Questione AVIR

La mia posizione personale, a differenza di molti colleghi consiglieri (di minoranza) che in questi giorni si sono affrettati nel rilasciare dichiarazioni del tipo “noi l’avevamo detto”, è stata chiara e coerente sin dall’inizio. Sono stato tra i pochissimi consiglieri comunali che, nel corso della seduta consiliare del Dicembre 2009, ha posto con forza sulla vicenda dell’area ex-Avir la questione dell’opacità e scarsa affidabilità imprenditoriale della proprietà. La mia posizione rivista oggi alla luce dell’inchiesta giudiziaria in corso si conferma (purtroppo) essere sempre più sensata. Il contributo politico fornito da me e dal partito democratico (il PD ufficialmente ha presentato 10 emendamenti di cui 8 approvati dal consiglio comunale) ha avuto come obiettivo principale proprio quello di migliorare la trasparenza, la fattibilità degli interventi e le garanzie realizzative delle opere pubbliche previste dalla delibera consiliare. Tra i tanti emendamenti presentati e approvati abbiamo chiesto ad esempio che: “La proposta di programma di intervento dovrà inoltre contenere i progetti produttivi (alberghiero, convegnistico, commerciale) completi di business plan in modo che sia definito e chiaro chi saranno i soggetti attuatori, i soggetti gestori, i tempi di intervento e su quali scelte di mercato sono stati decisi gli investimenti necessari”.
Leggendo i contenuti della delibera d’indirizzo per l’area ex-Avir approvata dal Consiglio Comunale nel Dicembre 2009, tutto si può dire, tranne che l’attuale maggioranza e il sindaco abbiano fornito degli indirizzi urbanistici di natura speculativa. Infine, sarebbe saggio evitare polemiche, lasciando operare la magistratura in un clima generale non avvelenato dalla solita e sterile diatriba politica.

Di sotto il testo del mio intervento nel Consiglio Comunale di Dicembre 2009:

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE – (Fabio Luciani)

