Fabio Luciani (PD): “ Questione Pozzi Ginori, non rincorriamo inutili primati e distinguo”

Comunicato Stampa del 04-03-2010

«Il futuro dello stabilimento della Pozzi Ginori è una questione talmente delicata che dovrebbe spingere le forze politiche locali a non dividersi e a non rincorrere inutili primati e distinguo» Così in una nota Fabio Luciani, esponente del Partito Democratico, a pochi giorni dall’approvazione all’unanimità in consiglio comunale di un ordine del giorno bipartisan per sostenere la competitività e l’occupazione dello stabilimento produttivo più importante del sud pontino.
«Sono d’accordo con chi sostiene che consentire la costruzione di un nuovo capannone industriale o di altre strutture logistiche non rappresenti una proposta sufficiente a scongiurare la possibile chiusura dello stabilimento, ma allo stesso modo potrebbe non essere sufficiente neanche l’istituzione del consueto tavolo tecnico tra Enti Locali e Ministero. In realtà, l’insieme di queste proposizioni – spiega il Consigliere Luciani – se non inserite in quadro unitario e condiviso con tutte le forze politiche e sociali rischiano di risultare poco efficaci, perché di fronte a crisi occupazionali così complesse è determinante soprattutto non fornire alla proprietà e al management aziendale possibili giustificazioni esterne, e questo è possibile se si mettono in campo azioni e iniziative che dimostrino la ferma volontà di tutta la comunità gaetana e del territorio di conservare il sito industriale. L’ordine del giorno votato all’unanimità in Consiglio Comunale e il lavoro che sta svolgendo la commissione consiliare attività produttive sui problemi occupazionali vanno dunque nella direzione di affrontare in maniera organica e condivisa le gravi crisi occupazionali che stanno investendo la nostra città. »
«La vicenda dello stabilimento della Pozzi Ginori di Gaeta purtroppo va ad inserirsi in un quadro macroeconomico internazionale e nazionale ancora molto negativo. In particolare, nel nostro Paese la crisi economica è sicuramente acuita da una pluridecennale assenza di politiche industriali e la mancanza delle necessarie riforme e investimenti infrastrutturali necessari allo sviluppo della competitività del sistema Italia. Il caso della Pozzi Ginori di Gaeta – sottolinea il consigliere del Partito Democratico – si configura però quasi come un’eccezione rispetto alle tendenze generali del nostro Paese, perché sono presenti sia fattori di contesto che aziendali molto favorevoli, che non giustificano minimamente una possibile scelta di ridimensionamento o addirittura di chiusura del sito industriale di Gaeta. Non possono essere sottaciuti fattori aziendali come i continui miglioramenti di produttività, di flessibilità e di qualità delle produzioni raggiunti dal sito di Gaeta grazie soprattutto alla professionalità, abnegazione e i ripetuti sacrifici fatti dagli operai e impiegati dell’azienda in tutti questi anni. Inoltre, si aggiungono a quest’ultimi anche dei fattori di contesto come il vantaggio di localizzazione di un sito adiacente ad un porto commerciale, che consente un concreto abbattimento dei costi di trasporto nel approvvigionamento delle materie prime e nella commercializzazione dei prodotti finiti, delle condizioni per certi versi diametralmente opposte a quelle che stanno portando alla chiusura della fabbrica di Termini Imerese del gruppo Fiat . Le prospettive future della Pozzi Ginori – Osserva Fabio Luciani – dipendono fortemente dalla conservazione della produzione presso il sito di Gaeta di prodotti di fascia medio-alta. Rinunciare a queste produzioni a favore di altre di più bassa qualità significa nella sostanza creare le condizioni aziendali per la chiusura dello stabilimento. In un azienda multinazionale e multiplant come la Sanitec, presente con propri siti produttivi in Paesi con costi del lavoro strutturalmente più bassi di quelli italiani, se il management aziendale decidesse di evadere attraverso lo stabilimento di Gaeta commesse di prodotti di bassa gamma si abbasserebbero drasticamente le probabilità di sopravvivenza del sito stesso, perché difficilmente lo stabilimento di Gaeta potrebbe essere in grado di concorrere con alcuni siti esteri della Sanitec su prodotti dove il fattore costo è preponderante.
Di conseguenza l’iniziativa più importante da portare avanti – Conclude Luciani – è di opporsi alla riconversione della produzione dello stabilimento di Gaeta verso prodotti di qualità medio-bassa, che molto probabilmente sarebbe il preludio ad una chiusura nei prossimi anni del sito produttivo.

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