Ciao Don Gallo.

Don Gallo: I cristiani, se non sono accoglienti, non dicano che sono cristiani. Una vita al fianco degli ultimi e sempre in prima fila nella difesa dei diritti, riconosciuti e negati.

Ti ricoderò così. Partigiano e Padre spirituale di tutti, credenti e non.

Le porte del paradiso saranno spalancate, per te.

Ciao Don Gallo!!

Superlativi assoluti del PD

CopertinaTotale VotantiRipescare buoni candidati di (e per) stagioni passate, equilibratori di spinte correntizie oppure intellettuali sopraffini ignoti alla casalinga di Voghera, non mi sembrano scelte in grado di portare fuori il PD dal guado del Governo con Berlusconi e soprattutto il nostro Paese dal suo declino e dal suo stato d’ingovernabilità.

Eppoi,  se dopo il governissimo arrivasse pure il partitissimo (per dirla alla Civati), perché la partita congressuale scegliamo di  giocarla a porte chiuse,  il prossimo superlativo assoluto sarà da applicare all’incazzatura dei nostri elettori.

Sold out di Civati a Milano

Sala gremita, tanti applausi per Pippo e per un PD che ritorni presto a fare il PD. Un partito nato per cambiare l’Italia, ma per farlo deve rimettersi al centro del suo campo politico, quello dei progressisti e del cambiamento, presto. Ascoltando (grazie agli organizzatori per la diretta streaming) le parole di Pippo e dei tanti democratici intervenuti nell’iniziativa di ieri sera a Milano, Il messaggio recapitato all’attuale gruppo dirigente del PD è stato chiaro, chiarissimo: si manifestino e vadano via dal partito i 101 traditori e quei leader del passato che vorrebbero attraverso un congresso chiuso conservare rendite di posizione, vecchi equilibri e connettere il proprio destino politico a quello del partito democratico.  E poi,  Il Governo Letta-Alfano faccia presto e bene, risolvi le emergenze economiche e sociali condivise da tutti, e si faccia (prima di subito) una legge elettorale che ridia agli italiani il diritto di scegliersi il governo del proprio Paese.

dietro_Auditorium Milano_Civati

Epifani, il congresso che verrà e le mozioni del 2009

PD, assemblea nazionaleAvrei preferito da Epifani parole più chiare sul nostro ruolo nel Governo, ma anche su date e modalità del congresso.  Avrei preferito una scelta in più netta discontinuità con un gruppo dirigente che ci ha portato errore dopo errore e con l’aiuto di 101 traditori ad un Governo politico con Berlusconi. Se Epifani pensa di rifondare un partito, di cui lui non è stato fondatore, prima del congresso, cambiando le regole del gioco quando le squadre sono già in campo, troverà un muro umano e democratico a impedirglielo.

Il congresso deve essere aperto agli iscritti, agli elettori e a tutti quelli che hanno a cuore il PD.  Ieri, purtroppo, in assemblea ho ascoltato anche alcuni  interventi che parlavano della necessità di restringere la partecipazione al congresso  ai soli iscritti. Una posizione fuori dalla realtà e dalle previsioni del nostro statuto. Si chiede di abolire uno strumento di partecipazione democratica su cui abbiamo fondato il partito democratico, tanto per chiarirci. Non solo. Dovrebbe farlo nelle prossime settimane, sotto la guida di Epifani, un’assemblea nazionale rappresentativa di mozioni congressuali 2009 in cui nessuna sosteneva questa tesi, dell’abolizione. Un assurdo che supererebbe ampiamente il limite del buon senso e della legittimità democratica. Fermatevi, anzi toglietevelo proprio dalla testa (subito).

Le Mozioni Congressuali 2009 sulle Primarie:

Testo Integrale Mozioni, QUI.

Mozione Bersani (Chiede di metterle in sicurezza, le primarie):

“Ciò che abbiamo realizzato nei primi venti mesi è al di sotto del progetto che intendevamo perseguire. E’ successo soprattutto perché, dopo aver invocato la partecipazione popolare alle Primarie ed aver ottenuto la risposta formidabile di quasi quattro milioni di cittadini, non si è riusciti a costruire una organizzazione plurale e aperta in grado di coinvolgerli” (Il problema non sono le primarie, mi pare).

“All’indomani delle primarie abbiamo deluso sia chi era legato a forme di militanza più tradizionali, sia chi si aspettava nuove forme di partecipazione politica e di coinvolgimento sociale. Abbiamo disperso un tesoro immenso, coltivando un’insensata contrapposizione tra elettori e iscritti, quando proprio gli elettori ci chiedono più presenza organizzata nei territori e nella società. Abbiamo un elettorato esigente e intelligente, una forza civile  disposta a sostenerci nel voto e non solo. Il Pd deve rappresentarla compiutamente in ogni momento e in ogni sede.”

“Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche.  Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L’albo degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato.”