Dopo tre ore…. che mi ero prenotato, però. Dare spazio ai colleghi… che si sono tutti preparati degli interventi, anche interessanti sul tema e sulla questione. Ho sentito tante cose, non ultima una questione che un po’ mi… delle affermazioni che mi fanno un po’ sorridere, perché ho sentito che a Gaeta non c’è bisogno degli alberghi, a Gaeta non c’è bisogno di strutture commerciali. E la domanda che viene quasi spontanea: di che cosa ha bisogno Gaeta? Di che cosa ha bisogno la nostra città. Se uno dovesse assecondare un po’ i trend, le involuzioni che – appunto – ha avuto questa città, Gaeta avrebbe bisogno solo di centri per anziani. Perché i giovani vanno via, perché le nuove coppie vanno via, o le nuove coppie non ci sono… e quindi Gaeta ha bisogno esclusivamente di centri per anziani. Però, detto questo, un altro passaggio che poi volevo commentare, sentito da qualche amico e collega di maggioranza: questa questione dei partiti, questa questione che ha scoperto, sta scoprendo che questa maggioranza non è più civica. Io dico per fortuna che ci sono i partiti e per fortuna che c’è il Partito Democratico, che svolge un ruolo fondamentale, sia in città che in questa maggioranza. Quindi, un punto centrale è questo: il Partito Democratico è a favore della riqualificazione della vetreria, questo è un punto che deve essere chiaro a tutti. Però, ovviamente, chiede delle garanzie, chiede delle garanzie per la città, chiede delle garanzie per i cittadini di Gaeta, chiede garanzie per i giovani di Gaeta, chiede garanzie per tutti. Allora, un altro punto centrale della discussione è: quest’area non è di proprietà comunale, non è di proprietà pubblica, ma ha una proprietà privata. Di una società che, purtroppo, noi non ci siamo scelti ma è questa e con questa dobbiamo ragionare. Questa società a me non piace neanche un po’, lo devo dire, non la conosco e non voglio conoscerla. Però, leggo i documenti, leggo i bilanci. E allora, questa società è un po’ anonima, nota solo a Gaeta, ha un’unica attività, un unico business, che è quello – fino ad oggi – di avere la proprietà di un sito industriale dismesso. Allora, alle domande del Consigliere Matarazzo e alle affermazioni… ha un bilancio in passivo. Naturale, ha un unico business, un’unica attività, ha iscritto in bilancio un’unica cosa, che è un sito industriale dismesso che, fino a prova contraria, fino a riconversione è esclusivamente un costo. Però, questa è la società e con questa dobbiamo ragionare.
Allora, l’obiettivo è quello di garantire lo sviluppo e la riconversione di quell’area e impedire
qualsiasi forma di speculazione futura su quell’area. Allora, la delibera, così come è predisposta dalla maggioranza, è un’ottima delibera, una buona delibera. Noi, del Partito Democratico, come bene ha ricordato la Consigliera Rosato, che poi fa ancora dei passaggi che, secondo me, potrebbe evitare, su chi ritiene di appartenere o meno al Partito Democratico. Io, lei e anche il Consigliere Fantasia, in questa assise rappresentiamo il Partito Democratico. Non esiste un gruppo, ma esistono i Consiglieri del Partito Democratico. Quindi, noi in quest’aula… noi, come la Rosato, rappresentiamo il Partito Democratico, questo deve essere un punto chiaro a tutti. Poi, al di là dei formalismi, al di là di… c’è il gruppo, non c’è il gruppo. Perché poi se uno guarda nell’opposizione, c’è un universo, così, un po’ strano di gruppi, gruppuscoli e poi molti si richiamano alla PdL. Però, questo non è il punto, contano le appartenenze politiche vere e non altre cose. Allora, il partito ha presentato dieci emendamenti. Sono dieci emendamenti votati dal direttivo, dieci… undici, undici. Allora, un corretto alleato discute con la maggioranza, con la maggioranza civica e con gli altri membri della maggioranza e cerca di trovare una sintesi, una quadra. Allora, l’obiettivo, secondo me, di questa sera è di non andare ad uno scontro, noi come Partito Democratico, ma quello di sederci intorno a un tavolo… ed io richiederò una riunione di maggioranza su questo… e cercare di trovare una soluzione, capire di tutti gli undici emendamenti, quali sono accoglibili. Io mi auguro… l’auspicio è quello che possano, appunto, essere accolti tutti. Però, nessuno si può sedere ad un tavolo e chiedere, quasi ricattando, che vengano approvati tutti. Cerchiamo di capire, perché poi ho sentito che sono di carattere tecnico, quindi non di carattere politico, cerchiamo di capire insieme, in maniera onesta e leale, con tutta la maggioranza, se quegli emendamenti sono accoglibili o meno. Già è apprezzabile l’apertura del Sindaco che dice che, appunto, ci sono molti emendamenti che sono accoglibili, e questo ci fa piacere. Però, invito tutti, a evitare – appunto – di soffermarsi sui rapporti del PD con l’Amministrazione, parlare di incontri, parlare di esponenti del partito che incontrano tecnici, queste cose sinceramente, che vengono appunto rese pubbliche… sinceramente, a