Federalismo Fiscale, la cedolare secca danneggia i redditi medio-bassi e gli inquilini

Il decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato è molto lontano dalla proposta iniziale. Differenze nette e peggiorative soprattutto sul versante della cedolare secca. Già il testo originario introduceva novità non tutte positive e purtroppo le forti perplessità di fondo sulla sua applicazione pratica, si sono trasformate in realtà. I comuni non avranno nessuna autonomia impositiva, la cedolare secca non si configura più come un tributo proprio e quindi ad esempio gli enti locali non avranno alcuna possibilità di manovrare la leva fiscale per intervenire sul contenimento dei canoni di locazione. Gli unici beneficiari saranno i proprietari con redditi medio-alti e le società immobiliari che affitteranno a canoni di libero mercato.
Il gettito fiscale totale della cedolare secca sarà devoluto ai comuni per una quota pari circa al 21% a compensazione dell’eliminazione di trasferimenti statali del medesimo importo.
Insomma un provvedimento sbagliato, iniquo e centralista. Del federalismo non c’e’ traccia, anzi si va nella direzione opposta. In definitiva crescerà la pressione fiscale e a pagare il dazio della propaganda leghista saranno purtroppo le tante famiglie non proprietarie di case ed i redditi medio-bassi.

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One thought on “Federalismo Fiscale, la cedolare secca danneggia i redditi medio-bassi e gli inquilini

  1. Caro Fabio oltre agli svantaggi ci sono anche i vantaggi:

    1) In Italia la maggior parte delle tasse le pagano i lavoratori dipendenti e le poche aziende oneste o che sono costrette per motivi di business ad esserlo. La cedolare secca riduce le tasse a coloro che ne pagano già troppe e disincentiva l’evasione perchè è più facile far pagare tasse più basse e sostenibili. Applicare invece l’aliquota marginale alle rendite di capitale comporta dei vantaggi ingiusti per chi le tasse non le paga rispetto a chi le paga tutte e incentiva l’evasione di chi ha aliquote elevate.
    2) avere poche regole e semplici significa “imbrogliare” di meno i contribuenti e migliorare il funzionamento del mercato: ci sarà un incremento dell’offerta di case in affitto con auspicabili effetti positivi anche sul costo dell’affitto;
    3) migliorando il rendimento relativo del mercato degli affitti ci saranno maggiori investimenti per immettere case da affittare sul mercato da parte di chi ha soldi da investire per acquisto o ristrutturazione con ricadute positive (di nuovo) sui costi dell’affitto e sul settore produttivo.
    4) Poichè ritengo che il 21% sia un’aliquota elevata sulle rendite e maggiormente accettabile un’aliquota del 15%, ritengo che la differenza (6%) pari a circa il 30% degli incassi per i Comuni debba essere utilizzata per dare contributi come indicato nei punti successivi. Ciò renderebbe ancora più accettabile la regolarizzazione dei contratti di affitto e il costo della tassazione.
    5) Per le giovani coppie contributi per cinque anni dalla nascita di ciascun figlio (2 figli contributi per 10 anni) sotto forma di abbattimento dell’affitto registrato. Ciò diminuirebbe ancora l’evasione.
    6) Per gli anziani con oltre 70 anni di età contributi con lo stesso meccanismo di cui al punto 5).
    7) Contributi per le famiglie disagiate così da poter eliminare il business delle “case popolari” con i seguenti vantaggi:
    a) non più ghettizzazione delle persone in difficoltà in zone particolari
    b) non più brutture di palazzi e case che per stile deturpano l’ambiente
    c) non più intermediazione di risorse da parte di enti pubblici con costi di edificazione e di manutenzione più alti della norma
    d) non più case regalate a parenti, amici ed elettori anzichè a chi ne ha veramente bisogno
    e) non più regali a cittadini non più indigenti che però continuano a usufruire di vantaggi ingiusti e costi di condominio bassi (magari neppure pagato)
    f) eliminazione degli enti e degli investimenti pubblici connessi al business delle case popolari con RIDUZIONE DELLE TASSE PER CHI LE PAGA VERAMENTE: ALIQUOTE PIU’ BASSE SUI REDDITI DELLE PERSONE FISICHE. Non se ne può più!

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