Polverini, scusarsi non basta.

Un intervento strappalacrime con tanti proclami e sceneggiate, ma di pagare il conto: “non se ne parla”. La poltrona non si molla, anzi, visto che tira un’ariaccia, meglio dare una bella stretta ai bulloni. Adesso la Polverini vuole tagliare tutto. Sprechi, privilegi e prebende. Adesso. Se non avessero beccato Batman Fiorito, che cosa avrebbe fatto o continuato a fare, la Polverini? Avrebbe fatto finta di nulla? Avrebbe riusato un elicottero per partecipare a qualche sagra, tipo quella del carciofo di Ladispoli? Avrebbe allargato Giunta e potenziato i vitalizi regalati agli assessori regionali esterni? A queste domande, nessuno ha la palla di vetro e per rispondere si seguono le sensazioni, l’istinto. La mia risposta comunque è: SI, e la vostra?

Andiamo oltre, per modo dire. E Parliamo delle “scuse” della Polverini. E Mi domando, anche qui, se sia un gesto nobile o un volgare attaccamento alla poltrona? Propendo per la seconda, e provo a spiegarvi il motivo. C’è molta ipocrisia nelle parole della Polverini, perché lo sapevano anche gli uscieri della Regione Lazio che ogni consigliere riceveva più di 200mila euro senza obbligo di rendicontare un piffero. E Allora? Le scuse della Polverine certo non bastano a cancellare le ruberie. Perché non siamo di fronte a qualche mela marcia isolata, ma risulta marcio il funzionamento complessivo del Gruppo PDL in Regione. Dunque l’unico modo per scusarsi con i cittadini è uno e uno solo. Rimettersi al loro giudizio, subito.

Noi come PD del Lazio non possiamo trastullarci troppo sulle disgrazie altrui e dobbiamo dare esempi positivi. Andare oltre la richiesta di riduzione dei finanziamenti ai gruppi o la pubblicazione online dei nostri bilanci, dobbiamo, senza indugio, auto-applicarci meccanismi di trasparenza “best in class” e regole rigorose per vincolare destinazione fondi pubblici (basta soldi a TV Locali, spese di rappresentanza discutibili, per fare un esempio). Io vorrei un Partito Democratico che, oltre a dimostrarsi diverso, sia percepito dai cittadini e da tutti i partiti come modello della buona politica. Chiedo troppo? Non penso e sono sicuro che il nostro segretario regionale, Enrico Gasbarra, stia già lavorando in questa direzione. Dobbiamo esser coscienti che sul PD ricade una grande responsabilità democratica, e non lo dico per partigianeria, ma sono sicuro che rappresentiamo davvero l’ultimo argine rimasto alla politica e ai partiti, nel Lazio e nel Paese, saltato il quale saranno travolti tutti, buoni e cattivi. E, senza politica e partiti, rischia il tracollo la qualità e la tenuta stessa della nostra democrazia.

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2 thoughts on “Polverini, scusarsi non basta.

  1. Pingback: Polverini dimettiti | RaffoBlog 2.1

  2. Il sistema dei partiti, oramai, fa acqua da tutte le parti: lasciamo pure che la destra affoghi nei suoi liquami, ma non consoliamoci. La tentazione di imitarli, da parte della sinistra, sembra un’attrazione fatale…Sabato Manfellotti

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