me danno fastidio. E, secondo me, dovrebbe dare fastidio a tutto il partito. Detto questo, da parte dell’opposizione io apprezzerei, sinceramente, una posizione realmente costruttiva. Però, quando sento ancora questioni pretestuose, come la proprietà, se ancora… capire se la proprietà è riconducibile ad un soggetto piuttosto che ad un altro… io non ci sto, sono cose chiarite da tempo. Quindi, evitiamo di ritornare su queste questioni. Ma neanche in questa fase di delibera di indirizzo parlare di questa società che non paga la Tosap al Comune, anche questo è superfluo discuterlo in questa sede. Quindi, eviterei appunto… cioè, inviterei i Consiglieri di opposizione di, appunto, entrare nel merito delle questioni. E ho apprezzato molto anche l’intervento del Consigliere Gallinaro che dice una cosa molto chiara: il problema non sono le cubature, ma i contenuti. E proprio noi sui contenuti ci vogliamo confrontare. Le cubature vengono da… diciamo così, le posizioni, le relazioni, le indicazioni dei tecnici, dei Dirigenti del nostro Comune noi le prendiamo e all’interno di quella cubatura cerchiamo… noi proponiamo un indirizzo come base di partenza e invitiamo l’opposizione a ragionare su questo, sul merito, sul contenuto delle volumetrie. Allora, gli emendamenti ci sono, del Partito Democratico. Sono emendamenti che vanno, realmente, come dicevo all’inizio del mio intervento, nella direzione di dare più garanzie sulla fattibilità e la realizzabilità e la realizzazione delle opere e degli interventi che questa delibera di indirizzo… andiamo a definire. E li condivido in pieno. Però, potrei aggiungere anche, diciamo, una mia idea personale: io, sinceramente, sulla questione dei residence, come ebbi a dire qualche tempo fa, non sono assolutamente d’accordo. Ma è una posizione mia personale, e come molti richiamano la disciplina di partito, in questo caso vorrei anche io richiamarmi alla disciplina di partito e rimane una mia idea personale e su questo, sinceramente, non metterò un veto. Però, è pure vero che sui residence,
quando in una delibera di indirizzo si scrive: residence a gestione alberghiera è un’inversione naturale, solitamente, di quello che succede. Solitamente, un privato che è proprietario di più unità immobiliari, decide di fare un residence. In questo caso si va all’inverso. Però, va bene, questo è un ragionamento mio personale. E, sinceramente, il residence, come destinazione urbanistica, è chiaramente una destinazione che non è turistico-alberghiera, ma è una destinazione di edilizia residenziale privata. Allora… e poi, tra le altre cose, è una forma che genera un’occupazione molto limitata, perché non è una forma di imprenditoria evoluta, non è un’impresa evoluta, è un’impresa poco evoluta che
genera poca occupazione. Su questa questione dell’occupazione, io dato che ho un mestiere, ho delle competenze, anche se piccole, ben precise, ho sentito dei numeri, vorrei capire… ma non perché non mi piace enunciare numeri roboanti… questi 250 posti di lavoro da che stima e da che calcolo vengono fuori. Perché poi, ognuno ha le sue competenze, volevo capire anch’io questo numero da che cosa viene fuori. Però, sicuramente, c’è una possibilità di nuova occupazione, sicuramente c’è una riqualificazione di quell’area, sicuramente c’è finalmente un cambiamento in città e, per dirla tutta, la vera speculazione non è tanto le linee guida che sono fissate in questa delibera di indirizzo, è quella di aver tenuto per venticinque anni quell’area così com’è.
Detto questo, io su questa delibera non ho grosse perplessità. Fa parte del nostro programma, fa parte del programma di governo di questa Amministrazione ed è giusto che finalmente approdi in Consiglio Comunale, è giusto che un alleato come il Partito Democratico, che sostiene questa maggioranza, possa apportare dei propri emendamenti, delle proprie proposte migliorative e chiudo con questa cosa e richiamo a quello che dicevo all’inizio. Però, come partito dobbiamo essere seri, discutere, confrontarci, capire che non si può sedersi ad un tavolo avendo in mente di poter imporre tutto a tutti. Però, essere leali, nel senso che se da questo confronto con la maggioranza dovesse venir fuori
un emendamento, o due, che non dovessero essere recepiti perché qualcuno ritiene che tecnicamente possono creare dei problemi e si stravolga in qualche… e renda, in pratica, il progetto irrealizzabile, la riqualificazione della vetreria irrealizzabile, sinceramente io su questo non avviterei né il partito e né, tanto meno, il mio voto. Quindi, invito prima di passare alla votazione degli emendamenti, a convocare una riunione di maggioranza dove si avrà la possibilità di discutere di queste cose. Grazie.

Per chi fosse interessato ad approfondire i contenuti della delibera d’indirizzo approvata e la discussione integrale del Consiglio Comunale, clicchi qui .

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