Tanto rigore, poca equità e niente crescita

Partiamo dalla Crescita. Tre le principali misure: Deducibilità dell’IRAP, Rifinanziamento Confidi per le piccole imprese e Liberalizzazioni vendita farmaci di fascia “C”. Nessuna liberalizzazione importante, rinviata anche la riforma degli ordini professionali. I Confidi per le piccole imprese non andavano solo rifinanziati, ma riorganizzati e razionalizzati. Il numero dei confidi è ancora ridondante ed eccessivo. Sono troppi e troppo piccoli, se si pensa che più di un 1/4 di tali organismi ha un solo dipendente. Mi sarei aspettato un intervento per favorirne l’aggregazione che prevedesse, per esempio, un aumento della soglia minima del patrimonio richiesto. Per la crescita c’è davvero poco, anzi quasi nulla.

Capitolo Equità. Senza una stretta seria sull’evasione fiscale e una patrimoniale vera non è possibile ipotizzare uno spostamento strutturale del carico fiscale dal lavoro ed imprese alle rendite. Con l’incremento dell’IVA dal 21 al 23% si trasferisce diversamente la tassazione sulla domanda, sui consumi e sui redditi medio-bassi, poco bene. Portare a 1000 euro la soglia per i pagamenti in contanti significa far passare tra le maglie della tracciabilità dei pagamenti il 90% dell’economia sommersa del nostro Paese. insomma, nulla di fatto. Anticipare l’applicazione dell’IMU e i meccanismi di progressività introdotti sono invece positivi, anche se risulta poco convincente e troppo bassa l’esenzione stabilita per la prima casa(si poteva equiparare almeno a quella già prevista dal Governo Prodi). I tagli ai costi della politica sono poco significativi. L’unico provvedimento interessante è l’abolizione delle Giunte provinciale che, in attesa di una riforma costituzionale, mi sembra un passo deciso verso l’abolizione delle Province. Sulle pensioni di anzianità le scelte del Governo Monti sarebbero state ineccepibili se non ci fosse stato l’inopportuno innalzamento degli anni di contribuzioni per uomini e donne. Infine, lo scudo fiscale. Si è scelto d’intervenire (ottimo), ma non si capisce il timore mostrato dal Governo Monti di far pagare ai capitali scudati solo un ulteriore misero 1,5%.

il Rigore c’è.
Monti è credibile e la manovra da 20 miliardi netti è solida nei numeri. I mercati reagiscono bene e lo spread dei titoli italiani con i bund tedeschi scende sotto quota 400. Inizia la risalita, ma la strada per salvare l’italia e l’Eurozona è lunga e nel 2012 è in arrivo anche una nuova recessione economica.

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