Protocollo ENI, le 6 illusioni di SEL Gaeta

Se quelle dei compagni di SEL fossero proposte realizzabili le sottoscriverei tutte, senza esitare un secondo. Ma penso che le proposte di SEL Gaeta siano, purtroppo, più una raccolta di illusioni che una “serie fortunata” di proposizioni politiche concrete.

Le 6 Proposte di SEL.

Proposta 1: lo smantellamento dell’intero deposito di Arzano

Domande: Nel piano industriale di ENI è prevista la dismissione di tale deposito? Il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione, la Provincia, il Consorzio Industriale o altro Ente preposto hanno mai valutato almeno la fattibilità dello smantellamento dell’intero deposito Arzano? Quanto costa smantellare e quale sarebbe la località d’italia in cui costruire il nuovo deposito? Chi paga lo smantellamento? Sono disponibili finanziamenti pubblici per lo smantellamento e la costruzione di un nuovo deposito altrove? Si è tenuto conto della normativa nazionale sulle scorte obbligatorie in materia di idrocarburi?

Proposta 2: la revisione degli strumenti urbanistici sull’intera area con connessa riduzione degli indici edilizi;

Domande: Di quanto bisognerebbe ridurre gli indici edilizi? L’intendimento è positivo, ma la proposta concreta è?

Proposta 3: il ritorno al Comune della pianificazione urbanistica sull’area in oggetto;

Domande: Nel protocollo è scritto che il Comune parteciperà alla redazione del piano particolareggiato, non basta? È necessario per far ciò obbligatoriamente espropriare l’ENI di una sua proprietà e il Consorzio Industriale della sua competenza sull’area?

Proposta 4: la cessione al Comune di parte consistente di tale area quale standard urbanistico per la realizzazione di insediamenti pubblici di interesse generale;

Domande: Ma per realizzare degli insediamenti pubblici il Comune deve essere necessariamente proprietario dei terreni? La cessione delle aree di proprietà dell’ENI a favore del Comune sarebbe a titolo gratuito? l’ENI società quotata in borsa potrebbe accettare? I piccoli azionisti e il principale azionista (il ministero del tesoro) sono d’accordo? Tremonti qualcuno l’ha sentito?

Proposta 5: il rifiuto del potenziamento delle attività di deposito di idrocarburi, mantenendo a Casalarga soltanto quelle attività legate al basso Lazio e al nord della Campania;

Domande: Il Consiglio Comunale con propria delibera dovrebbe quindi rideterminare il piano nazionale di approvvigionamento e stoccaggio idrocarburi dell’ENI?

Proposta 6: la chiusura in tempi certi del pontile petroli di Porto Salvo e la fine della servitù petrolifera del Golfo.

Domande: Nel protocollo sottoscritto l’ENI dichiara la sua disponibilità ad una riallocazione dell’attracco delle navi per i rifornimenti dei propri depositi, Non Basta? Cosa dovrebbe fare il Comune? Recapitare all’ENI un avviso di sfratto dall’attuale Pontile Petroli o spingersi fino a far firmare al Sindaco un’ordinanza per vietare l’attracco delle petroliere in tutta l’area del Golfo di Gaeta?

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