Cari Democratici di Gaeta, ritorniamo alla realtà…..

Servirebbe una riflessione seria. Ma ancor più importante un responsabile e immediato ritorno alla realtà. Dalla lettura dei giornali locali di questi giorni emerge un partito democratico locale diviso, litigioso e vittima di pericolosi personalismi, che rischiano di riconsegnare Gaeta al centrodestra della premiata ditta “Fazzone-Forte”. Dopo lunghi mesi di corteggiamento all’UDC dell’Avv. Matarazzo, la svolta pseudo-centristra è sfumata, e, il partito della famiglia Forte è ritornato nel suo alveo naturale di centrodestra. Qualcuno per mesi ci aveva raccontato un’altra storia, di un’alleanza PD-UDC vincente e probabile. E invece? Un buco nell’acqua, per fortuna di chi, come molti, consideravano al contrario l’asse con l’UDC locale implausibile e perdente. Archiviata la vicenda UDC, Il PD di Gaeta ha continuato a fornire una pessima prova di sé alla Città, proponendosi con un profilo rissoso e con una linea politica contradditoria e centrifugata da posizioni personali spacciate per unitarie. Insomma, il motto nell’attuale PD gaetano sembra essere: “non dividiamoci, discutiamo con calma del programma e delle alleanze, ma sia chiaro il candidato è Tizio, Caio o Sempronio”. È evidente che manchi clamorosamente una visione complessiva, un progetto sensato e una valutazione minima del contesto politico, delle alleanze possibili e dei campi di forza. È davvero difficile presentarsi agli elettori con un partito locale attraversato da contese furiose, furberie e finanche da coglioneria spicciola (scusate il francesismo). Un disastro, che non consente ad alcuno di mettere in campo un progetto politico credibile e comprensibile ai cittadini. Per ritornare in campo a Gaeta servirebbe, quasi banalmente, che il PD ritornasse a fare il PD. Ma non basta, per vincere le amministrative bisognerebbe andare oltre. Svanita l’illusione, anzi l’incubo UDC, il centrosinistra partitico, seppur unito, non è in grado da solo di vincere le elezioni amministrative, a Gaeta. Nel centrosinistra locale, nonostante le sue profonde divisioni , il Partito Democratico rappresenta ancora in termini elettorali circa il 95% dei consensi complessivi potenziali della coalizione. Ahinoi, i nostri alleati naturali IDV e SEL che, non vogliono sentir neanche parlare di primarie, sono purtroppo elettoralmente deboli. Basti pensare che solo da poche settimane SEL ha inaugurato una sede cittadina e l’IDV non ha neanche quella e ha un pugno d’iscritti, per dire. E allora, che fare? Per dirla in soldoni, basterebbe che il PD abbandonasse gli attuali personalismi per riuscire, con una semplicità disarmante, a unire il centrosinistra e riallacciare un’alleanza politica con quei movimenti civici che ricordo, se qualcuno se lo fosse dimenticato, hanno vinto da soli le scorse elezioni. Movimenti civici che sono espressione di valori etici e politici di area riformista e progressista . Perbacco, qualcuno direbbe: è pure roba di centrosinistra. Insomma, senza i civici della maggioranza Raimondi, il centrosinistra è destinato fatalmente a perdere le elezioni e servire su un piatto d’argento la Città al centrodestra di Re Faz. Sia chiaro, lo scrivo e ne sono profondamente convinto, anche lo stesso Raimondi, privato di un sostegno del centrosinistra nelle prossime elezioni, rischia una sonora batosta.
Riflettiamo democratici e democratiche di Gaeta. Non possiamo nasconderci, saremo chiamati obtorto collo ad una prova di maturità, tutti. Vecchi e nuovi dirigenti democratici, nessuno escluso.

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