Eurobond, Armonizzazione e Governance Europea

Le riforme strutturali andavano realizzate prima e senza una vera governance europea della politica economica difficilmente usciremo dalla crisi. Dal vertice franco-tedesco di ieri sono emerse poche novità sul fronte del governo europeo dell’economia, non sorprende quindi la reazione altalenante e poco positiva delle borse. I mercati considerano l’incontro bilaterale Merkel e Sarkozy del tutto interlocutorio, e hanno ragione. I piani di salvataggio messi a punto dall’’Europa e dall’asse Merkel-Sarkozy si sono già dimostrati sbagliati e inadeguati rispetto alla portata e la natura della crisi. Affrontare deficit di bilancio attraverso tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse non sta rassicurando i mercati. Gli investitori sanno che l’austerità imposta ai Paesi europei in crisi si ripercuoterà sulla loro crescita economica. Il ragionamento è semplice, quasi scontato. Un debitore che riduce il proprio debito ma perde in prospettiva reddito è considerato dai propri creditori meno affidabile di un debitore che migliora il proprio reddito prospettico pur continuando a mantenere un indebitamento elevato. Morale della favola: per gli investitori sono (molto) poco affidabili i titoli pubblici di Paesi fortemente indebitati che hanno un’economia a crescita (quasi) zero. Il rischio che la crisi del debito sovrano della Grecia poteva far presagire episodi simili in altre parti della zona euro è diventato realtà. Nel novembre 2011, Grecia e Irlanda sono entrate in terapia intensiva, diventando i primi Paesi della zona euro a beneficiare dei fondi del piano di salvataggio concordato a maggio 2010 con il FMI, e ad aprile di quest’anno è entrato in crisi pure il Portogallo. Ora sembra toccare anche all’Italia, ma i risultati ottenuti dai piani di salvataggio in altri Paesi in crisi e le dimensioni della nostra economia sconsiglierebbero di ipotizzarne l’impiego anche per il nostro Paese. Eurobond, un piano di riforme per l’armonizzazione delle economie europee e una governance comunitaria vera dell’economia sono le uniche proposte in grado di salvare la moneta unica e l’Unione Europea. Sul piano nazionale, mi auguro che il Ministro Tremonti tragga insegnamento dagli effetti recessivi prodotti in questi mesi da manovre economiche basate esclusivamente su tagli orizzontali alla spesa e sull’aumento della pressione fiscale. La manovra economica va radicalmente cambiata e le 7 proposte avanzate dal Partito Democratico sono condivisibili sia sul piano dell’equità che della crescita. L’unità delle forze politiche si trovi nelle misure concrete utili al Paese, dei Governi Tecnici ne abbiamo parlato già abbastanza.

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