Economia Pontina, per la valorizzazione dei siti industriali dismessi non bastano ricerche universitarie…

«il recupero e la valorizzazione dei siti industriali dismessi rappresenta una grande opportunità per il rilancio dell’economia pontina, sono quindi da valutare positivamente tutte le iniziative politiche ed istituzionali che vanno in questa direzione. È altrettanto vero che, se oggi, ci troviamo ancora nella necessità di proporre studi preliminari per il censimento e la catalogazione di queste aree, ciò certifica anche l’inerzia politica e i pesanti ritardi accumulati in questi anni dall’Amministrazione Provinciale del Presidente Cusani». Così in una nota Fabio Luciani, Consigliere Comunale e Responsabile Provinciale per lo Sviluppo Economico del Partito Democratico, commenta l’iniziativa recente dell’Assessore Provinciale Silvio D’Arco sul tema della riqualificazione delle aree industriali dismesse presenti in Provincia di Latina.
Spiega Fabio Luciani – «Lo studio realizzato dal Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUIEM) rappresenta probabilmente un documento interessante, ma sconta di un’impostazione di fondo sbagliata e superficiale, che ha visto l’esclusione e il mancato coinvolgimento diretto delle forze socioeconomiche del nostro territorio e soprattutto delle Amministrazioni Locali in cui tali aree industriali dismesse sono localizzate. Il risultato dello studio condotto sarà sicuramente ineccepibile da un punto di vista accademico, ma rischia di trasformarsi, per la mancata partecipazione di tutti i soggetti Istituzionali di riferimento, in un esercizio teorico fine a se stesso» – continua Luciani – «Le Istituzioni nel loro complesso devono garantire processi trasparenti e concreti, la collaborazione tra enti pubblici, sindacati e sistema imprenditoriale è fondamentale se si vogliono produrre progetti di riqualificazione industriale che puntino realmente ad uno sviluppo economico sostenibile e ad una rigenerazione urbanistica di qualità dei territori interessati».
Conclude Luciani, citando un esempio recente e concreto di recupero di un’area industriale dismessa – «il Protocollo d’intesa firmato dal Consorzio Sviluppo Industriale Sud Pontino, ENI spa e Comune di Gaeta è la dimostrazione positiva, che al di là della produzione di altisonanti studi accademici, quando le Istituzioni pubbliche trovano comunione d’intenti, dal confronto con il sistema imprenditoriale si ottengono risultati molto positivi. Nel caso specifico, le istituzioni coinvolte hanno messo nero su bianco un progetto di riqualificazione di un’area industriale di circa 250.000 mq, riuscendo nell’opera straordinaria di tenere insieme l’esigenze di recupero ambientale e urbanistico della Città di Gaeta con gli obiettivi economici di attrazione e creazione di nuove opportunità di investimento sul territorio».

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2 thoughts on “Economia Pontina, per la valorizzazione dei siti industriali dismessi non bastano ricerche universitarie…

  1. Io spero soltanto che non si perda tempo prezioso con le lungaggini burocratiche e

    che quando si procederà alla riqualificazione della zona non ci saranno prevaricazioni personali a dispetto delle esigenze della collettività.L’area è vasta e potrebbe veramente risolvere molti problemi occupazionali!!!!!FULVIA

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  2. La possibilità di riqualificare l’area dell’ ex raffineria è un’opportunità grandissima per la ns città. Penso ad esempio alla creazione di una rotonda che possa migliorare l’immagine dell’ingresso in città in sintonia con la sua vocazione turistica, penso alla possibilità di dare spazi a coloro che vogliono accrescere la loro attività artigianale in locali/magazzini più idonei, strade migliori per l’accesso e l’uscita dal porto, spazi per l’ubicazione di uffici per il terziario, servizi per gli abitanti.
    Infine, aggiungerei anche lo spostamento di tutte quelle attività, ora ubicate tra il porto dei pescherecci e la Piaia, che non necessitano di accesso diretto con il mare o che hanno con esso scarsa attinenza; lo spazio recuperato potrebbe essere destinato per riqualificare quel tratto di zona del lungomare: passeggiate, verde, e magari qualche chioschetto per i turisti delle navi da crociera o per i residenti…

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