Abstract del percorso a ostacoli delle Primarie nel Lazio #occupypd

Si diceva che le primarie sarebbero state abolite, almeno per i segretari regionali. Cambiare lo statuto nazionale sembrava una cosa semplicissima, quasi scontata. Rumors insistenti ipotizzavano abolizioni delle primarie per mano della conferenza programmatica del partito, che doveva tenersi da lì a pochi mesi. E invece niente, lo statuto è meno permeabile del previsto. Anzi con il passare del tempo le manovre anti-primarie si complicano e per il correntone trasversale “degli accordicchi” la strada del cambiamento delle regole appare sempre meno percorribile. Allora, si cambia strategia. Si decide di provare a far digerire un “gigantesco accordicchio”, che doveva portare all’elezione di Gasbarra in assemblea, lanciando appelli all’unità. Da più parti veniva invocata l’unità del partito come una strada obbligata per far uscire il PD Lazio dal suo commissariamento record. Giusto, ma a sostegno di questa idea d’unità non esisteva un candidato ufficiale, un programma, una proposta, un percorso, una piattaforma. Insomma niente di niente, uniti e basta. Per far cosa, per andare dove, non era poi così importante. Boh, sarò lievemente ottuso, ma quasi tutti gli articoli di stampa che si sono susseguiti caldeggiando variamente l’unità del partito erano, a mio avviso, pressoché indecifrabili per un lettore o elettore medio. In realtà, la richiesta d’unità celava solo l’estremo tentativo di qualche nostro dirigente politico di accantonare le scomodissime primarie. Si doveva eleggere, con il consenso di tutti i capicorrente del Lazio, un candidato che non aveva la necessità di definire un programma e addirittura non aveva neanche l’obbligo di candidarsi ufficialmente. Incredibile, ma vero. Le cose stavano andando davvero così, sembrava una partita chiusa. Gasbarra eletto in assemblea, e addio a regole e primarie. Per fortuna, ha irrotto nel confronto asfittico del PD Lazio un movimento dal basso, trasversale alle correnti e alle vecchie mozioni congressuali, che ha rimesso al centro del PD Lazio le regole, la partecipazione e la politica . Si va a primarie e per ora l’unico candidato ufficiale è Giovanni Bachelet. Un candidato che ho deciso di sostenere con entusiasmo, apprezzandone qualità politiche e coraggio. La proposta politica è già sufficientemente chiara, anche se sarà sicuramente articolata meglio nelle prossime settimane (vedi articolo Europa, QUI). A Giovanni, che considero come il Senatore D’Ubaldo un candidato brillante, ma a differenza sua anche plausibile, va infine riconosciuto il merito di aver riconsegnato il PD Lazio ai suoi iscritti ed elettori. E non è poco, anzi è già questo un grande risultato.

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