Mozione Franceschini (Oltre il PD, le primarie sono importanti anche per la democrazia italiana)

“Non alziamo barriere. Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni  civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati. Ecco perché difendo questo equilibrio e perché penso che le primarie del 25 ottobre saranno un’altra  momento importante per noi e per la democrazia italiana.”

Mozione Marino (Primarie, primarie, e ancora primarie):

“Un partito che abbia una direzione politica chiara, frutto della partecipazione dei suoi aderenti e dei suoi sostenitori. Un partito che guardi avanti e fuori, verso la società e verso il futuro. Un partito primario e dopario, capace di aprire alla società la scelta delle persone e delle idee che promuove. Un partito che si dia delle regole comprensibili e semplici, che siano rispettate.”

“Un partito che sappia coniugare strumenti moderni e antiche modalità di relazione, che sappia rinnovare un messaggio di coinvolgimento, di partecipazione, di apertura alla società”.

RIPARTE IL FUTURO -50 !

Ribloggato da Presidio Libera Gaeta:

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Il nostro presidio, assieme ai presidi di Libera Itri e Libera Terracina ha inviato una foto alla Campagna contro la corruzione “Riparte il Futuro” ricordando che mancano solo 50 giorni ai Parlamentari braccialetti bianchi per rispettare gli impegni presi con il Paese. Cambiare il 416 ter, ora!

Senza corruzione riparte il futuro, Il contributo del presidio di Libera Gaeta, Itri e Terracina nella splendida cornice della spiaggia di serapo.

Risultati Consultazione On Line Elettori PD Latina

Consultazione promossa da Prossima Italia Latina.

Le cose stanno così.   La consultazione mi pare scatti una buona fotografia dello stato d’anino e di salute (aggiungerei) del PD  in provincia di Latina e non solo, purtroppo. Per  il resto, di parole anche sbagliate ne abbiamo spese fin troppe, meglio lasciare ai voi lettori ed elettori del PD ogni commento.

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Abuso di Necessità

ParlamentoIl PD si trova al suo minimo storico di credibilità. Le larghe e vaghe intese col PDL ci stanno portando in una dimensione ignota e allo stesso tempo indigeribile per i nostri elettori e militanti. Non per un antiberlusconismo di maniera, per altro spesso coltivato e alimentato dagli stessi dirigenti che oggi propongono il governissimo, ma perché nessuno ci crede sul serio a questo Governo Letta-Alfano.

Una sfiducia equanime, trasversale ai nostri  elettori, ma ampiamente diffusa anche tra quelli del PDL. Che questo governo possa risolvere i tanti ritardi e gravi problemi dell’Italia, pare non ci creda davvero nessuno, ma si farà lo stesso.

Perchè?

Si è scelta la strada di scaricare le responsabilità su Napolitano. Uno scenario e un quadro desolante fatto  di pasticci ed errori, di mancanza di coraggio politico del PD, di eccessi di ingenuità e tatticismo del M5S, ma determinato soprattutto da quei  101 tradimenti  avvenuti nel segreto dell’urna delle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica.

Le parole d’ordine scelta è stata quindi “necessità”.  L’unico governo possibile. Mancanza assoluta di alternative, che in realtà sono state scientificamente distrutte o rese impraticabili, in larga parte,  per colpa o dolo di quei  tanti dirigenti politici, che dentro e fuori il PD a questa soluzione del governissimo lavorano sin dal giorno dopo il voto del 24 e 25 febbraio.

Io non ci sto’ ad accettare la logica del “o ti mangi sta’ minestra o ti butti dalla finestra”. Io dalla finestra non vorrei buttarci gli italiani e la loro speranza di cambiamento, ne tantomeno  i tanti elettori che hanno affidato al PD e alla coalizione Italia Bene Comune  il loro voto per costruire un Italia Giusta.  Sembra il secolo scorso, ma l’Italia Giusta  è stato lo slogan e un po’ anche il sogno che abbiamo raccontato in questa campagna elettorale.  “Italia Bene Comune”,  che sembra già frettolosamente archiviata,  è stato invece il progetto con cui “non abbiamo” vinto le elezioni , ma sulla base del quale milioni di cittadini ci hanno affidato l’onere di rappresentarli nella massima assise nazionale, il parlamento.  La nostra rappresentanza parlamentare è espressioni di quel progetto, della nostra alleanza con SEL e questo non dovremmo dimenticarlo, mai.

Insomma non dimentichiamoci chi siamo, quali istanze del Paese rappresentiamo e proviamo almeno a portarle dentro un Governo, che non deve lavorare  per resistere al tempo,  ma per fare il più possibile e in fretta  per gli italiani. Un Governo che pensi solo al Paese e non faccia nulla, ma proprio nulla, per chi al pari nostro ha perso le elezioni e milioni di voti, e pensa di aver messo in pista un operazione politica  per lo stretto necessario a rifarsi una verginità politica e giudiziaria. Perché poi, per dire,  a fare gli  alleati di Berlusconi troppo a lungo e senza produrre nulla di buono per il Paese,  abbiamo solo da perdere e rischiamo di diventare anche noi, per una semplice proprietà transitiva, degli impresentabili.

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