Larghe Differenze

Una sintesi delle posizioni sulle larghe intese dei 3 candidati alla segreteria del PD. Un esercizio che potrebbe esser ripetuto anche su altri  temi o questioni di fondo.

Renzi:  a lui le larghe intese piacciono a targhe alterne. Un giorno tifa per Letta e il giorno dopo lo critica, anche duramente. Non fissa scadenze, non dice molto su cosa dovrebbe fare il governo, lo esalta e lo butta giù spesso su temi estemporanei e fumosi . Unica richiesta ricorrente la legge elettorale, per ora.

Cuperlo:  parla di semestre europeo. Le larghe intese dovrebbero in soldoni durare fino al 2015. Un eternità, nel quale provare a ricostruire il PD e il campo del centrosinistra.  Mission impossible, anzi è probabile che si verifichi il perfetto contrario.  Far durare così a lungo le larghe intese rischia di farlo sparire definitivamente il PD,  per non parlare dell’alleanza con SEL.

Civati: contrario alle larghe intese da sempre. Vuole costruire un Pd che recuperi il rapporto con Nichi Vendola e con SEL, in un centrosinistra che va da Stefano Rodotà a Romano Prodi. Le larghe intese non devono durare un minuto in più del necessario e per far ciò serve un governo di scopo che ridia fiato all’economia, faccia una legge elettorale e approvi la legge di stabilità. In primavera  poi ritorno alle urne.  In democrazia funziona pressappoco e dappertutto così, ma da noi, come spesso accade,  le anomalie si travestono da normalità. E chi sostiene posizioni ragionevoli, si trasforma in un dissidente.

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