La trasposizione delle responsabilità

Un principio pericoloso per la politica: la trasposizione delle responsabilità. Le responsabilità individuali diventano di un intero governo. Si consolida uno schema che svuota le funzioni di un partito, di un parlamento. Tutti responsabili, nessuno responsabile. Le telefonate privilegia-Ligresti, le amicizie discutibili di un Ministro, in nessun Paese (vagamente) democratico devono trasformarsi in una questione di fiducia nei confronti di un Governo o del Capo dello Stato. E questo è già accaduto, e accade di nuovo. Ahinoi. Spiace che Renzi abbia chiesto a Letta proprio questo. Cambiando posizione sulle dimissioni della Cancellieri senza dirlo, con furbizia e sollevandosi da ogni responsabilità. Di Gianni Cuperlo ho apprezzato la linearità e coerenza della sua posizione politica, è il candidato per le larghe intese e tutto torna.

La posizione del nostro affezionatissimo.

ROMA –  Ci ha provato fino alla fine Pippo Civati a racimolare i voti necessari per presentare la sua mozione al Pd. La mozione che chiedeva le dimissione del Ministro Cancellieri. “I miei compagni di partito hanno deciso diversamente, accogliendo l’ennesimo, impolitico, ricatto: o così, o nulla”. È vero, aggiunge il candidato alla segreteria Pd, che il Paese affronta drammi più gravi: il lavoro, le carceri, la giustizia, l’inquinamento e il rischio legato all’incuria del territorio. Ma è altresì vero che tutto questo nasce da una politica che non decide più eccetto quando decide male, con una ignavia che il caso Cancellieri rivela oltre ogni ragionevole dubbio”.

“Che devono pensare gli italiani di gente” dice riferendosi ai suoi compagni di partito “che dice: « Penso una cosa, ma ne voto un’altra»?. Quante volte si può commissariare la questa democrazia? Io sono stufo di una politica che pensa solo agli equilibri interni, solo all’amicizia con i poteri forti, sono al sodalizio con i massimi vertici della Repubblica senza mai pensare ai milioni che stentano, perdono fiducia, muoiono, avvelenati, suicidi, travolti dai disatri che l’incuria del territorio ingigantisce. È mai possibile vivere sotto l’eterno ricatto di una governabilità che non governa altro che la sua sopravvivenza? Per quanto dobbiamo sentirci dire: o così o nulla. Io non mi più riconosco in un Pd che considera ‘interesse superiore’, tutto eccetto quello che sente e importa alle persone. Per questo mi sono candidato per cambiarlo. Dopo questo ennesima prova deludente di questo partito-apparato governativo, lo farò con ancora più energia e determinazione. È e deve rimanere il Pd la speranza per il futuro. Non può rimanere Grillo l’unico a dar voce allo scontento di milioni di persone”.

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