Regione Lazio, polverizzato il diritto allo studio

regione_lazio1Nel Lazio i tagli orizzontali all’università realizzati dalla Gelmini e non temperati dall’attuale Governo dei tecnici, sono stati sicuramente anche aggravati da una Giunta Polverini insensibile al tema e in tutt’altre faccende affaccendata.

Il diritto allo studio è un diritto fondamentale sancito dal comma 3 e 4 dell’art. 34 della Costituzione, che affermano: « I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».

Le responsabilità della Regione Lazio sono oggettive, basti pensare che Il fondo per il diritto allo studio viene erogato dal MUIR direttamente alle Regioni, le quali però dovrebbero provvedere ad integrarlo con fondi propri e con le risorse provenienti dalle tasse regionali per il diritto allo studio universitario. Insomma, il diritto allo studio ha trovato forti limitazioni in tutte le Regioni, ma nel Lazio la situazione è degenerata,  siamo prossimi alla (quasi) cancellazione di un diritto costituzionale.

E allora se, come risulta dalle graduatorie appena pubblicate da Laziodisu, la percentuale degli studenti universitari meritevoli a cui verrà negata la borsa di studio per insufficienza di fondi (i c.d. idonei non vincitori) è pressoché raddoppiata negli ultimi due anni, siamo di fronte a una situazione inaccettabile e per certi versi inspiegabile per una Regione che risulta la seconda più ricca del Paese. Saranno necessarie priorità della prossima Giunta e Consiglio Regionale ripristinare stanziamenti pubblici adeguati e riformare, come affermato dal nostro candidato Nicola Zingaretti, una legge per il diritto allo studio ormai obsoleta e inattuale.

Infine, consentitemi quest’ultimo piccolo inciso.

Bersani nelle ultime settimane ha più volte ricordato quanto sia deleterio, illiberale e ingiusto scindere la parola “merito” dalle parole “pari opportunità” e “parità di accesso”. La polverizzazione del diritto allo studio nella nostra Regione è un esempio concreto e triste degli effetti nefasti prodotti da tale separazione, per dire.

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