Vittime dell’irresponsabilità

page01Luigi Di Maio (M5S): “Sull’immigrazione ci vuole poco cuore e più cervello. La nostra ricetta: i richiedenti asilo lo facciano sulle coste del nord-Africa nei nostri uffici e non qui.”

Qualcuno spieghi a Luigi Di Maio che per il diritto internazionale il richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede al Paese in cui ha trovato riparo il riconoscimento dello status di rifugiato (o di altre forme di protezione umanitaria). La condizione di rifugiato è stabilita dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite sottoscritto da 147 Paesi. Lo status di rifugiato è riconosciuto a tutte quelle persone che nel proprio paese d’origine potrebbero essere vittime di persecuzioni. Oltre al diritto internazionale, la proposta di Di Maio è contraria al buon senso. Ma voi ve la immaginate una persona che rischia nel proprio Paese di essere ucciso o perseguitato – per ragioni di razza, religione, nazionalità, opinione politica – restare li o in un Paese di transito e insicuro come la Libia, in attesa che i nostri uffici presenti nel suo Paese (o in Libia) gli comunichino l’accoglimento o meno della sua richiesta d’asilo? Vi sembra verosimile? Vi pare una proposta risolutiva? A me, proprio no.

Caro Di Maio, temi così drammaticamente seri dovrebbero esser affrontati con più grano salis, da parte di tutti. Anche in campagna elettorale.

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