1° Maggio, Riflessioni su un Paese ancora troppo diseguale

Gli effetti della crisi economica per i lavoratori che oggi festeggiano il Primo Maggio risultano essere molto diversi, addirittura in molti casi diametralmente opposti. Ci sono lavoratori – come ad esempio – i lavoratori a tempo indeterminato impiegati nei settori c.d. anticiclici o nelle imprese operanti in mercati non concorrenziali, che dalla crisi stanno traendo vantaggi in termini di reddito disponibile e potere d’acquisto. In particolare, tali lavoratori immuni a questo veleno diffuso dal sistema finanziario internazionale, che sta scuotendo dalle radici un modello di sviluppo economico nato all’indomani della creazione del WTO (World Trade Organization), hanno beneficiato della riduzione della rata del mutuo e di molti prezzi al consumo. Dall’altra parte ci sono invece milioni di lavoratori che questa crisi la soffrono, eccome. Milione di titolari di contratto a termine, lavoratori “a progetto”, “partite Iva”, che hanno perso o stanno perdendo il posto lavoro e il proprio reddito. I più colpiti sono i giovani e le donne ai quali il Governo Berlusconi non sta garantendo pari dignità e diritti, perdendo una occasione storica per avviare in Italia una riforma degli ammortizzatori sociale incentrata su principi di solidarietà, formazione continua ed uguaglianza.
C’è una differenza di fondo, tra chi pensa che nella crisi debbano scattare meccanismi di solidarietà per tutti i lavoratori, e chi come il Governo Berlusconi pensa che nella crisi sia inevitabile che qualcuno soccomba e qualcuno più fortunato si salvi. Da questa crisi può uscire un Paese più diseguale, ma anche un Italia più solidale, meritocratica e giusta. Al di là delle riforme strutturali di cui il nostro Paese necessita in maniera ormai non più procastinabile, c’è bisogno in primo luogo di un risveglio valoriale di noi italiani, in base al quale tutti dicano con chiarezza che da questa crisi: “Ci si salva solo tutti assieme o non si salverà nessuno”

Annunci

One thought on “1° Maggio, Riflessioni su un Paese ancora troppo diseguale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...