4 Manovre in 2 Mesi, dopo 3 anni persi….

4 manovre in soli 2 mesi. Il Governo Berlusconi sta continuando a presentare, minacciare o annunciare raffiche di misure e contromisure, seminando confusione negli italiani e allarmismo sui mercati. Un Governo in grado solo di presentare proposte sbagliate ed inique. Dalle pensioni all’IVA, un vero disastro. D’altro canto un Governo populista non può avere lo stomaco per affrontare una crisi economica esplosiva, che richiederebbe una leadership politica salda e un senso di responsabilità verso le future generazioni. Sciogliere i nodi strutturali del Paese alla base della nostra crescita economica cronicamente bassa è da Progressisti, non da conservatori populisti. Berlusconi, Scillipoti, Calderoli e tutto il centrodestra non riusciranno mai in un impresa (per loro) contronatura. Non sono neanche sorpreso dei pasticci estivi del Governo B. e delle sue manovre depressive, ingiuste e senza copertura finanziaria. Siamo sempre di fronte a un Signor B. che ha fraudolentemente nascosto la crisi e nel 2009 tuonava così contro le organizzazioni economiche internazionali: “un giorno si e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà perfino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011… un disastro. Dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perché di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo, distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo” (da Corriere della sera, 26 giugno 2009). È inutile rammentare chi, purtroppo, abbia avuto ragione. Ma B. non si è limitato a negare la crisi, si è più volte cimentato in promesse mirabolanti, scivolando in una circostanza anche nel cattivo gusto, dichiarando: “Ci aspettano tre anni di lavoro. Tre anni nei quali, uscendo via via dalla crisi, attueremo le grandi riforme. Le riforme istituzionali, dalla riduzione del numero dei parlamentari, all’elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica; la grande, grande, grande riforma della giustizia; la profonda riforma e l’ammodernamento del sistema fiscale, la questione del federalismo. Continueremo con la stessa determinazione la lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Vogliamo dare più sicurezza per i cittadini, vogliamo arrivare ad avere meno tasse, meno burocrazia, più infrastrutture e più verde. Vogliamo anche vincere il cancro che colpisce ogni anno 250mila italiani e che riguarda quasi due milioni di nostri cittadini” (Il Messaggero, 20 maggio 2010). Doveva sconfiggere il cancro, attuare le grandi riforme e invece? Meglio stendere un velo pietoso.

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