Legge elettorale e riforma della Costituzione

Alcune domande che condivido, a cui aggiungo una breve considerazione politica.
Il Governo Letta doveva occuparsi delle emergenze del Paese e non costringere il PD a condividere un processo di revisione dei valori che fondano la democrazia del nostro Paese con chi ha occupato tribunali e marciato contro i giudici, solo per ricordare le ultime inqualificabili gesta di un uomo politico che (in 20 anni) ha calpestato molti dei principi fondanti della nostra carta costituzionale.

un filo rosso

Costituzione copertina

Sbaglierò (e da semplice cittadino che segue la nostra vita politica è certo possibile), ma a me appaiono interrogativi inquietanti.

Il sistema elettorale italiano nato con la Repubblica si basa su non molte leggi.

In estrema sintesi si potrebbe dire che tra il 1946 e il 1993 si è praticamente votato sempre con la medesima legge, anche se va ricordata l’episodica legge 148 del 1953 – nota alle cronache come ‘legge truffa’-  che rimase in vigore per una sola tornata elettorale. La legge del 4 agosto 1993, nata a seguito del referendum del 18 aprile dello stesso anno che aboliva il proporzionale, fu detta anche legge Mattarella dal suo ideatore. Rimase in vigore fino al 2005, per essere sostituita dalla legge 270 del 21 dicembre 2005, l’attuale, più nota come legge Calderoli o legge ‘porcata’ dalla definizione datale dal suo stesso ideatore.

Nella breve storia della nostra Repubblica nessuna di…

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