratori dell’ARPA e sono anche sicuro che Il Segretario Gasbarra, i nostri rappresentanti in Regione e tutto il PD Lazio continueranno a essere al fianco di lavoratori e cittadini della nostra Regione per sostenere una positiva soluzione del caso.

Nuovo Campo di Calcio della Piaja dalle Parole ai Fatti.

“Sono iniziati questa mattina i lavori presso il campo di calcio del quartiere Piaja dopo un iter amministrativo durato due anni”. Finalmente siamo riusciti ad affidare i lavori. Un Intervento importante per lo sport cittadino e la vivibilità del quartiere Piaja. Un intervento a favore dei giovani, ma con ricadute positive su tutti i residenti del quartiere. Un intervento finanziato dalla precedente Giunta di Centrosinistra, fortemente voluto dall’Assessore ai Lavori Cosmo di Perna e che ha trovato concretizzazione anche grazie all’interessamento politico del Consigliere Regionale del Partito Democratico Enzo Foschi. Il candidato Sindaco della destra fazzoniana programma viaggi elettorali nei quartieri della Città, Noi alle parole e ai tour propagandistici, come dire, preferiamo i “fatti”.